Lavoro. Il Salento soffre ma si affida al terziario

Lecce. Il 2013 è stato un anno difficile per il mercato del lavoro in provincia di Lecce. Resistono i servizi. E gli under 35 si fanno strada

LECCE – Il Salento risente in maniera particolare dell’acuirsi della crisi economica. In un territorio ampio come quello della provincia di Lecce, caratterizzato da una rilevante presenza demografica, i livelli occupazionali stimati dall’Istat evidenziano una forte sofferenza del mercato del lavoro, con il tasso di occupazione in caduta (in linea con la regionale e del Mezzogiorno, ma inferiore rispetto al dato nazionale). E’ ciò che emerge dal Report 2013 realizzato dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro (Oml) della Provincia di Lecce, elaborato da Francesco Villani e presentato ieri dall’assessorato provinciale alle Politiche del lavoro e Formazione professionale. 260 pagine che descrivono l’andamento del mercato del lavoro in Provincia di Lecce nell’intero anno 2013. “Mettiamo a disposizione il Rapporto Annuale relativo all’anno 2013, utile per le analisi e le comparazioni con gli anni precedenti – ha dichiarato l’assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione Professionale Ernesto Toma -. Il Rapporto annuale è un report approfondito sul mercato del lavoro provinciale, che affianca analisi ed elaborazioni sul mercato del lavoro ad un quadro delle tendenze generali per le variabili economiche più importanti del sistema produttivo provinciale. Questa impostazione è connessa all’ipotesi che le dinamiche del mercato del lavoro siano espressione degli andamenti più generali dell’economia”. Oltre alle informazioni relative al tasso di occupazione in provincia, il report ne contiene anche mole altre. Riferisce, ad esempio, che il tasso di disoccupazione negli ultimi due anni risulta in crescita (con valori superiori rispetto alla media regionale e del Mezzogiorno) e che il tasso di inattività (sebbene inferiore rispetto al dato regionale e del Mezzogiorno) risulta ancora in aumento. La forma di lavoro predominante è quella a tempo determinato, con contratti che sono in media sempre più brevi. La tipologia di rapporto predominante è il contratto a tempo determinato (oltre due terzi del totale), sebbene sia apprezzabile anche il contratto a tempo indeterminato (intorno al 10%). Tutte le tipologie risultano in calo dal 2011 al 2013, tranne per i tirocini e i contratti a progetto/co. co. co. Un ruolo importante è stato svolto dai tirocini finanziati dalla Provincia di Lecce, nell’ambito del POR Puglia FSE 2007 – 2013, che hanno coinvolto aziende e giovani del territorio, i quali sono stati avviati per un approccio attivo da parte dei giovani, che si sono messi in moto alla ricerca di un’azienda a misura del proprio curriculum. “E’ stato appena pubblicato il nuovo Avviso pubblico (scadenza 26 maggio) che offre l’opportunità di un tirocinio formativo professionalizzante ad altri 213 giovani salentini”, ha sottolineato Toma. Una particolarità che emerge dalle pagine del Report riguarda le donne, pochissime delle quali hanno contratti a tempo indeterminato. Una nota positiva riguarda il comparto terziario (Servizi, Turismo e Commercio), che conferma una tendenza in atto da tempo nella struttura socio-economica leccese: la trasformazione da una economia agricola ad una basata sui servizi (anche e soprattutto avanzati). “In una condizione di crisi congiunturale così acuta – ha commentato l’assessore -, emergono, tuttavia, alcune note positive, tra cui la predisposizione all’autoimpiego dei giovani della Provincia di Lecce, il ruolo importante delle imprese degli under 35 che nel corso del 2013 hanno dato nuova linfa al tessuto imprenditoriale salentino e l’aumento delle professioni high skill, ossia che richiedono un titolo di studio elevato, anche se il numero di assunzioni riservato a questa tipologia di lavoratori è ancora molto basso e i relativi indicatori di flessibilizzazione molto elevati”.

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