Filanto e Iris, a giudizio per truffa aggravata con fondi pubblici

Casarano. Otto persone rinviate a giudizio, tra queste Antonio Sergio Filograna, erede dell’ex colosso calzaturiero

E’ questo l’atto finale della parabola discendente dell’intero distretto calzaturiero di Casarano-Tricase e del suo principale interprete, il calzaturifico Filanto e le sue partecipate. Sono in otto le persone rinviate oggi a giudizio dal gup Carlo Cazzella su richiesta del pm Antonio Negro: sono Antonio Sergio Filograna, presidente del Cda della Filanto Spa, erede di “mesciu Ucciu”; Maria Antonietta Filograna, cugina di Antonio; Antonio Filograna, legale rappresentante della Tecnosuole; Gabriele Caputo, all’epoca dei fatti legale rappresentante della Iris Sud; Giuseppe Baiardo e Silvia Perico, legali rappresentanti della Iris succeduti a Caputo; Anna Lupo, legale rappresentante del Tomaificio Zodiaco; Antonia Montedoro, legale rappresentante della Italiana Pellami. Le indagini “Old machine” hanno preso il via nel 2009, per indagare sull’utilizzo di fondi pubblici della UE, transitati dai fondi regionali “Por Puglia 2000/2006, misura 4.1, azione d) Pia” (Pacchetti integrati di agevolazioni) e sulle agevolazioni per le nuove assunzioni ai sensi della legge 233/91, in base alla quale i contributi Inps sono a totale carico dello Stato per tre anni se si tratta di nuovi posti di lavoro. Secondo gli inquirenti, non si trattava di nuove assunzioni ma di vecchi operai licenziati dalla Filanto e riassunti dalle aziende del suo Gruppo: in tutto 210 assunti dal tomaificio Zodiaco, 165 assunti dalla Tecnosuole e 23 dalla Italiana pellami. Inoltre la Filanto avrebbe messo a disposizione delle società del suo gruppo, consorziatesi per partecipare al bando Pia, liquidità ingenti a garanzia della solidità finanziaria del Consorzio, e questo aggirando le disposizioni del bando regionale. In tutto il Consorzio avrebbe ottenuto indebitamente 4 milioni di euro in conto impianti, cioè soldi a fondo perduto per acquistare macchinari nuovi e realizzare nuovi impianti e sgravi fiscali pari a 6 milioni. Ma in realtà, secondo la Procura, nessun nuovo impianto è mai stato realizzato. Gli indagati sono assistiti Pasquale e Giuseppe Corleto, Francesco Paolo Sisto e Marcello Marcuccio. CLICCA QUI PER SAPERE TUTTO SULLA VICENDA FILANTO https://www.iltaccoditalia.info/sito/tag.asp?tag=Filanto

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