Xylella. Zecca: ‘Regione sensibile e solerte’

// L’INTERVISTA// Lecce. Il presidente della sezione Industrie Alimentari di Confindustria promuove la risposta degli uffici regionali al disseccamento degli ulivi. Gli abbattimenti? “Necessari”

LECCE – I numeri sono sempre difficili da determinare. Difficile dire con precisione quanti alberi siano stati colpiti, quanti più gravemente e quanti meno, o fare una conta dei danni per il territorio. Il disseccamento degli ulivi è piombato sul Salento come una calamità ed il territorio l’ha subìto, interrogandosi molto. Sulla natura della malattia, sulle cause, sui rimedi. Tutte domande ancora senza risposta. Anche per chi riveste un ruolo pubblico e rappresenta un gruppo e a quel gruppo vorrebbe fornire certezze, ma non ne ha. Così Maurizio Zecca, presidente della sezione Industrie Alimentari di Confindustria Lecce. Una stima del danno che il disseccamento ha comportato per il Salento, dice, è impossibile. Di certo c’è che va oltre la perdita economica. Presidente, quanto è costata agli imprenditori del settore la malattia del disseccamento rapido degli ulivi? “Non sono in grado di parlare di numeri; è sempre difficile determinarli, in termini assoluti. Parlerei di sconfitta in termini globali: di un progetto, di un percorso, di una tradizione. Le autorità competenti hanno fatto delle scelte decretando, in alcuni casi, gli abbattimenti degli ulivi. Si tratta di decisioni drastiche che non si prendono mai a cuore leggero, ma che, tuttavia, non potevano che essere prese. Decidere di estirpare gli alberi malati ha significato provare ad evitare che la malattia si diffondesse oltre attaccando altri monumenti naturali della nostra terra”. Secondo lei si sarebbe potuto evitare di giungere ai livelli di gravità della patologia che si sono registrati? “Sicuramente interventi più incisivi avrebbero aiutato ad arginare il fenomeno, ma ci troviamo di fronte ad un’emergenza inedita, per le nostre abitudini e per la nostra storia, che avrà colto impreparati anche i tecnici e gli esperti, che necessariamente hanno voluto vederci chiaro prima di poter avere la diagnosi precisa. Bisogna riconoscere gli sforzi della Regione volti a salvaguardare il territorio o a cercare di evitare il peggio”. Quando il fenomeno del disseccamento degli ulivi si è manifestato, a fine 2013, subito si è parlato di indennizzi ai proprietari delle piante colpite. Poi questo aspetto è stato messo da parte per approfondire, invece, altri elementi come la natura della malattia, le analisi sugli ulivi, eccetera. Inoltre la delibera della Regione (la n.2023/2013) dice chiaramente che i proprietari verranno rimborsati se ce ne saranno le possibilità economiche. Pensa che i rimborsi arriveranno? “La volontà del governo regionale è di intervenire in qualche maniera ed anche con risorse di carattere globale ad indennizzare le persone colpite da questo fenomeno. Mi sembra che fino ad ora nessuno lo abbia messo in discussione. Ma è ovvio che la cosa più importante, oggi, è scongiurare abbattimenti a catena. Quindi gli sforzi devono essere tutti protesi ad arginare il problema; poi magari si potrà pensare anche agli indennizzi”. Lei aveva parlato dell’istituzione di un Comitato di emergenza. Che ne è stato della sua idea? “Abbiamo pensato di saltare il passaggio del Comitato e di avere confronti direttamente con le istituzioni regionali. Del resto, i contatti ci sono sempre stati ed anche in maniera frequente, quindi non si è più avvertita l’esigenza di un tavolo provinciale che avrebbe anche allungato i tempi del dibattito”. Qual è il suo giudizio su con la Regione sta affrontando il problema disseccamenti? “Non posso che riscontrare un atteggiamento sensibile e solerte da parte dell’assessore Nardoni e di tutto il Governo regionale nei confronti della problematica. La gravità del problema è stata percepita in maniera veloce ed il fatto stesso di indire Commissioni frequenti sulla questione è una testimonianza di vicinanza e concreto interesse verso il territorio. Essendo un problema di entità importante, non si sarebbe potuto dare risposte più veloci”. Articoli correlati: Xylella. I ‘fastidi’ ora sono tra Bari e Foggia Xylella, nuovi test commissionati all’Università di Foggia Qui l’intervista a Donato Boscia, Cnr Di seguito, l’intera inchiesta sulla xylella: Parte 1: Xylella. Fastidiosa, ma non per tutti Parte 2: Le misure della Regione Parte 3: I comitati: ‘Interventi esagerati’ Parte 4: Xylella chi? Parte 5: La prima volta non si scorda mai Parte 6: Due esposti in un giorno Parte 7: I fondi Parte8: Il triste epilogo Parte 9: Marotta: ‘Magari fosse una bufala’ Parte 10: Stefàno: ‘Non c’era scelta, tutto secondo protocollo’ Parte 11: Xylella, le bufale e i cavalli di Troia

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