Rifiuti, conversione dell’impianto di Poggiardo. Il Comune non ci sta

Poggiardo. L’Amministrazione Colafati esprime la propria contrarietà verso ogni ipotesi di trasformazione dell’impianto di biostabilizzazione. “Abbiamo già dato

POGGIARDO – Il Comune di Poggiardo si opporrà con forza ad ogni conversione dell’impianto di biostabilizzazione che non garantisca un controllo delle emissioni in atmosfera. E’ questa la reazione alla decisione della Regione di modificare la struttura affinché possa trattare i rifiuti per renderli inerti e poi destinarli alla discarica di Corigliano d’Otranto. Nella seduta dello scorso 21 marzo, il Consiglio poggiardese si era infatti espresso contro ogni trasformazione dell’attuale impianto. Chiedendo al presidente Vendola addirittura di chiuderlo alla luce di una nuova organizzazione del sistema rifiuti in regione. “Si prende atto con rammarico e amarezza – si legge in una nota dell’Amministrazione guidata da Giuseppe Colafati – che la Regione Puglia non intende chiudere il su detto impianto come richiesto dal Consiglio Comunale di Poggiardo nella seduta del 21 marzo 2014 nella quale, all’unanimità dei presenti, si è espresso sia contro qualsiasi ipotesi di trasformazione o conversione dell’attuale impianto di bio-stabilizzazione in impianto di compostaggio sia contro qualsiasi eventuale ipotesi di aumento della capacità ricettiva dell’impianto esistente. Contrarierà dilatata sino ad esprimere parere preventivo negativo contro qualsiasi ipotesi di realizzazione o allocazione di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti, sia pubblici che privati, sul proprio territorio. Nella deliberazione del Consiglio comunale – continua la nota – si chiedeva anche al presidente della Regione la chiusura dell’attuale impianto di bio-stabilizzazione, ritenuto inutile alla luce del nuovo piano di gestione dei rifiuti solidi urbani basato sull’incremento sostenuto della raccolta differenziata non essendo posizionato a distanza di sicurezza dall’abitato e da strutture ricettive e scolastiche. Alla luce di quanto sopra detto l’Amministrazione comunale certa di interpretare la volontà della intera comunità che tanto ha già sopportato negli anni ribadisce con forza l’impegno a tutela della salute dei cittadini e che sul proprio territorio non saranno tollerati interventi sull’impiantistica che non vadano nella direzione di un reale azzeramento dell’impatto odorigeno fermo restando che la Regione deve garantire un costante e continuo controllo delle emissioni in atmosfera tramite Arpa Puglia. Sarà quindi respinto ogni eventuale tentativo teso solo a massimizzare il profitto industriale dei gestori degli impianti mortificando le comunità locali”. 24 marzo 2014 Poggiardo: ‘No all’impianto di compostaggio’ POGGIARDO – Il Comune di Poggiardo gioca d’anticipo. E pur in assenza di alcun elaborato tecnico in merito all'ipotesi di trasformazione dell'attuale impianto di biostabilizzazione in uno dei tre impianti di compostaggio previsti dal Piano regionale per la gestione dei rifiuti solidi urbani, esprime in modo netto il proprio no. Nella seduta del 21 marzo infatti il Consiglio comunale di Poggiardo si è espresso all’unanimità contro qualsiasi ipotesi di trasformazione/conversione dell’attuale impianto di biostabilizzazione in impianto di compostaggio e qualsiasi eventuale ipotesi di aumento della capacità ricettiva dell’impianto esistente. Contrarietà estesa anche ad ogni ipotesi di realizzazione/allocazione di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti, sia pubblici che privati, sul proprio territorio. Il Consiglio comunale è andato anche oltre chiedendo al presidente della Regione la disattivazione dell’attuale impianto di biostabilizzazione poiché ritiene che nell’ambito del nuovo piano di gestione dei rsu basato sulla raccolta differenziata spinta e alla luce delle norme sopravvenute che prevedono differenti criteri escludenti di localizzazione degli impianti (no a impianti che distino meno di 2.500 metri dal centro abitato, da strutture scolastiche, strutture sanitarie con degenza, case di riposo), risulti inutile. Il Comune chiede inoltre che, nel caso in cui le modifiche impiantistiche o la disattivazione dell’impianto provochino aumenti di costi e/o tariffe, questi restino a totale carico del bilancio regionale e non gravino su quello comunale

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