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Import alimentare, stop al segreto di Stato. Coldiretti: ‘Opportunità’

Lecce. Il direttore ed il presidente di Coldiretti fanno appello ai ristoratori ad offrire il meglio della produzione locale

LECCE – Stop al segreto di Stato sugli alimenti che entrano in Italia. Dopo le proteste degli agricoltori del Brennero e le molteplici iniziative di mobilitazione messe in campo da Coldiretti per contrastare le aggressioni al made in Italy, saranno finalmente resi pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per la produzione alimentare. “E’ una carta in più nelle mani dei tanti imprenditori agroalimentari, anche del Salento, che vogliono puntare sull'autenticità e sulla territorialità delle materie prime e dei prodotti”, commenta il direttore di Coldiretti Lecce, Giampiero Marotta. Alla luce del nuovo provvedimento, Coldiretti Lecce lancia un appello ai 5.095 punti che si occupano di ristorazione nel Salento (4.420 attività tra ristoranti, pub, locali e 675 strutture ricettive), chiedendo, anche in vista della stagione turistica, di portare in tavola il meglio della produzione locale: dagli oli extravergine Dop ai vini pregiati, ai prodotti caseari e da forno, all'ortofrutta. “La variegata offerta dei prodotti salentini o italiani tracciati – prosegue Marotta – consente a chi vuole diversificare la sua attività imprenditoriale ‘made in Salento’ di poterlo fare anche differenziando l'impegno economico per l'acquisto delle materie prime. Ad esempio, per l’olio di oliva, il massimo sarebbe utilizzare l'extravergine, anche Dop, ma per gli usi di cucina ci sono degli ottimi oli salentini classificati solo ‘vergini’ che hanno caratteristiche sensitive e talvolta organolettiche anche superiori a tanti extravergine non italiani (europei o extraeuropei). La stessa cosa capita anche per quanto riguarda le produzioni lattiero-casearie (mozzarelle, giuncate, stracciatella, primo sale), per la carne, per il pesce e per tutto ciò che riguarda il grande settore dell'ortofrutta. Mi piacerebbe che ci fosse una forte presa di posizione da parte della maggior parte delle strutture che offrono cibo in Salento perché si convincano che mangiare veramente 100% Salento fa bene all'economia del territorio, al paesaggio, al palato dei turisti e quindi anche a tutti i ristoratori”. “C'è in questo momento una grande attenzione sul Salento – osserva il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno -; la stagione estiva ormai alle porte è il momento in cui la domanda di distintività, di conoscenza delle peculiarità del territorio, si incrocia con una potenzialità di offerta che può portare a risultati straordinari, sia in termini economici che sociali. C'è una domanda di Salento autentico, a cominciare dal cibo e dalle tradizioni enogastronomiche. Se noi lo offriamo ai turisti attiviamo a costo zero un processo virtuoso che ci può portare molto lontano “.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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