Discarica di Ugento al collasso. Minenna chiede controlli

Ugento. In una lettera a Procura, Prefettura, assessorato regionale e Oga, il consigliere chiede di vigilare sulla tenuta dell’impianto ugentino che accoglie dal 2009 anche i rifiuti dell’Ato Le/3

UGENTO – Pur essendo stata progettata per accogliere i rifiuti di soli 24 Comuni, quelli che ricadono nell’ex Ato Lecce/3, la discarica di Ugento accoglie invece i rifiuti provenienti da 70 Comuni, ovvero quelli dell’Ato Lecce/3 ma anche quelli dell’ex Ato Lecce/2. Una condizione, presentata come temporanea, nel 2009, in attesa del completamento della discarica di Corigliano d’Otranto, ma che tuttavia si sta protraendo oltre le previsioni, non senza le proteste dei cittadini e degli amministratori ugentini e dei Comuni limitrofi. Il rischio è che l’impianto ugentino arrivi a saturazione prima del tempo e che il suo esaurimento comporti rischi per l’ambiente e la salute dei cittadini. Numerose le richieste, avanzate nelle scorse settimane, di velocizzare l’entrata in funzione della discarica di Corigliano d’Otranto. Inascoltate. L’impianto di Corigliano sorge infatti sulla falda da cui l’Acquedotto pugliese emunge l’acquea destinata alle abitazioni di quasi l’intero Salento. Evidente che tale collocazione possa essere pericolosa per la salubrità dei pozzi. Di recente, la decisione della Regione che ha disposto che nella discarica di Corigliano venga conferito il solo rifiuto reso inerte dopo una trasformazione presso l’impianto di Poggiardo. Questo abbassa il rischio di contaminazione dell’acqua ma, d’altra parte, allunga i tempi di apertura dell’impianto che necessita – così quello di Poggiardo – di una conversione. Il risultato è che l’impianto di Ugento dovrà accogliere i rifiuti dell’Ato Lecce/2 per il tempo necessario a tale conversione. Ecco perché il consigliere del partito dei Comuni italiani Angelo Minenna è ritornato sull’argomento inviando una lettera a Prefettura, Procura, assessorato regionale all’Ambiente e all’Oga della Provincia di Lecce. Nella lettera chiede ad ognuno dei destinatari di controllare la tenuta dell’impianto ugentino, sovraccaricato ormai da troppo tempo. Ecco la lettera di Minenna: Alla cortese attenzione di: – Prefettura di Lecce – Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce – Assessorato Regionale alla Qualità dell’Ambiente – Oga della Provincia di Lecce Oggetto: impianto di biostabilizzazione di Ugento. Richiesta adempimenti consequenziali Egregi Signori, con la presente io sottoscritto Angelo Minenna, ed in merito all’oggetto della stessa, nella mia qualità di Consigliere Comunale presso il Comune di Ugento CONSIDERATO CHE – Dal 2009 sino ad oggi nell’impianto di biostabilizzazione di Ugento, sito in località Burgesi, vengono conferiti e smaltiti anche i rifiuti provenienti dall’ex ATO LE/2. – Ciò è dovuto alla cronica carenza di impianti di trattamento del rifiuto nell’ex ATO LE/2, e nella mancata individuazione di un sito alternativo a quello presentato e predisposto in sede regionale, e facente riferimento alla discarica di servizio/soccorso in contrada Scomunica, nel Comune di Corigliano d’Otranto. – L’impianto di Ugento è stato progettato, così come da Piano Regionale per i Rifiuti e le Bonifiche Ambientali, per i soli 24 comuni ricadenti nell’ex ATO LE/3. – Il suddetto è dotato anche di un apposita area, adibita a discarica di servizio/soccorso, progettata sempre e solo per le eventuali emergenze ambientali in capo ai 24 Comuni summenzionati. – Già nel 2009 la decisione di immettere rifiuti dell’allora ATO Le/2 suscitò forti proteste nelle popolazioni di Ugento (in particolare, della frazione di Gemini, più vicina agli impianti stessi), con blocchi e presidi spontanei all’ingresso dell’ex discarica del rifiuto tal quale, sita sempre in località Burgesi. – La stessa ex discarica, oggi chiusa, è stata per anni teatro di ampliamenti e di sopraelevazioni del rifiuto indifferenziato, proveniente anche da altri ATO Provinciali. – Sempre negli anni 2009/2010 l’allora Sindaco di Ugento, proprio per evitare tensioni sociali e/o conseguenti danni all’ambiente ed al decoro del territorio ugentino, emise apposita ordinanza che vietava il transito dei mezzi contenenti rifiuto, e non di provenienza dell’allora ATO LE/3. – Ad oggi, nell’impianto di biostabilizzazione di Ugento, a monte di una previsione e di una progettazione iniziale del tutto diversa dalla situazione contingibile attuale, vengono smaltiti e trattati non solo i rifiuti di 24 Comuni, ma anche di ulteriori 46, per un totale di ben 70 Comuni della Provincia di Lecce. TENUTO CONTO CHE – Il procrastinarsi di tale deplorevole situazione ha già messo nel giusto allarme i Sindaci dei comuni ricadenti intorno a contrada Burgesi. – Accanto alla preoccupazione dei Sindaci di Ugento ed Acquarica del Capo si unisce il forte sdegno delle popolazioni amministrate, preoccupate per un eventuale collasso dell’impianto di Ugento. – Il Consiglio Regionale Pugliese ha accolto un Ordine del Giorno nel quale si richiede la conversione della discarica, ancora da realizzarsi, di Corigliano d’Otranto: ciò allungherebbe i tempi di realizzazione della stessa, oltre ad una sicura proroga nell’adeguamento dell’impianto di Poggiardo, con l’emissione di provvedimento amministrativo emergenziale di ulteriore nuovo conferimento dei rifiuti dei 46 comuni dell’ex ATO LE/2 nuovamente nell’impianto di Ugento. Per tutto quanto sopra considerato e tenuto in debito conto, SONO A RICHIEDERE alle SS.VV. in indirizzo, ognuno per i propri ruoli e per le rispettive competenze, di porre in essere ogni opportuna azione di controllo e di verifica della tenuta ottimale dell’impianto di biostabilizzazione di Ugento, gestito da ATI Cogeam. Tanto perché, come più volte sopra ribadito nella presente, l’impianto di Burgesi in Ugento non può supportare né sopportare, a detta dello scrivente, un ritmo di lavoro ed un tonnellaggio di rifiuto da biostabilizzare se progettato per 24 comuni anziché per 70. Con i migliori saluti. Angelo MINENNA Articoli correlati: Discarica di Corigliano, solo rifiuti inerti Discarica Ugento. La petizione dei Comitati

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