Cavallino. Sequestro all’impianto di Palumbo, Montinaro e Calò

Cavallino. Sequestrato il biostabilizzatore di Cavallino, l’annessa discarica di servizio-soccorso e l’impianto di produzione di cdr (combustibile da rifiuto)

Da anni i cittadini denunciavano i cattivi odori provenienti dal biostabilizzatore e i tanti sintomi causati dall’inalazione di quelle emissioni: nausee, emicranie, inappetenza, congiuntiviti e irritazioni alle vie respiratorie. Esposti di singoli cittadini e le denunce delle associazioni ambientalisti hanno dato il via alle indagini che, complesse e articolate, si sono parzialmente concluse oggi, col sequestro in località “Guarini” e “Le mate”. Su richiesta del pm antonio Negro il gip Panzera ha emesso a parziale conclusione delle indagini, condotte dal Noe e dalla polizia provinciale, il decreto di sequestro. L’ipotesi di reato è “getto pericoloso di cose”. Sequestrato dunque il biostabilizzatore di Cavallino, l’annessa discarica di servizio-soccorso e l’impianto di produzione di cdr (combustibile da rifiuto). Il biostabilizzatore e la discarica di servizio-soccorso sono della società consortile “Ambiente & sviluppo”, mentre l’impianto di produzione di cdr è della “Progetto ambiente provincia di Lecce srl”. Entro 15 giorni gli impianti dovranno essere adeguati: per questo la procura ha nominato un consulente dell’Arpa Puglia, Barbara Valenzano. Nel 2009 il Tacco d’Italia aveva denunciato la vergognosa situazione del biostabilizzatore di Cavallino e dell’impianto di produzione di cdr in una dettagliata inchiesta a firma di Ada Martella e un reportage di Marco Maraca, spiegando il business della produzione di “balle” che nessuno poteva bruciare. Sono le collinette attorno a Cavallino: alte tanto quanto le montagne di soldi pubblici spesi per farle. LEGGI, CLICCANDO QUI, INCHIESTA DEL TACCO: GORGONI, IL RE DELLA DISCARICA CAVALLINO E LE SUE BALLE QUANTI SOLDI GIRANO TRA LE MANI DI MONTINARO, PALUMBO E CALO’

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