Rifiuti tombati, spunta il nome di un'azienda

Patù. Nuovo importante ritrovamento nelle campagne di Patù: sottoterra, pezzi di nastro adesivo con nome e logo di un'impresa produttrice di calzature

PATU’ – Non si fermano i ritrovamenti di rifiuti pericolosi, nel sottosuolo del Capo di Leuca. I carabinieri del Noe, proseguendo gli scavi nelle campagne di Patù, hanno rinvenuto nuovamente ritagli e cascami di pellame, plastiche, gomme, colle provenienti da industrie del settore calzaturiero. Assieme agli scarti di cuoio, a 4 metri di profondità, sono stati trovati anche alcuni pezzi di nastro adesivo di colore bianco riportante la scritta ed il logo di un'azienda produttrice di calzature operante nel territorio salentino. Le indagini proseguiranno dunque con accertamenti mirati ed approfondimenti che comporteranno l'ascolto di diverse persone che potrebbero essere a conoscenza di particolari utili a chiarire la natura di questo ritrovamento. 14 aprile 2014 Patù, sottoterra scarti di pellame e plastiche PATU’ – Gli scarti di pellami ci sono, sotto il terreno, come si supponeva. Li hanno rinvenuti questo pomeriggio i carabinieri del Noe di Lecce guidati dal maggiore Nicola Candido. I rifiuti sono stati trovati in località “Volito” a Patù, in zona sottoposta a vincolo idrogeologico ed ambientale, nell'ambito di un'attività d’indagine avviata d’iniziativa e con l'ausilio dei carabinieri della stazione di Castrignano del Capo.

rifiuti Patù

I militari hanno eseguito un decreto d’ispezione d’urgenza di un terreno adibito a giardino, di pertinenza di una civile abitazione, all’interno del quale l’attività di scavo autorizzata dalla pm Elsa Valeria Mignone della Procura della Repubblica di Lecce, ad una profondità di circa 3 metri, ha portato alla luce rifiuti speciali consistenti in ritagli e cascami di pellame, plastiche, gomme e colle provenienti da industrie calzaturiere. Al termine dell’ispezione il terreno, esteso per circa 2.500 metri quadrati, è stato sottoposto a sequestro probatorio per consentire ulteriori e più approfondite attività di carotaggio e di escavazione dell’area. Le attività di oggi hanno consentito di effettuare una quindicina di saggi del terreno con risultati positivi in cinque casi (in alcuni dei quali sono stati rinvenuti altre rifiuti di altra tipologia, per lo più inerti da demolizioni edili). Nei prossimi giorni le idnagini proseguiranno, anche al fine di provare a risalire ai produttori dei rifiuti tombati in un'area che si trova in una delle più belle e suggestive zone del Sud Salento. 14 aprile 2014 Rifiuti sepolti nel Sud Salento, si scava TRICASE – Si scava, nel capo di Leuca. In due distinti punti. Da stamattina, le ruspe compiono sondaggi dei terreni per stabilire se e quanto siano stati contaminati dai rifiuti gettati in discarica o da quelli nascosti sottoterra, negli scorsi anni. Due le inchieste in orso per stabilire se vi siano state condotte illecite. La prima, coordinata dalla pm Elsa Valeria Mignone e condotta dai carabinieri del Noe di Lecce diretti dal maggiore Nicola Candido, indaga lungo il tracciato che congiunge Patù a San Gregorio. Qui pare esistesse un canale dove qualcuno ha riferito si gettassero rifiuti d’ogni tipo, anche pericolosi. La seconda è invece coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Cillo ed è condotta dagli uomini della Guardia di finanza del Comando provinciale di Lecce, diretti dal colonnello Vincenzo Di Rella. Stabilirà se nella vecchia discarica, che sorgeva in quello che dovrebbe essere il nuovo tracciato della strada statale Maglie-Leuca, ed è stata utilizzata fino al 1995, e probabilmente mai realmente bonificata, sano stati conferiti rifiuti oltre il limite e se, sottoterra, siano stati nascosti scarti di lavorazione di pellame e materiali tessili. Se così fosse, questo potrebbe aver causato un inquinamento della falda e dell’ambiente circostante. 9 aprile 2014 Rifiuti interrati sotto la 275. Spunta il terzo sito TRICASE – Prima Alessano, poi Patù. Poi, ancora, Tricase. Una terza discarica interrata di rifiuti pericolosi potrebbe nascondersi sotto il percorso da dove dovrebbe passare la nuova 275, la Maglie-Leuca. Del resto il Comitato Sos 275 aveva parlato, nei giorni scorsi, proprio di tre discariche. L’inchiesta è in mano alla pm Elsa Valeria Mignone che presto potrebbe commissionare lavori di scavo e campionatura del terreno per accertare l’effettiva presenza di rifiuti e la loro natura nei siti “incriminati”. Delle indagini si stanno occupando gli uomini del Comando provinciale della Guardia di finanza di Lecce. Necessario a questo punto confrontare il progetto della Maglie-Leuca, con le mappe che indicano la collocazione delle vecchie discariche utilizzate fino agli anni Novanta. Proprio lì negli anni potrebbero essere stati stoccati in maniera illecita rifiuti, anche pericolosi, tra i quali scarti tessili e di calzature utilizzati dalle aziende del Tac del territorio, come è stato già accertato per il sito in contrada Matine ad Alessano. Bisognerà inoltre determinare il livello di inquinamento e di danno ambientale prodotto da questi rifiuti e stabilire se anche la falda acquifera sia stata intaccata. 4 aprile 2014 Rifiuti tossici interrati sotto la 275. Aperta un’inchiesta ALESSANO – Il Comitato SOS 275 ha lanciato la segnalazione attraverso un esposto: discariche abusive di rifiuti tossici nelle campagne dove è previsto passi il nuovo tracciato della Maglie-Leuca. E la Procura ha aperto un fascicolo che porta la firma della sostituta procuratrice Elsa Valeria Mignone. Da ieri mattina si scava, in contrada Matine, ad Alessano, per effettuare una campionatura del terreno ed accertare se ciò che il Comitato sostiene sia vero: tre discariche dove negli anni Novanta si sarebbe sversato di tutto. Le indagini sono condotte e seguite da vicino dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza, su provvedimento della pm. Ruspe ed escavatori di un’azienda privata stanno effettuando gli scavi per portare alla luce ciò che per anni è stato nascosto sotto il terreno e qualcosa sarebbe già emerso. Bisognerà stabilire, a questo punto, il tipo di rifiuto sepolto e quanto possa aver danneggiato il territorio circostante. Articolo correlato: 275, il Comitato del no incontra i tecnici Anas

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