I luoghi del culto: la chiesa di Galatina

//SPECIALE SANTU PAULU// La piccola chiesa di Galatina dedicata a san Paolo, simbolo di una tradizione rituale che coinvolge tutto il Salento

di Valentina Isernia A pochi passi dalla piazza principale della città e dalla chiesa principale dedicata ai santi Pietro e Paolo, si trova l'antica chiesetta di san Paolo. Si tratta di un luogo di interesse artistico ma anche sociologico: dal medioevo e sino alla fine degli anni '50 del XX secolo, è stata teatro di fenomeni legati al “tarantismo”. Qui, infatti, alle giovani “morse” dal ragno, veniva praticato il rito per la liberazione dalla possessione: una danza sfrenata che poteva durare per ore, fino alla morte simbolica della taranta a la rinascita a nuova vita della donna. Non si tratta di un luogo scelto a caso. Secondo la tradizione la chiesetta fu voluta dalle ultime sanpaolare, capaci, grazie all'intercessione di san Paolo, di guarire chi era stato morso dalla tarantola Quando questi riti furono proibiti dalla Chiesa, perchè portatori di una simbologia magica contraria al culto religioso cristiano, la cappella cadde nel degrado e nell'oblio e fu riportata “in vita” dalla volontà dei cittadini che non volevano perdere questo luogo, simbolo di cultura e di una tradizione rituale che coinvolge tutto il Salento. //La struttura L'edificio risale al XVIII secolo ed è incorporato al Palazzo Tondi. La struttura è ad aula unica con volta leccese; ospita un altare risalente al '700, sovrastato da una tela di Francesco Saverio Lillo che raffigura San Paolo con in mano una spada, le figure di un uomo e di una donna ed un angelo che sostiene un libro.

Nell'atrio del palazzo che la ospita è possibile vedere il pozzo dell'acqua miracolosa, e un affresco che raffigura il santo.

Nel 2005 il Comune di Galatina ha chiesto e ottenuto all'attuale proprietario del palazzo, la concessione per l'uso della chiesetta. Con il successivo accordo siglato con la Provincia di Lecce, attraverso l'Assessorato Provinciale alla Cultura, sono stati restaurati l'altare in pietra leccese, l'affresco che sormonta il pozzo e la tela raffigurante il santo

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Info sull'autore

Valentina Isernia

Giornalista pubblicista, laurea in Industria Culturale e Comunicazione Digitale presso l’Università la Sapienza di Roma con specializzazione in Social Media. Analista di contenuti televisivi e di misurazione audience in real time. Social Media Manager, Social Engager, Community Manager, Storyteller

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