AVR Med, l'innovazione è nel Salento

//LA STORIA DELLA DOMENICA// E' stata tra i 10 finalisti dell’VIII edizione del premio “Start Up dell’Anno”. AVR Med è un sistema basato sulle tecnologie della realtà virtuale nato e “cresciuta” interamente nel Salento

di Valentina Isernia Ha vinto la Start Cup Puglia 2013 per la sezione “Life Science” ed è stata selezionata tra i 10 finalisti dell’ottava edizione del premio “Start Up dell’Anno”, il concorso tra giovani imprese generate dalla ricerca accademica dopo il 2010 che hanno conseguito le migliori perfomance tecniche e di successo di mercato. Parliamo di AVR Med, una realtà d'eccellenza, nata e “cresciuta” interamente nel Salento. AVR Med (Augmented and Virtual Reality for Medicine), infatti, è una società spin-off dell’Università del Salento con sede operativa anche nei locali del DReAM (Laboratorio Diffuso di Ricerca Interdisciplinare Applicata alla Medicina) presso l’Ospedale di Lecce e nasce dall’esperienza maturata nello sviluppo di sistemi a supporto della chirurgia basati sulle tecnologie della realtà virtuale e della realtà aumentata presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento ed, in particolare, all’interno dell’Augmented and Virtual Reality Laboratory (AVR Lab) diretto dal Prof. Lucio Tommaso De Paolis. AVR Med rappresenta un'innovazione fondamentale nel campo della medicina: ha sviluppato l’Augmented Surgical Navigator, un sistema basato sulle tecnologie della realtà virtuale e della realtà aumentata che permettere un miglioramento delle prestazioni del chirurgo negli interventi di chirurgia mini-invasiva attraverso la visualizzazione delle strutture anatomiche d’interesse e l’interazione con modelli virtuali degli organi del paziente. Ma a quali migliorie può portare questo nuovo sistema? La piattaforma può essere utilizzata nel trattamento di tumori con la tecnica di ablazione con radiofrequenza (RFA) largamente utilizzata qualora non sia possibile procedere mediante l’asportazione delle cellule neoplastiche a causa della loro vicinanza a vasi importanti o vie biliari; una tecnica difficoltosa, caratterizzata dall'introduzione di un catetere per il raggiungimento del tumore con il solo uso di sole immagini ecografiche o CT. L’Augmented Surgical Navigator permette di ridurre le difficoltà legate all’inserimento di tale catetere e di guidare il chirurgo con precisione nel raggiungimento del tumore, evitando così il danneggiamento delle strutture anatomiche nelle vicinanze. Il sistema, inoltre, permette di evitare che il chirurgo, per esser certo di distruggere tutte le cellule tumorali, agisca con tale tecnica su un’area troppo estesa del fegato con il conseguente danneggiamento anche di molte cellule sane. Ciò può comportare successivi scompensi in pazienti che, spesso cirrotici, hanno un fegato non perfettamente funzionante.

Dal punto di vista tecnologico, l’elemento distintivo della piattaforma consiste nell’utilizzo della tecnologia della realtà aumentata che, tramite alla sovrapposizione di modelli virtuali degli organi a quelli reali del paziente, fornisce al chirurgo una sorta di visione a raggi X delle strutture anatomiche o patologiche interne al corpo e permette sia di rendere più semplice l’intervento, ma anche di ridurre i rischi per il paziente ed i tempi necessari per eseguire la procedura chirurgica. Una sorta di navigatore GPS della “macchina” umana.

L’Augmented Surgical Navigator permette inoltre di effettuare una pianificazione preoperatoria ed un training chirurgico di tipo patient-based, ovvero basati su modelli virtuali degli organi realizzati da immagini dello specifico paziente che dovrà essere operato. Il prototipo sviluppato, dopo gli opportuni test in laboratorio al fine di valutare e misurare la precisione ottenibile, è stato utilizzato anche in un primo test in sala operatoria.

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