Spesal, sette tecnici a rischio

Lecce. L’Asl di Lecce avrebbe potuto stabilizzare i sette lavoratori precari ma ha indetto un nuovo avviso pubblico per la copertura a tempo indeterminato di quei sette posti

Di Gabriele Caforio LECCE – Proteste e malcontento aleggiano in questi giorni tra le stanze dell'Asl di Lecce. Il motivo è direttamente legato alle vicende lavorative di sette tecnici dello Spesal, il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro. Un organo che fa parte del Dipartimento di prevenzione delle Asl. La polemica è partita nei giorni scorsi, proprio a ridosso della festa dei lavoratori, perché i sette tecnici della prevenzione in servizio nelle sedi di Maglie e Lecce, hanno visto svanire la possibilità di essere stabilizzati nei loro ruoli a causa della delibera n°655 del direttore generale dell'Asl di Lecce che ha indetto un avviso pubblico, per titoli e prova a colloquio, di mobilità volontaria per la copertura a tempo indeterminato di quei sette posti. Una delibera che ha il sapore della beffa, visto che proprio lo stesso direttore generale Valdo Mellone nei mesi scorsi aveva consegnato a questi lavoratori il patentino di Polizia Giudiziaria come riconoscimento del lavoro svolto a partire dal 2007, anno in cui erano stati assunti con contratto a tempo determinato. A rincarare la beffa c'è anche il fatto che nella scorsa estate ai giovani professionisti erano giunte voci di possibilità di stabilizzazione proprio da parte dello stesso direttore. Questi tecnici sono una tipologia di personale altamente specializzata e qualificata che non grava neppure sul bilancio del Sistema Sanitario Nazionale. Infatti, la loro busta paga è finanziata dai fondi derivanti dalla ripartizione delle somme che la Regione incassa per reati contravvenzionali in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, come sancito dal Testo Unico (D.Lgs 81/08) Sulla vicenda, nei giorni scorsi il consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei, ha presentato un'interrogazione all'assessora regionale alla Sanità Elena Gentile chiedendo i motivi per cui si sia deciso di indire l'avviso pubblico senza valutare la possibilità di stabilizzazione delle figure, precarie, già presenti e chiedendo, allo stesso direttore generale, la sospensione dello stesso avviso per mettere a punto un verifica dei presupposti di legge per procedere con la stabilizzazione dei dipendenti attualmente incaricati. Una vicenda che lascia l'amaro in bocca a quei lavoratori, che nonostante i riconoscimenti raggiunti, non riescono a coronare la speranza di uscire dall'ormai strutturale problema della propria precarietà lavorativa.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Gabriele Caforio

Laureato in Scienze Politiche - Politiche pubbliche. Collabora con PeaceLink e IlCorsaro.info. Quando è serio si interessa soprattutto di sviluppo sostenibile, ambiente e sociale altrimenti è sempre in bici!

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!