Salento a rischio crollo. Nuovi divieti di balneazione

50 kilometri di litorale salentino sono off limits per i bagnanti. Motta e Cillo: “Obiettivo estate sicura”. E si punta a rivedere il Pai

Nove ordinanze della Capitaneria di porto di Gallipoli. Sono state emesse nei giorni scorsi e vietano la balneazione in tratti di costa ricadenti in altrettanti Comuni. Succede nel Salento, a poche settimane ormai dall’inizio ufficiale della stagione estiva. I Comuni interessati sono Andrano, Castrignano del Capo, Diso, Gagliano del Capo, Alessano (porticciolo di Novaglie), Porto Cesareo, Racale, Tiggiano e Tricase: 30 kilometri di litorale in tutto che aggiunti a quelli già inibiti, portano a 50 kilometri il tratto di costa salentina da vedere, ma non “toccare”. Gli atti portano la firma del comandante della Guardia costiera, Attilio Maria Daconto, e sono passati sotto il vaglio del procuratore di Lecce Cataldo Motta che ieri ha spiegato che i provvedimenti hanno il fine di garantire un’estate sicura a salentini e turisti, sgomberando il campo da allarmismi e false notizie. Il rischio di crollo di molti tratti di falesia salentina è tangibile; negli anni troppo poco è stato fatto per tutelarla, ha detto Motta. Ed ora è la resa dei conti. La condizione di dissesto idrogeologico ed instabilità della costa è evidente, come evidenziato dal Pai (il Piano ambientale idrogeologico), che già lo scorso marzo ha portato alla chiusura di alcuni tratti di costa nei Comuni di Melendugno, Vernole, Otranto, Castro e Santa Cesarea Terme. Ma, ha detto Motta, non è il caso di allarmarsi; inibire ha il solo fine di garantire la sicurezza alle persone ed ai luoghi ed avviare una attività di revisione del Piano idrogeologico. Il procuratore aggiunto Ennio Cillo ha aggiunto un giudizio positivo sull’attività di quei sindaci che, in seguito ai provvedimenti della Capitaneria, hanno avviato attività di verifica dei singoli casi. Questo, ha detto Cillo, renderà più semplice la ridefinizione della mappa dei rischi, a tutto vantaggio di chi fruisce la costa. Spetta ai sindaci infatti sollecitare l’Autorità di bacino a rivedere il Pai per poi dare il via ad eventuali interventi di messa in sicurezza. Il senso è lavorare tutti insieme al comune obiettivo della sicurezza, vedendo i vincoli non come un ostacolo al turismo, ma come un’occasione per dare, a quel turismo, nuovo slancio.

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