Xylella. I ‘fastidi’ ora sono tra Bari e Foggia

 

Xylella Fastidiosa. L’oggetto del contendere è su ‘chi’ e sul ‘come’ si faranno le analisi. L’Osservatorio Fitosanitario regionale contraddice l’Università di Foggia: ‘Nessun fondamento scientifico’. La parola emergenza sparisce dalle comunicazioni della Regione

Andiamo proprio bene. Prima la Commissione Agricoltura della Camera sconfessa ciò che afferma Antonio Guario, direttore dell’Osservatorio fitosanitario regionale, perché le sue affermazioni sull’emergenza xylella non avrebbero alcun fondamento scientifico. Poi Guario sconfessa l’Università di Foggia, che dovrebbe fare i prelievi e le analisi sulla xylella, perché le affermazioni del rettore, dice Guario, “non hanno alcun fondamento scientifico”. A questo punto ci chiediamo: i cittadini e gli imprenditori agricoli, dovrebbero sapere a quali mani vengono affidati i loro e nostri alberi o no? Con che serietà si affronta questo problema? L’impressione è proprio che ci sia la corsa ad accaparrarsi un pezzo di mantello dell’affaire xylella. La Commissione Agricoltura in sintesi così contesta l’Osservatorio fitosanitario regionale: non si può parlare di emergenza, perché non è stata analizzata la patogenicità del batterio né è stata mappata la zona di diffusione; non ci si può affidare ad un solo esperto, tal Rodrigo Almeida da Berkley, California, ignorando tutta la letteratura mondiale sulla xylella; si devono analizzare tutti i fattori che contribuiscono al “disseccamento rapido dell’ulivo“, incluso l’abbandono delle piante, le cattive potature, i veleni chimici e i secca tutto. Poi l’Università di Foggia dirama un comunicato trionfale in cui dice che farà lei le analisi sulla presenza del batterio, con il compito anche di “porre rimedio all’emergenza” che ora è “europea, non solo regionale”, ormai diffusa per il 50% sul territorio della Puglia. Il batterio, dice il rettore di Foggia Salvatore Frisullo finora è risultato “invincibile”. Il giorno dopo arriva la smentita su tutti i fronti di Guario, che finora con Almeida aveva parlato di “emergenza”. Nelle sue dichiarazioni per la prima volta scompare la parola “emergenza”: “La Regione ha incaricato tre laboratori accreditati per le analisi diagnostiche sulla Xylella fastidiosa: l’Istituto agronomico di Valenzano, il Dipartimento di Scienze agrarie di Foggia, il Centro ‘Basile Caramia’ di Locorotondo, che è anche tra gli organizzatori del simposio sull’emergenza xylella che si terrà in ottobre (per intenderci: il convegno dove sarà presente Almeida, per parlare di emergenza prima che l’emergenza sia attestata e mappata). I tre laboratori, scrive Guario, hanno il compito di mappare la diffusione del batterio in base al protocollo EPPO; per intenderci: è il protocollo europeo che stabilisce che, se il batterio è stato rilevato, anche se non si sa se è dannoso per le piante e anche se non si sa perché quelle piante siano secche, impone di tagliarle. Una volta eseguita la mappatura del territorio per stabilire dove e quanto il batterio è diffuso, “il laboratorio del CNR – Istituto di virologia vegetale di Bari, anch’esso accreditato, è stato invece incaricato di svolgere i saggi di conferma per tutti i campioni risultati positivi o dubbi, oltre ad effettuare specifiche analisi diagnostiche su piante appartenenti a specie diverse di quello oggetto di monitoraggio”. Continua Guario: “Il piano di monitoraggio, al fine di ridurre al massimo lo spostamento dei campioni prelevati sull’intero territorio regionale, ha previsto che i saggi siano eseguiti dai laboratori più prossimi alle aree di prelievo. Pertanto, il Dipartimento di Scienze Agrarie, dell’ambiente e dell’Alimentazione dell’Università di Foggia e stato incaricato di eseguire i campioni prelevati nella sola provincia di Foggia. I risultati acquisiti dal monitoraggio alla data odierna, con oltre 16.000 campioni analizzati, escludono la presenza di Xylella fastidiosa al di fuori della provincia di Lecce, dove sono stati finora identificati 5 focolai puntiformi oltre alla zona più ampia di Gallipoli. Quindi, la notizia riportata sulla presenza del batterio nelle provincie di Taranto e Brindisi con una diffusione del 50%, non trova riscontro nei dati ufficiali acquisiti ed è priva di ogni fondamento. Il grado di diffusione del batterio non può essere indicato nelle percentuali riportate, in quanto esso assume valori differenti in relazione al focolaio identificato. E’ infatti maggiore nelle aree a sud di Gallipoli, ma nettamente inferiore in altri focolai. Si precisa infine che il metodo diagnostico adottato – ELISA – a seguito di rigorose valutazioni scientifiche sulla sua affidabilità, confermato anche dalle istituzione comunitarie ed internazionali, consente solo di rilevare la presenza del batterio nei tessuti vegetali analizzati. Pertanto, le affermazioni riportate nel comunicato dell’Università di Foggia sulla validità del test ELISA per altri fini (… ma anche le eventuale grado di resistenza – e quindi di sopravvivenza – al processo di risanamento a cui dovrebbe successivamente essere sottoposta la pianta) sono prive di alcun fondamento scientifico”. Ricapitoliamo: ognuno analizza il batterio della zona prossima alla sua Università; non è vero che la xylella sia stata riscontrata a Taranto e Brindisi né che la diffusione sia del 50% sul territorio regionale; è presente soprattutto nella zona di Gallipoli; il test ELISA, utilizzato dall’Università di Foggia serve solo per rilevare la presenza del batterio, ma non dice se è dannoso né come si può contrastare. Questo lo possono dire i test che farà successivamente il CNR solo sui campioni risultati positivi. Perché, ricordiamo quello che ha affermato al Tacco Donato Boscia del CNR: “Col disseccamento dell’ulivo la xylella potrebbe non c’entrare nulla”. Articoli correlati: Xylella, nuovi test commissionati all’Università di Foggia Qui l’intervista a Donato Boscia, Cnr Di seguito, l’intera inchiesta sulla xylella: Parte 1: Xylella. Fastidiosa, ma non per tutti Parte 2: Le misure della Regione Parte 3: I comitati: ‘Interventi esagerati’ Parte 4: Xylella chi? Parte 5: La prima volta non si scorda mai Parte 6: Due esposti in un giorno Parte 7: I fondi Parte8: Il triste epilogo Parte 9: Marotta: ‘Magari fosse una bufala’ Parte 10: Stefàno: ‘Non c’era scelta, tutto secondo protocollo’ Parte 11: Xylella, le bufale e i cavalli di Troia

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