Torre Veneri, rigettata l’archiviazione

Lecce. La gip Panzera ha respinto la richiesta della pm Mignone. Si continua ad indagare per gestione illecita di rifiuti

LECCE – Su Torre Veneri si continua ad indagare per gestione illecita di rifiuti. Lo ha deciso la gip del Tribunale di Lecce Simona Panzera, che ha ritenuto che non vi fossero “le condizioni per procedere de plano alla archiviazione del procedimento ma che occorre fissare la camera di consiglio per valutare l’istanza nel contraddittorio delle parti interessate”. E l’udienza in Camera di consiglio è stata fissata per il 2 luglio. Rigettata, dunque, la richiesta di archiviazione formulata dalla pm Valeria Mignone. La gip ha deciso infatti che dovranno essere ascoltati in camera di consiglio gli estensori degli esposti Gabriele Molendini, l’ammiraglio Falco Accame (presidente dell’Associazione Anavafaf), il Comando della scuola di Cavalleria di Lecce e l’avvocata Silvia Manderino. Il rigetto della domanda di archiviazione giunge praticamente in simultanea con la comunicazione ufficiale della Regione Puglia sulla valutazione di incidenza ambientale del Disciplinare d’uso e dei Piani delle esercitazioni semestrali del Poligono di Torre Veneri. Accogliendo il punto di vista del gruppo Lecce bene Comune, che nei mesi scorsi aveva sottolineato come né il vigente Disciplinare d’uso del Poligono né i Piani delle esercitazioni fossero stati sottoposti alla valutazione, la Regione ha sollecitato la Provincia di Lecce, quale organo preposto alla valutazione di incidenza ambientale ad attivarsi in tale direzione con la Scuola di Cavalleria. Alcune settimane fa Lecce Bene Comune, con un pool di giuristi ambientali del Gruppo di Intervento Giuridico in Sardegna, ha inoltre sollecitato presso la Commissione europea l’avvio del procedimento di infrazione comunitaria della Direttiva Habitat e della legge nazionale di recepimento, che prevede la Valutazione di Incidenza Ambientale per tutti gli interventi nei Sic (Siti di importanza comunitaria) che non siano finalizzati alla conservazione della biodiversità. L’avvio di una procedura di infrazione può comportare multe salate per lo Stato che non si dimostri in regola. 20 febbraio 2014 Torre Veneri. Chiesta l’archiviazione. Molendini: ‘Sconcertato’ LECCE – “Sarebbe difficile individuare responsabilità penali in capo a singole persone” dato che il Poligono è stato usato per attività addestrative nel corso di anni. Con questa motivazione i pm Valeria Mignone ed Ennio Cillo avrebbero inoltrato al gip la richiesta di archiviazione in relazione all’indagine penale in corso sul Poligono di Torre Veneri, pur in presenza di evidenze anche derivanti dalla perizia che certifica lo stato di abbandono dei “rifiuti” costituiti da penetratori, bossolame e altro materiali risultante dalle esercitazioni a fuoco. Gabriele Molendini, di “Lecce bene Comune”, non nasconde lo “sconcerto che tali conclusioni procurano” e ripercorre alcuni passaggi della perizia del tecnico incaricato dalla Procura di indagare sulla natura dei “rifiuti” rinvenuti nell’area di esercitazione militare. Il reato ipotizzato era “illecita gestione dei rifiuti”. A fronte di questa ipotesi di reato il pm chiede al perito “quali siano i materiali estranei alla natura dei luoghi presenti nell’area…”; il perito risponde “sono tutti materiali da attribuire a residui di proiettili…(con)… rilevanti concentrazioni di alluminio e piombo”. Secondo quesito: “Se essi debbano essere classificati come rifiuti”; e “la risposta è affermativa”. Terzo quesito sulla modalità della gestione di tali rifiuti e sulla conformità a normativa di tale gestione. Qui il perito risponde che ci sono regolamenti interni del Poligono conformi alle leggi, tuttavia nella pratica non ci si è attenuti alle norme “del D.L. 152/06 (Codice dell’Ambiente) per la gestione dei rifiuti prodotti. Tale situazione è anche più grave per quanto riguarda i materiali metallici presenti in mare, per i quali sulla base della documentazione contenuta in atti non risulta sia stata svolta alcuna operazione di rimozione”. Alla luce delle domande del pm e delle risposte fornite dal perito Molendini dice “sconcertante che si concluda con una richiesta di archiviazione”. “Piuttosto che una difficolta ad individuare concretamente i responsabili – aggiunge -, sarebbe stato più che lecito aspettarsi una pluralità di responsabili in coloro i quali negli hanno avevano avuto la responsabilità gerarchica di comando del Poligono medesimo. Il tutto a ritroso per tutti gli anni in cui tale illecita gestione dei rifiuti non fosse andata in prescrizione. Qui l’equazione invece pare: tanti colpevoli, nessun colpevole. Tuttavia la legge ben individua responsabilità e ruoli di comando”. “A questo punto ci si chiede – continua l’esponente di Lecce Bene Comune -, se si è accertato dalla Procura che sussiste una illecita gestione di rifiuti e tale condotta inquinante non viene fatta oggetto di giudizio penale pur essendo previste delle sanzioni penali dal codice; se nell’area ed in mare specialmente, dove mai tali rifiuti sono stati rimossi, si continua impunemente ed incessantemente ad abbandonare in difformità dalla legge rifiuti derivanti dalle esercitazioni a fuoco, quali esiti hanno portato quasi due anni di indagini? Che senso ha appurare una gestione illecita di rifiuti non solo senza poi sanzionarla, ma anche non adottando alcun provvedimento per evitare che prosegua quello che viene definito come illecito? Purtroppo rimane ai cittadini, in particolare a coloro che abitano nelle vicinanze del poligono, ai bagnanti di quelle spiagge ed a tutti noi la consapevolezza di un danno non riparato. Danno cui si aggiunge la beffa di un illecito documentato e rilevato dalla Procura eppure non sanzionato nei colpevoli e le cui attività perduranti e quasi giornaliere non vengono fermate. Ci chiediamo se a riversare in quell’area ed in quel mare, che sono peraltro Sito di Interesse Comunitario e habitat naturale protetto dalla Comunità Europea, fossero stati dei privati o delle aziende anziché forze militari dello Stato, le conseguenze sarebbero state identiche”? Articoli correlati: Costa: 'Al Poligono, traffico clandestino di metalli pericolosi' Poligono di Torre Veneri: esposto in Procura Torre Veneri. La Scuola di Cavalleria smentisce Guido Salvemini, a Torre Veneri presenti metalli pesanti Leggi anche: Morto per linfoma. Il tribunale: ‘Colpa del vaccino militare’ Dall’uranio ai vaccini: 2.800 militari ammalati Sfoglia l'inchiesta del Tacco d'Italia “Il metallo del disonore”, uscita nel novembre 2011

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