Lactuga serriola, alternativa alla papagna

Un’usanza egizia riscontrata in Salento, per il sonnellino dei neonati

di Tania Pagliara Fino al dopo guerra, anche dopo in segreto modo, era usanza delle madri salentine preparare un sonnifero per i neonati con la lactuga serriola, in alternativa alla papagna, usanza riscontrata nell’antico Egitto. Da ‘erbe spontanee salentine’ di Rita Accogli e Piero Medagli apprendiamo due tra i nomi dialettali per noverare tale erba :’scalora’, termine usato in tutto il territorio salentino, ‘caruzzitula’ usato in alcune zone. Spesso quest’erba, conosciuta perché commestibile, viene noverata con nomi di altre piante: ’tutumaju’ che è la denominazione dialettale dell’erba euforbia, ‘zangune’ che è la denominazione del soncho.

Nelle interviste che ho eseguito nella zona di Campi Salentina è risultato che la lattuga serriola veniva chiamata anche babafaru. Tutto ciò mi ha fatto pensare ad un’antica classificazione contadina delle piante eduli in base alle loro proprietà ed al misticismo magico-religioso legato ad esse. Vi rilascio un’intervista significativa, perchè racchiude in se tutte le risposte ricevute in questo paese e perché si tratta della figlia di un’esperta di erbe eduli che ha assistito nella sua infanzia alle raccolte. -Quanti anni hai? -78 -Conosci questa pianta? -E’ babafaru -No, non è il papavero viola, è lattuga -Non è il papavero ma è babafaru, la conosco bene, quando ero piccola andavamo a raccoglierla nella zona del cimitero insieme al papavero. Anche da questa pianta si faceva la papagna, si raccoglievano i fiori e le foglie -I fiori? -Sì, i fiori, questa pianta ha i fiori piccoli, piccoli a cimetta. Si bollivano i fiori e qualche foglia. -Come facevate a raccogliere i fiori se sono piccolissimi? -Per fiori intendo tutta la ‘spica’, si spezzava la cimetta con i fiori. -L’estremità del gambo con i fiori? -Sì, si bollivano le ‘spiche’ con qualche foglia. -Un’ultima domanda, se la lattuga la chiamavate babafaru, il papavero come lo chiamavate? -Babafaru, tutte e due le piante si usavano per la stessa cosa. L’importanza di queste dichiarazioni sta nel fatto che risolve una contraddizione evidenziata dagli etnologi, da quel poco che ci era stato tramandato sulla lactuga serriola risultava che le nostre donne bollivano solo le foglie, cosa insolita visto che è il gambo più ricco di lattice.

Continuerò con le interviste in altri paesi, tenendovi aggiornati sulle nuove curiosità della nostra cultura contadina.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!