Tumori: Puglia e Sud in controtendenza

Lecce. I dati di mortalità oncologica della LILT. Primato per Lecce: in aumento i casi di cancro al polmone. Allarme sul contesto ambientale e di vita

di Valentina Isernia Una pericolosa controtendenza: al sud, in particolare nella provincia di Lecce, la mortalità per cancro è in aumento. Sono gli allarmati risultati di un'indagine condotta dalla LILT, Lega Italiana Lotta contro i Tumori, i cui dati registrano come, in circa un ventennio, il Sud Italia ha visto vanificarsi quel gap virtuoso di circa il 20-25 % che differenziava la mortalità per cancro al Sud rispetto al resto d'Italia. Si tratta, rispettivamente, del 30% (Puglia) e del 23% (Lecce) in meno rispetto alla media nazionale nel 1990, contro il 18% (Puglia) e 7% (Lecce) in meno nel 2011. Andamento dei casi di tumore dal 1990 al 2011 in italia e nelle province pugliesi

Drammatico il dato che emergeva sulla provincia di Lecce: “nel 2011 sono stati oltre 2mila e 200 i morti per tumore, con un tasso del 27,2, solo il 7 per cento in meno rispetto alla media nazionale”. Nello specifico, un incremento evidente si è avuto nei casi di tumore al polmone: “La mortalità per il tumore del polmone, dato ormai storico, è stato da noi segnalato in tempi non sospetti e sempre sottovalutato o attribuito, in maniera fuorviante, a cause che non sono tuttavia in grado di spiegarlo” spiega la Lilt in un recente comunicato. Nel 2011 sono stati 519 le morti per cancro al polmone (429 maschi e 90 donne), portando la provincia a superare il 22% della media nazionale e a diminuire il divario rispetto al dato complessivo italiano dal 47% del 1990 al 20% del 2011. Una tendenza all'aumento che, secondo la Lilt, chiama in causa il cambiamento del contesto ambientale e di vita. Andamento dei casi di tumore al polmone (uomini e donne) in Italia e nelle province pugliesi

Mortalità per tumore maligno a trache, bronchi, e polmone nelle donne. Anni 2006-2009

Mortalità per tumore maligno a trache, bronchi, e polmone negli uomini. Anni 2006-2009

“Si tenga anche presente – conclude Lilt – che il dato di mortalità non ‘fotografa’, per così dire, compiutamente la realtà del territorio. Oggi, infatti, rispetto a 20-30 anni fa, grazie alle cure più efficaci, si riescono a guarire o almeno a fermare, per un più lungo periodo di tempo, molte forme di neoplasia. Pertanto, l’incidenza (ossia il nuovo numero di casi ogni anno), rispetto al passato, deve essere ancora più alta. Ma per questi dati, occorrerebbe, come detto, uno strumento più accurato, come quello del Registro Tumori. Per questo, la Lilt di Lecce continuerà nel suo impegno ormai ventennale di raccolta dati, contestualizzandoli con metodo e rigore scientifico, nel tentativo peraltro di promuovere riflessioni e confronti ad ogni livello della società civile e delle istituzioni”. Articolo correlato: LILT: allarme aumento tumori al sud

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Info sull'autore

Valentina Isernia

Giornalista pubblicista, laurea in Industria Culturale e Comunicazione Digitale presso l’Università la Sapienza di Roma con specializzazione in Social Media. Analista di contenuti televisivi e di misurazione audience in real time. Social Media Manager, Social Engager, Community Manager, Storyteller

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