Xylella. Cia: ‘Confusione e lentezza. Agli agricoltori, il danno e la beffa’

 

// L’INTERVISTA// Bari. Raffaele Carrabba, presidente regionale della Confederazione degli agricoltori: ‘L’emergenza sono le discariche abusive e l’abbandono di rifiuti’

BARI – Un allarme sottovalutato. Misure regionali lente e spesso confuse. Agricoltori lasciati alle prese con una grave perdita economica e con la difficoltà a rialzarsi, dopo la caduta. In questi termini Raffaele Carrabba, presidente di Cia Puglia, descrive i mesi alle prese con la morìa degli ulivi. Il territorio ne è stato travolto, riconosce, quando era ancora impreparato. Ma ora non c’è tempo e bisogna agire. Soprattutto, bisogna tendere la mano ai proprietari dei terreni ed ai vivaisti, che ancora aspettano indicazioni chiare su come andare avanti. E sperano negli aiuti economici per ripartire. Intanto, Carrabba chiede di non trascurare le problematiche legate ai rifiuti e alle discariche. “Rischiamo di perdere per sempre le nostre ricchezze”. Presidente Carrabba, dello scorso settembre il fenomeno del disseccamento rapido degli ulivi sta creando non pochi pensieri agli agricoltori salentini, ma anche pugliesi, dal momento che potrebbe diffondersi anche oltre i confini della provincia di Lecce. Qual è stata la reazione del territorio, sulla base dei riscontri che lei ha potuto raccogliere? “La prima reazione è stata di rabbia perché alla fine con una epidemia del genere gli interventi sono stati e sono lenti. Già dai primi del mese di settembre scorso gli agricoltori avevano segnalato il disseccamento degli ulivi. Sotto certi aspetti, all’inizio si è sottovalutata la questione. La situazione viene seguita dall’Osservatorio fitopatologico nazionale e regionale. La prima misura è stata quella di bloccare la vendita delle piante che ha comportato il fermo delle attività che ancora oggi sono ferme. Gli agricoltori colpiti, inoltre, non hanno direttive precise su cosa fare e come comportarsi. Ancora, però, non si è preso coscienza della gravità del batterio che si sta estendendo e sta salendo verso nord, viaggiando anche abbastanza velocemente favorito dalle condizioni climatiche favorevoli. Questa, ovviamente, è una aggravante”. La malattia che ha colpito gli ulivi salentini è stata definita “complesso del disseccamento” ad indicare una compresenza di cause scatenanti la patologia. Tuttavia è stata molto spinta, fin dall’inizio, anche sui media, la responsabilità del batterio xylella. Come giudica questo allarme, considerando che ancora non si conoscono i risultati dei test di patogenicità della xylella quindi quanto essa possa essere pericolosa per gli ulivi? “Diventa pericolosa perché si tratta proprio di un ‘complesso’. Come dicevo prima, ad oggi, nonostante gli interventi attuati e le analisi eseguite, non si è riusciti ancora ad individuare il vettore del batterio. Non avendo individuato il vettore non si può intervenire per combatterlo, anche con prodotti fitosanitari, ed evitare l’espandersi del problema. Questa è una grande preoccupazione non solo per il mondo agricolo ma per l’intera comunità salentina e pugliese. Gli ulivi, infatti, appartengono a tutta la comunità oltre che agli agricoltori. Tra l’altro sta incominciando, tra i proprietari, a diffondersi una certa sfiducia, come accaduto in passato per il punteruolo rosso che ha colpito le palme”. In attesa di conoscere i risultati dei test di laboratorio, nel Salento sono stati estirpati i primi 104 ulivi. Qual è il suo punto di vista sull’attuazione di questa misura? “Ha rappresentato una misura estrema, un intervento doloroso ma necessario in questo momento. Però non si può pensare di sradicare tutti gli alberi senza disporre dei necessari e certi supporti tecnici e scientifici. Abbiamo bisogno che la ricerca si muova per avere risultati certi. Chiediamo, inoltre, che, ai fini preventivi, su tutto il territorio regionale sia autorizzata, in deroga, la bruciatura di residui di potatura e di altro materiale vegetale potenzialmente pericoloso”. Nell’affrontare il problema del disseccamento, la Regione ha sbagliato qualcosa? “Sta mettendo in atto tutti i mezzi che ha a disposizione. È un problema che si è presentato per la prima volta. Oggi è necessario che si attivi per stare accanto agli agricoltori colpiti che hanno perso l’azienda e ai vivaisti. Agricoltori e vivaisti non possono subire oltre al danno la beffa, e non avere un ristoro economico. La Regione può e deve fare di più in questo senso, deve fare in modo che le ricerche scientifiche si accelerino coordinando al meglio tutto il lavoro. Inoltre deve impegnarsi nell’assicurare i consumatori che l’olio prodotto nel Salento è buono e genuino. Un ingiustificato allarmismo non può che fare ulteriori danni al comparto agricolo”. Qual è il contributo di Cia Puglia in questa situazione? “La Cia Puglia sin dall’inizio dell’emergenza ha partecipato a tutte le riunioni dando il suo contributo anche sotto l’aspetto tecnico. Facciamo parte del Comitato e della task force che si è costituita per monitorare il fenomeno. Abbiamo avvertito gli enti preposti del pericolo di un forte allarmismo sin dall’inizio e abbiamo avvertito che si stava creando solo una gran confusione. Per porvi rimedio abbiamo interessato con un telegramma il prefetto di Lecce chiedendo un incontro nel quale abbiamo illustrato la situazione, abbiamo chiesto che fosse il rappresentante del Governo a prendere in mano la situazione e a porre un freno alle voci incontrollate e a dare sicurezza. Continuiamo a seguire quotidianamente il fenomeno che, purtroppo, non si risolverà in tempi brevi. Della questione si sta ovviamente interessando direttamente la Cia di Lecce. Oltre a ciò anche la direzione regionale della Cia Puglia, ha affrontato l’emergenza relativa al disseccamento degli ulivi nel Salento chiedendo alla Unione europea di muoversi con tempestività con stanziamenti adeguati da poter sostenere gli sforzi già messi in atto sia a livello nazionale che regionale per cercare di eradicare la ‘Xylella fastidiosa”’. Qual è il suo appello per le misure da attuare nei prossimi mesi a tutela del territorio? “A tutela del territorio la Cia intanto segnala che, sui territori, oltre alla xylella c’è l’emergenza legata ai rifiuti e alle discariche. Oggi, infatti, scontiamo comportamenti passati che stanno mettendo a dura prova il territorio. Bisogna intervenire subito con forza altrimenti rischiamo di perdere le nostre ricchezze. La Regione Puglia deve fare una politica seria a favore del territorio, deve darsi strumenti e politiche adatte per garantirne la salvaguardia”. Articoli correlati: Xylella. I ‘fastidi’ ora sono tra Bari e Foggia Xylella, nuovi test commissionati all’Università di Foggia Qui l’intervista a Donato Boscia, Cnr Di seguito, l’intera inchiesta sulla xylella: Parte 1: Xylella. Fastidiosa, ma non per tutti Parte 2: Le misure della Regione Parte 3: I comitati: ‘Interventi esagerati’ Parte 4: Xylella chi? Parte 5: La prima volta non si scorda mai Parte 6: Due esposti in un giorno Parte 7: I fondi Parte8: Il triste epilogo Parte 9: Marotta: ‘Magari fosse una bufala’ Parte 10: Stefàno: ‘Non c’era scelta, tutto secondo protocollo’ Parte 11: Xylella, le bufale e i cavalli di Troia

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