Torre Chianca: chiede diritti senza doveri

Lecce. Chi riesce ad esser solidale con chi costruisce sulla sabbia? Perché si continua ad ignorare che Lecce è 'tecnicamente' una città di mare?

Lo ammetto: ogni volta che ricevo un comunicato stampa che riguarda le proteste dei residenti nella marina leccese di Torre Chianca ho un moto di sdegno. I residenti, attraverso l’associazione “Marina di Torre Chianca” e il loro presidente Francesco Mazzo chiedono al Comune di Lecce servizi e maggiore attenzione. Allegano foto di un degrado urbano che purtroppo accomuna molti centri e molte campagne del Salento. torre chianca Nelle foto si vedono cassonetti dell’immondizia vuoti al lato dei quali sono gettati rifiuti di tutti i tipi, inclusi materassi. Si vedono bottiglie gettate per strada e a ridosso di muretti, costruiti sulla sabbia, adiacenti case a due passi dalla spiaggia. Si fotografano muri scrostati di recinzioni che sullo sfondo, a poco più di 50 metri, lasciano intravedere il mare. torre chianca E’ evidente che sono gli stessi residenti e i proprietari di quelle case costruite abusivamente sulla spiaggia a continuare nel loro ormai radicato atteggiamento di totale disprezzo dell’ambiente, degli altri e, anche se non se ne rendono conto, di sé stessi. Strade senza marciapiedi perché frutto non di una pianificazione edilizia centrale, ma di una selvaggia antropizzazione di quella costa, che in quanto ad abusi edilizi fa un baffo a Porto Selvaggio. torre chianca Però ora i residenti chiedono di essere considerati nei loro diritti, dimenticando di avere, come cittadini, prima dei doveri. torre chianca Danno la colpa alla stampa per il fatto che le loro lagnanze sono dimenticate da tutti. Forse dovrebbero prima guardarsi allo specchio e poi guardarsi intorno e vedere con gli occhi di chi lo vede per la prima volta e riesce ancora ad inorridire, vedere, dicevo, la distruzione di quello che era un pezzo di paradiso, alle foci del fiume Idume, paradiso che loro hanno irrimediabilmente violentato. // Ecco il comunicato dei residenti di Torre Chianca TORRE CHIANCA NEL DEGRADO, ISTITUZIONI E MEDIA INDIFFERENTI LE PROTESTE DELLA ONLUS “MARINA DI TORRE CHIANCA” CERCANO RISPOSTE mazzo«Vergognosa e inaccettabile». Così Francesco Mazzo, Presidente dell’Associazione onlus “Marina di Torre Chianca”, definisce l’indifferenza «con cui Istituzioni e mezzi di comunicazione leccesi stanno apprendendo le numerose lamentele della cittadinanza di Torre Chianca», delle quali la realtà associativa si fa carico quotidianamente. Mesi di esposti, segnalazioni e reclami di ogni tipo sembrano infatti destinati a lottare contro i mulini a vento o, ancor peggio, a cadere nel dimenticatoio a causa della scarsa attenzione che riscontrano nella stampa locale. «Fortunatamente a questa situazione biasimabile fa da contraltare un contatto diretto con i cittadini attraverso i social network, in particolar modo la pagina Facebook – https://www.facebook.com/MarinaTorreChianca – che si sta dimostrando un luogo virtuale interattivo e partecipativo. Molti commenti e apprezzamenti ci fanno capire quanto le tematiche di cui ci occupiamo siano condivise dalla popolazione della marina e anche da quella di Lecce». Una località, quella di Torre Chianca, che per le sue caratteristiche geomorfologiche non avrebbe a da invidiare ad altre marine adiacenti, palesemente più curate e tutelate dall’Amministrazione comunale. «C’è la città, ci sono le marine d’élite. E noi siamo il terzo mondo – Prosegue Mazzo -. Se questo luogo fosse valorizzato, si potrebbe garantire una vita dignitosa ai residenti, una piacevole stagione estiva ai villeggianti, una ventata di ripresa ai commercianti. E invece ci sono altre priorità, mentre noi, cittadini di serie C, percorriamo vie senza manto stradale o abbandonate al più assoluto degrado senza un minimo di dignità civica e norme igieniche». Al di là degli interessi che possono spingere le autorità competenti a investire in determinati territori, perché possono custodire potenzialità strategiche maggiori rispetto ad altri, quello che la comunità chiede attiene in primo luogo alle basilari nome del vivere civile e del decoro urbano. Fermo restando che in molti casi è anche accaduto, come si evince dai commenti di cui il social pullula, che persone giunte sul posto con l’intenzione di acquistare immobili o intraprendere attività commerciali abbiano poi drasticamente abbandonato i loro progetti per via del degrado riscontrato. «Un altro importante fronte dal quale conduciamo le nostre battaglie è quello delle barriere architettoniche, aggravate spesso dai macchinosi iter burocratici. Siamo molto contenti del fatto che anche per quest’anno il Comune di Lecce ci abbia autorizzati a posizionare la pedana per diversamente abili in corrispondenza della spiaggia, ma paradossalmente – conclude il Presidente – a metà giugno siamo ancora in attesa della ditta comunale preposta ad inserirla».

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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