Economia illegale: Lecce 21esimo posto

//SPECIALE GIORNATA ECONOMIA-3// Fatto 100 l’indice nazionale, quello leccese arriva a 130,7. Criminalità del territorio: 161,8; vulnerabilità delle famiglie: 131

3. La vulnerabilità delle province alla criminalità organizzata di tipo economico: Lecce 21esima La criminalità, l’economia illegale ed il sommerso sono fattori che alterano le regole del mercato e impediscono ai sistemi produttivi di raggiungere il PIL potenziale, cioè il risultato massimo ottenibile con il pieno impiego dei fattori produttivi a disposizione. La mappa di vulnerabilità alla criminalità organizzata evidenzia chiaramente che le aree più “esposte” sono le province della Calabria per la prepotente ascesa della ‘ndrangheta. Escludendo la Sardegna, c’è un asse di vulnerabilità che partendo da Sicilia e Reggio Calabria risale lo stivale fino alla Campania. Da tali aree si diramano importanti direttrici per la diffusione della criminalità organizzata, fino al Tavoliere delle Puglie. La vulnerabilità pervade tutto il territorio e consente alla criminalità di risalire la Penisola sia lungo la dorsale adriatica (per poi penetrare economicamente nelle Marche ed in Emilia Romagna, soprattutto a Rimini), sia attraversando l’Appennino centro-meridionale (fino a Lazio, Umbria e Toscana). La provincia di Lecce risulta nella parte più alta della classifica per vulnerabilità alla criminalità organizzata di tipo economico: al 21esimo posto nella graduatoria nazionale e al 2° in Puglia. Fatto 100 l’indice nazionale, quello leccese arriva a 130,7. Molto alti sono gli indici di: • criminalità del territorio (161,8); • vulnerabilità infrastrutturale (132,6); • vulnerabilità delle famiglie (131,1); • vulnerabilità delle imprese (103,8). Sotto la media nazionale invece l’indice spia della criminalità organizzata (86,1), il più basso in Puglia.

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