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Discarica di Corigliano. Nicastro difende la Regione

Bari. L’assessore all’Ecologia spiega le motivazioni della decisione di destinare alla discarica il rifiuto, reso inerte a Poggiardo

BARI – Difende l’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale ed illustra le ragioni che hanno determinato quella scelta. L’assessore regionale all’Ecologia Lorenzo Nicastro interviene nel dibattito che si è sviluppato attorno alla decisione di destinare alla discarica di Corigliano d’Otranto i rifiuti resi inerti presso l’impianto di Poggiardo; una decisione molto contrastata dall’opposizione e dai comitati ambientalisti, in particolare il Forum Ambiente e Salute. “L'ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale sulla vicenda della discarica di Corigliano d'Otranto che, coerentemente con il Piano regionale dei rifiuti, ne ribadisce la destinazione a rifiuto biostabilizzato inerte al fine di limitare al massimo i rischi connessi al percolato rispetto alla falda – spiega Nicastro -, punta a spingere sull'acceleratore per quello che riguarda il potenziamento delle linee di trattamento dell'impianto di Poggiardo. Linee di trattamento, non aumento di volumetrie”. Apprezzamenti da parte dell’assessore regionale, invece, per la risposta di Paolo Perrone, presidente dell’Oga, che ha accolto l’approvazione dell’ordine del giorno attivandosi, dice Nicastro, di conseguenza. “Mentre i più si lanciano in dichiarazioni che pochissimo hanno a che fare con le esigenze del territorio da un lato di avere una gestione del ciclo dei rifiuti efficiente e sostenibile e, dall'altro, di vivere senza apprensione l'avvio dell'impianto di Corigliano rispetto all'incidenza ambientale dello stesso, devo apprezzare le dichiarazioni responsabili del presidente dell'Oga Paolo Perrone che fa sua la determinazione del Consiglio impegnandosi a seguire il percorso tracciato. Era la responsabilità istituzionale che il Consiglio regionale aveva auspicato nel prevedere la riorganizzazione della governance dei rifiuti ponendo in capo ai sei Oga provinciali i processi che riguardano la dotazione impiantistica. E dico questo . aggiunge l’assessore – anche in relazione alla discussione politica emersa nel momento in cui si lavorava alla legge rispetto alla scelta dell'Oga unico, cui poi fu preferita la soluzione degli organismi su base provinciale. Corigliano rientra a pieno diritto nella pianificazione regionale e il suo avvio dipende ora dalle competenze locali di Oga e Comune. Parallelamente, mi piace sottolinearlo per dare atto della completezza degli interventi che si vanno sviluppando, siamo in attesa di poter perfezionare le attività di messa in sicurezza permanente del vecchio sito, avendo la necessaria dotazione finanziaria e il progetto esecutivo a disposizione. Una volta definita con Comune e Oga il riparto delle competenze per l'avvio delle attività potremo dire di aver garantito il territorio ed i cittadini rispetto ai rischi di contaminazione derivanti dalla vecchia discarica”. 7 maggio 2014 Discarica di Corigliano, solo rifiuti inerti CORIGLIANO D’OTRANTO – La discarica di Corigliano d’Otranto ospiterà solo rifiuti resi inerti dopo apposito trattamento presso l’impianto di Poggiardo (un trattamento per il quale è necessario un finanziamento regionale). E’ stato approvato in Consiglio regionale l’ordine del giorno proposto dal consigliere Sergio Blasi. La soluzione dei rifiuti inerti dovrebbe scongiurare l’inquinamento della falda a causa del percolato; tuttavia non convince tutti. Tra i contrari ci sono i consiglieri di Pdl-Forza Italia Luigi Mazzei, Saverio Congedo ed Aldo Aloisi. “Avevamo sperato che sulla questione ci potesse essere un confronto di merito nella ricerca della migliore soluzione per coniugare le primarie esigenze di tutela della salute e dell’ambiente, con la necessità di garantire al territorio di un’efficiente chiusura del ciclo dei rifiuti – hanno dichiarato -. Il tenore del dibattito, i contenuti dell’ordine del giorno, la chiusura totale del Governo e della sinistra regionale alla proposta di discutere della questione insieme a tutti i soggetti interessati, ovvero Comuni, Organo di gestione dell’Ambito rifiuti, Provincia, è la dimostrazione che il vero intento dell’iniziativa era quello di trovare una ‘quadra politico-elettorale’ da spendere strumentalmente sul territorio senza dare soluzione al problema, incuranti anche delle possibili conseguenze sugli impianti di Ugento e Cavallino già alla soglia del collasso”. “Intanto – hanno aggiunto i tre esponenti del centrodestra regionale -, non si riesce ancora oggi ad utilizzare le somme previste per la bonifica della vecchia discarica di Corigliano, ad alto rischio inquinamento per il suo ‘percolato’, ed in nove anni di Governo Vendola non è stato realizzato nessun impianto di compostaggio indispensabile per la chiusura del ciclo dei rifiuti nel Salento”. Secondo i tre consiglieri, la decisione del Consiglio rischia di destabilizzare l’impostazione del Piano Rifiuti, certificando “l’assoluta inadeguatezza dello strumento a pochi mesi dalla sua approvazione e l’ennesimo fallimento della sinistra in materia di politiche ambientale”. Articoli correlati: Discarica di Corigliano. Blasi: ‘Non condivido l'entusiasmo' Discarica di Corigliano. Ok della Regione alla conversione Discarica di Corigliano. Stomeo a Perrone: ‘Alleiamoci' Discarica di Corigliano. Fiore a Perrone: 'Non conosce gli atti' Discarica di Corigliano. Perrone: ‘Colpa della sinistra' Discarica di Corigliano. Fiore diffida gli organi autorizzativi Piscitelli: ‘Corigliano, una follia a cielo aperto' La discarica sulla fonte Corigliano, la discarica della discordia Discarica di Corigliano, al via entro il 12 ottobre Percolato nel terreno. Stop alla nuova discarica

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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