Narici vip, l'epilogo

//MINIMA IMMORALIA// Epopea del cassonetto parte seconda. Lettera aperta di Adolfo Maffei al sindaco di Lecce. Grandi poteri per piccoli favori.

di Adolfo Maffei Gentile sindaco di Lecce, dò seguito alla mia nota della scorsa settimana per aggiornarla sugli sviluppi di un’incresciosa storiaccia di prepotenza e arroganza amministrativa accaduta fortunatamente lontano da noi. Il mio amico che mi aveva segnalato la scomparsa dalla sua zona dei cassonetti della spazzatura dovuta all’olfatto troppo sensibile di “compari” di un assessore, lamentazione di cui mi aveva reso partecipe e che io, molto umilmente, le ho segnalato, mi ha scritto soddisfatto, trionfante come il generale Diaz quasi un secolo fa: (ri)habemus cassonettum, il servizio è stato ripristinato, il popolo ha vinto, l’assessore fuggi con la coda fra le gambe! Ovviamente tale prepotenza sarebbe stata perpetua e resa definitiva se non si fossero raccolte decine di firme di protesta, se questo comportamento volgarmente clientelare e clamorosamente inopportuno non fosse stato amplificato dai siti e se non si fossero minacciate ulteriori iniziative, “ben più pesanti, credimi” aggiunge il mio amico. Lieto fine, quindi. Resta inappagato il mio minuscolo desiderio di sapere come si sarebbe comportato lei se questo scaldaletto si fosse sviluppato a Lecce: chissà quante gliene avrebbe dette a quello sprovveduto di un assessore minchione che ha rischiato di sputtanare l’immagine di un sindaco tanto impegnato a spingere la sua comunità alla conquista del primato di Città della Cultura 2019! Ma non se ne curi, trattasi di “minima immoralia”. Con immutata stima. LEGGI ANCHE NARICI VIP

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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