#savetheorchestra. Il Salento si mobilita

Lecce. Nonostante lo spettro della chiusura, l'Orchestra Tito Schipa propone un cartellone estivo di gran pregio tra Mendelssohn, Puccini e Chajkovsky

di Fernando Greco Il particolare momento di incertezza circa le sorti dell’Orchestra Tito Schipa di Lecce non ha impedito all’infaticabile maestro Ivan Fedele, compositore di origine leccese rinomato a livello internazionale nonché direttore artistico della nostra Stagione Sinfonica, di impaginare un cartellone estivo di gran pregio e di ampio respiro internazionale, nella speranza che ciò non rappresenti un canto del cigno, ma un nuovo punto di partenza per un’istituzione pluridecennale che costituisce un fiore all’occhiello della cultura salentina e nazionale. IL RITORNO DI PIOVANI Tutto esaurito nell’Atrio dei Teatini per la serata inaugurale (13 giugno) che ha visto il ritorno a Lecce di Nicola Piovani dopo lo struggente “Padre Cicogna” eseguito nell’estate 2011. Sotto la guida del musicista romano, premio Oscar per le musiche del film “La vita è bella”, la nostra Orchestra ha eseguito in maniera esemplare un’antologia di musiche composte dallo stesso Piovani per celebri film, a partire da “La notte di San Lorenzo” e “Goodmorning Babilonia” dei fratelli Taviani per continuare con Fellini (“Intervista”, “Ginger e Fred”, “La voce della luna”) e “La vita è bella” di Benigni, i cui temi musicali rimangono indelebili nel cuore degli appassionati. La popolarità del compositore frammista alla godibile esecuzione e alla facilità dell’ascolto hanno garantito il pieno successo della serata, strepitosa festa della musica in cui un pubblico debordante ed eterogeneo ha tributato una vera ovazione all’Orchestra e al compositore. L’inatteso quanto efficace discorso finale di Piovani ha fatto in modo che l’atmosfera festosa della serata non insabbiasse gli attuali problemi dell’Orchestra: le accorate parole del maestro circa l’incombente rischio di chiusura delle istituzioni artistiche hanno sottolineato l’importanza della cultura per il benessere e la crescita della società, ragion per cui non si dovrebbe mai parlare di “sovvenzioni” ma di vero e proprio “investimento”. L'OMAGGIO ALL'ITALIA Il programma della seconda serata (20 giugno) ha costituito un omaggio all’Italia e alle suggestioni che il nostro Paese evoca da sempre nell’animo degli artisti di ogni tempo, diverse in base al periodo storico e alle differenti sensibilità di ognuno. In questo impaginato, di sicuro più squisitamente “classico” rispetto alla serata inaugurale, non poteva mancare la Sinfonia “Italiana” composta da Felix Mendelssohn (1809 – 1847) all’indomani del suo viaggio in Italia, capolavoro Romantico di perfetta integrazione tra una compiuta perfezione formale di matrice beethoveniana e tematiche tratte dalla tradizione popolare, tra cui il brioso “Saltarello” che costituisce tutto l’ultimo movimento. L'”Italiana” di Mendelsshon è stata preceduta da due Canzoni per ottoni del veneziano Giovanni Gabrieli (1557 – 1612), ideale preludio a tutto il concerto, in cui il suono degli ottoni della nostra Orchestra ha svettato nitido e cristallino in perfetto stile polifonico. Nella seconda parte dello spettacolo il pubblico ha avuto occasione di apprezzare il delizioso “Capriccio sinfonico” di Giacomo Puccini (1858 – 1925), brano di rara esecuzione, scritto dal Lucchese nel 1883 quale saggio finale di composizione al Conservatorio di Milano: facile riconoscervi alcuni temi che l'autore avrebbe inserito più tardi ne “La Bohème”. Entusiasmo alle stelle al termine dell'ultimo brano in programma, ovvero il celebre “Capriccio italiano” di Piotr Illic Chajkovsky (1840 – 1893), partitura dall'orchestrazione portentosa, dedicata ai frequenti viaggi dell'autore in Italia nonché esempio di quel gusto per la “couleur locale” tipico del tardo Romanticismo che già strizza l'occhio all'Impressionismo: il brano si apre con la fanfara della cavalleria per proseguire con una nenia lagunare, uno stornello toscano, una melodia napoletana, per concludersi nel tripudio di una scintillante tarantella. Anche questo secondo appuntamento ha Carullisegnato un indiscusso successo per l'Orchestra Tito Schipa, che per l'ennesima volta ha affrontato con disinvoltura e perizia il grande repertorio sinfonico, diretta per l'occasione dal maestro Michele Carulli, il cui palpabile entusiasmo ha contagiato esecutori e ascoltatori. UNA FIRMA PER L'ORCHESTRA Il discorso iniziato da Piovani è proseguito idealmente durante la seconda serata con gli interventi di Simona Manca e di Luigi Coclite (rispettivamente assessore provinciale e comunale alla cultura) che hanno introdotto il concerto invitando il pubblico a firmare una petizione indirizzata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al Presidente della Regione Puglia e al Sindaco del Comune di Lecce affinchè intervengano per evitare la chiusura dell’Orchestra. Peraltro chiunque può partecipare sottoscrivendo l’apposito modulo al seguente link: www.facebook.com/FondazioneIcoTitoSchipa/app_303561899745219 L'IMPORTANTE E' PARTECIPARE Si badi che il testo della suddetta petizione si conclude con una frase fondamentale che recita testualmente: “Partecipare ai concerti vuol dire contribuire a salvaguardare la cultura musicale del nostro paese”. Capito bene? C'è scritto “Partecipare ai concerti”: ciò significa che le firme cadranno nel vuoto se non supportate da una robusta presenza di pubblico durante i concerti. Ebbene, come mai la serata con Piovani ha registrato il tutto esaurito, cioè più di 500 persone, mentre nella seconda serata si contavano un centinaio di spettatori? E' possibile che a Lecce, per riempire un concerto sinfonico, dev'esserci per forza la componente evento, lo specchietto per le allodole? Dove sono tutti quelli che si dicono appassionati o che millantano interessi culturali? Con tutto il rispetto e la stima per il celebre maestro Piovani, bisogna ammettere che il secondo concerto sia stato molto più stimolante del primo, almeno per quei pochi che fanno del proprio tempo libero una reale occasione di appagamento culturale al di là del puro e semplice intrattenimento.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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