Ospedali-territorio: serve maggiore integrazione

L’OPINIONE. L'integrazione Ospedale-Territorio rappresenta un fondamentale obiettivo strategico del sistema sanitario. Ma è necessario mettere il paziente al ‘centro’

di Luciano Provenzano* *Dirigente U.O.S. Assistenza Consultoriale ASL Lecce – DSS Casarano Nell’attuale sistema sanitario al Distretto Socio-Sanitario è affidata la presa in carico complessiva della salute dei cittadini, dalla scelta e revoca del Pediatra di Libera Scelta (PLS) e del Medico di Medicina Generale (MMG), alla gestione di svariati Servizi territoriali, quali: il Poliambulatorio Specialistico, l'Assistenza Consultoriale, l'Assistenza Domiciliare. Può capitare che una persona nell'arco della sua vita necessiti di sporadici ricoveri ospedalieri, ma ha invece un più costante bisogno dell'assistenza dei Servizi Territoriali che operano anche in prospettiva preventiva. Rispetto alla cura i Servizi del territorio hanno un ruolo fondamentale per la gestione dei pazienti post-acuti con un elevato rischio di riospedalizzazione, dei pazienti cronici con un elevato bisogno assistenziale, di pazienti cronici che necessitano di una fase di monitoraggio e di un'educazione all'autocura. Una fattiva interazione fra Servizi Ospedalieri e Servizi Territoriali si renderà possibile solo attraverso l'instaurarsi di una nuova cultura del lavoro sanitario che, avvalendosi della variegata normativa nazionale e regionale sul tema, metta al centro il cittadino con la complessità del suo bisogno di salute e protagonista egli stesso del processo col quale i servizi si attivano e per come funzionano. Ed è avendo di mira tale obiettivo che il Distretto Socio-Sanitario oltre che nell'organizzazione dei Servizi e delle attività che gli sono attribuite è chiamato a interagire strettamente con le Istituzioni del Territorio, prima fra tutte il Coordinamento Istituzionale e l'Ufficio di Ambito, per l'elaborazione e realizzazione del Piano Sociale di Zona. Una carenza di comunicazione e di intesa fra ospedale e territorio determina ricadute negative per l'utente. Alla base vi è il problema sia dei tempi per l'accesso che per l'autorizzazione di servizi, cure, ausilii. Caso emblematico la richiesta di sacche per un paziente colostomizzato effettuata alla sua dimissione. Un percorso virtuoso imporrebbe invece che tale richiesta sia fatta con qualche giorno di anticipo e che alla dimissione il paziente si trovi già provvisto delle sacche necessarie. C'è un forte scollamento fra chi prescrive un farmaco o un dispositivo e chi lo autorizza, che è il più delle volte il medico di base che però non è sempre adeguatamente inserito nel percorso di cura che il paziente sta svolgendo, ed è il paziente stesso a dover fare il più delle volte da tramite per giustificare la richiesta, motivarla. Ma in tal modo il sistema è sconnesso, mentre si dovrebbero trovare modalità interattive in maniera che il sistema sviluppi un fecondo dialogo al proprio interno, per non lasciare solo il cittadino e non imporgli ruoli e responsabilità a cui non è dovuto. Allorquando ad una persona viene diagnosticata una patologia cronica, la sua vita cambia completamente ed in quel preciso momento ha bisogno di nuovi riferimenti per poter gestire adeguatamente la situazione. Se i messaggi che gli giungono dal Sistema Sanitario sono lacunosi, frammentati, incerti, contraddittori, la persona oltre al problema sarà sovraccaricata di ansia e tensione perché tutte le carenze o disfunzioni del Sistema le sentirà gravare su di sé e questo rischia di danneggiarla ulteriormente. È necessario che il Sistema Sanitario attivi urgentemente prassi operative per garantire continuità assistenziale fra Ospedale – Territorio, attraverso dimissione protetta nel passaggio da un setting di cura ad un altro, mediante l'elaborazione condivisa di strumenti di trasmissione delle informazioni. Per mirare a tale obiettivo la formazione degli Operatori è senz'altro un momento fondamentale per favorire la conoscenza e la condivisione delle criticità e individuare le soluzioni possibili, per predisporre percorsi di miglioramento di sistema. Un evento formativo ECM dedicato al tema si sta svolgendo presso la Sala Convegni dell'Ospedale di Casarano, in tre giornate (quelle del 10 e12 giugno, già tenutesi e il 18 giugno), (Responsabili Scientifici: Dott. Aldo Schiavano Direttore del Distretto Socio-Sanitario di Casarano e Dott. Gerardo Spennato Decano dei Docenti Corso di Laurea Scienze Infermieristiche), e a cui stanno partecipando cinquanta Operatori Sanitari. I temi in trattazione: – La gestione della rete dei servizi territoriali volta ad un'efficace presa incarico e gestione del paziente cronico e complesso sia in termini di appropriatezza delle cure che di governo clinico; – Dimissioni protette: strumenti e metodi per una gestione efficace con riferimento ripensato in rapporto sia all'intensità di cura che alla complessità dell'assistenza. – Il governo dei servizi territoriali ai fini di una maggiore appropriatezza dell'accesso all'ospedale.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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