Tap, vincolo idrogeologico: la non rettifica

Melendugno. Per dimostrare il pagamento di 100 euro Tap invia la ricevuta da 50, ma sono per “taglio vegetazione”. La Regione: rischio salinizzazione delle acque

Nei giorni scorsi avevamo denunciato (citando le fonti ufficiali, cioè i documenti arrivati presso il Comune di Melendugno) il fatto che, nella richiesta avanzata da Tap l’11 settembre 2013 relativa all’ iter di rilascio del vincolo idrogeologico la Tap non avesse, stando a quando scrivevano gli uffici della Regione, fornito la documentazione necessaria richiesta dalla stessa Regione per poter valutare l’incidenza delle perforazioni nel delicato equilibrio idrogeologico dei luoghi né avesse ottemperato all’obbligo del pagamento di 100 euro, tassa obbligatoria per far partire la valutazione dell’istruttoria da parte degli uffici regionali. La Regione sollecita Tap il 15 ottobre; poi il 23 gennaio 2014 Tap risponde alla richiesta della Regione dell’ottobre scorso ma, stando a quanto leggiamo sui documenti della Regione, non integra con la documentazione richiesta né paga i 100 euro. A quel punto Tap il 3 giugno diffida la Regione a rilasciare le autorizzazioni relative al vincolo idrogeologico per le perforazioni e la Regione risponde lo stesso giorno dicendo che in quella data non risultavano pagati i 100 euro, né erano giunte quelle famose integrazioni. Il progetto inoltre, dice la Regione risulta gravemente carente, e non di quisquilie: mancano le integrazioni relative allo studio geologico dei luoghi da perforare, già chieste il 15 ottobre. E che cosa chiedeva il 15 ottobre l’ufficio forestale della Regione? CHE COSA MANCA NELLO STUDIO GEOLOGICO DI TAP? Scriveva la Regione, che quel progetto presentato l’11 settembre, mancava dello “studio geologico sui rischi di crollo nell’area interessata dalla perforazione e non dettaglia adeguatamente sul tipo di rivestimento del micro tunnel”; non c’è lo studio geologico, scrive l’ufficio forestale regionale, “degli effetti sulla circolazione idrica sotterranea, in particolare sul rischio che il micro tunnel possa diventare una via deflusso e destabilizzazione dell’equilibrio dinamico dell’acqua dolce su quella salata all’interno del massiccio calcareo salentino con il rischio di accelerare e potenziare il fenomeno della salinizzazione del territorio costiero”. Aggiungono gli uffici della Regione: “Si segnala infine che la relazione presentata non tratta in maniera adeguata il divieto di realizzare tale opera nella fascia di rispetto dei boschi (100 m.) già in vigore con i PUTT ed ora anche con il PPTR”. Avendo pubblicato tutto questo, Tap il 20 giugno ci ha inviato un comunicato datato 4 giugno (sicuramente una leggerezza) a firma del senior media advisor Luigi Quaranta in cui dice che abbiamo dato notizie false, perché loro hanno pagato le tasse dovute. Inoltre, il senior media advisor Luigi Quaranta, dice che abbiamo fuorviato le notizie relative ad un “semplice iter burocratico”, che riguarda il “taglio di vegetazione” in quattro punti di indagine nei pressi della pineta di Melendugno. Ecco che cosa scrive il senior media advisor Luigi Quaranta: “In particolare il Servizio foreste della Regione Puglia – Sezione provinciale di Lecce nella sua lettera del 3 giugno scorso (in allegato), rispondendo ad una istanza di TAP del 20 gennaio u.s. per “Taglio vegetazione e attività di sondaggio geognostiche e geotecniche in area a vincolo idrogeologico” (in allegato) ha sollevato perplessità sulla localizzazione di due punti di indagine. Tap comunicherà nei prossimi giorni di poter accogliere, per quel che riguarda il punto TSPW – BH6 l’obiezione sulla opportunità di evitare di effettuare il prelievo sull’area dunale e il suggerimento di spostarlo in “una localizzazione che vada oltre le dune embrionali, verso il mare”. Quanto al secondo punto oggetto delle obiezioni del Servizio Foreste (TSPW –BH5), TAP non può invece accogliere il suggerimento di spostare il prelievo ”sulla vicina stradina di pineta”: i sondaggi, infatti, non servono a una generica acquisizione di dati geologici sull’area, ma sono necessari alla migliore conoscenza dell’area dalla quale effettivamente passerà il gasdotto”. Poi per dimostrare il pagamento di 100 euro che dovevano fare in settembre per la pratica del rilascio del vincolo idrogeologico, il senior media advisor Luigi Quaranta allega una ricevuta di un versamento fatto in gennaio da 50 euro per una pratica di “taglio vegetazione”. Ah, beh. Ebbene, le contestazioni della Regione vanno al di là del taglio di 4 arbusti: contestano la carenza grave di documentazione relativa al danno che le perforazioni porterebbero all’equilibrio idrogeologico, “salinizzando l’intero massiccio calcareo salentino”, e lamentano la mancanza di relazioni tecniche, nello studio geologico, sul rivestimento del micro tunnel e sul rischio di crolli nel delicato ecosistema sabbioso. A tali carenze e mancanza d’integrazione gli Uffici regionali fanno nuovamente riferimento nella risposta del 3 giugno. Scrive il senior media advisor Luigi Quaranta a conclusione del suo comunicato: “Sarebbe bastata, alla nota testata on line di “giornalismo di inchiesta”, una semplice telefonata per ottenerne copia ed evitare una brutta figura”. Grazie del suggerimento, ma siccome lavoriamo sui documenti e verifichiamo le fonti, le telefonate le lasciamo al bon ton che esiste tra i tanti media locali, i comitati feste patronali e la Tap. Il nostro obiettivo è fare informazione chiara. Non abbiamo interessi ad alzar polveroni né a creare confusione: questo fa comodo alle centrali di potere. Per cui non raccogliamo le provocazioni lanciate da Tap attraverso i comunicati e attraverso le telefonate infuocate che abbiamo ricevuto sul nostro telefono privato. Penso che i documenti parlino da soli: continuiamo a far “solo” giornalismo d’inchiesta.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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