Giannetto: ‘Primo maggio, quest’anno più che mai’

Lecce. Secondo il segretario generale della Uil Lecce, il Salento è ad una svolta: puntare sui settori più resistenti per vincere la crisi

Di Salvatore Giannetto* Quest’anno la festività dedicata tradizionalmente ai temi del lavoro è stretta fra i problemi di una disoccupazione crescente, le preoccupazioni di deflazione, che possono inficiare qualunque timido segnale di ripresa, e l’appuntamento del voto per il nuovo Parlamento europeo, in cui si intravede lo spettro di una più corposa rappresentanza di tutte le forze nazionaliste ed antieuropeiste. Sullo sfondo aleggia la minaccia per la pace, che potrebbe rappresentare una degenerazione della situazione interna dell’Ucraina, a causa del ruolo minacciosamente invasivo dell’Unione Sovietica in quell’area. Il movimento sindacale italiano ha nel suo patrimonio genetico la consapevolezza che proprio un’Europa unita da politiche di coesione e sviluppo e non di solo rigore, resta la migliore premessa per continuare a consolidare quello che è stato il più lungo periodo di pace del Vecchio Continente dalla Seconda guerra mondiale in poi. La nostra provincia, che è uno degli avamposti geografici più avanzati nel Mediterraneo, potenziale terra di incontro fra diverse culture e religioni, deve porsi, in occasione proprio di questo Primo Maggio, l’ambizione di svolgere finalmente un ruolo attivo, in tal senso. Serve in tale direzione uno sforzo delle sue Istituzioni, a partire dall’Università e dalle stesse autorità religiose, unitamente al movimento sindacale locale. Allo stesso tempo, anche da questo tipo di input possono derivarne nuove importanti occasioni di ripresa dello sviluppo, grazie ad un rafforzamento delle iniziative culturali, settore quest’ultimo in crescita, ad eventuali accordi economici che attraggano capitali, come ad esempio nel settore turistico, a collaborazioni per l’afflusso di nuove platee studentesche anche straniere e a nuovi spunti per la stessa ricerca. Questo Primo Maggio, più di tanti altri, richiede impegno per l’emersione di nuove e più incisive iniziative della comunità salentina nelle sue espressioni di governo locale, in favore di una serie di azioni concertate di sviluppo locale. Infatti, da una parte resta l’emergenza delle tante vertenze aperte (TAC, OMFESA, BAT, Regionale 8, Strada 275, Commercio, Servizi, ecc.) e di un sistema di ammortizzatori sociali che ormai si rivela insufficiente a fronteggiare l’avanzare del disagio sociale di chi il lavoro lo ha perso o di chi come i giovani non lo ha mai trovato, senza che vi siano strumenti di riqualificazione in attesa di un reinserimento. Su un altro versante è sempre più indispensabile che fra le forze politiche e le classi dirigenti di questo territorio, grazie ad una ritrovata capacità di coesione, vi sia la capacità di ottimizzare e sostenere almeno i settori rivelatisi più resistenti alla crisi di questi anni, quali l’agroalimentare, l’edilizia specializzata, la meccanica utensile, il commercio più qualificato, i servizi, il turismo e la cultura. Dunque, un Primo Maggio di speranza legata ad una maggiore concretezza dell’azione di tutela e di valorizzazione del lavoro in tutte le sue forme, da parte delle forze politiche e dei Governi nazionale e regionale, sapendo che il buon uso delle risorse, all’insegna della legalità, della lotta all’evasione fiscale e agli sprechi della politica, sono le migliori garanzie contro qualunque crisi, a partire da quella morale. *segretario generale Uil Lecce

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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