Garanzia Giovani, per celebrare il primo maggio

La sottosegretaria Bellanova dà il via al programma che mira a dare nuova fiducia ai giovani in campo lavorativo

“Non oltre quattro mesi. E’ la parola d’ordine del Programma Garanzia Giovani che dal primo maggio, festa del lavoro, sarà finalmente e concretamente operativo ed è l’impegno che stringiamo, come Governo e come Sistema Paese, con le giovani generazioni. Come Governo, perché corona un lavoro minuzioso di messa a punto di una strategia e di interlocuzione con l’Unione Europea. Come Sistema Paese, perché il Programma funzionerà solo a patto che verso quest’unico orizzonte convergano tutte le Regioni (a loro infatti la maggior parte delle risorse da investire, complessivamente 1.413milioni su 1.513), tutte le associazioni datoriali e di categoria, tutte le imprese. Per me è il modo migliore, concreto, di celebrare la festa del lavoro”. Così Teresa Bellanova, sottosegretaria al Lavoro e alle Politiche Sociali, a proposito della “Youth Garantee” che da oggi salpa ufficialmente grazie alla piattaforma dedicata, vero e proprio snodo operativo, interfaccia con le componenti attive del progetto (agenzie di collocamento, enti e aziende) e con le fasce di utenti individuati. “Le parole non sono neutre”, ha detto Teresa Bellanova che lo scorso 23 aprile ha concluso, a Bruxelles, in rappresentanza del Governo Italiano, la giornata interamente dedicata alla Youth Garantee dalla Commissione Europea, “e non lo sono soprattutto le parole che costellano il Programma e che consentiranno ai destinatari di squarciare il velo del pessimismo, quel senso di mancanza di prospettiva e di futuro che sta divenendo il cancro peggiore nel nostro Paese. Innanzitutto, la parola Patto. Il patto che stringeremo con quelle ragazze e quei ragazzi, dai 15 ai 25 anni (e qui in Italia fino ai 29 anni), che non studiano e non lavorano. ‘Not in education, employment, or training’, ovvero i cosiddetti neet, destinatari prioritari del Programma che, voglio sottolinearlo, si concretizza su input e sollecitazione dell’Unione Europea. Un bacino potenziale di 900mila giovani, ha indicato il Ministro Poletti, che grazie al progetto, e a tutte le azioni in essere, potrà avere un’opportunità di reinserimento nel mondo della formazione o inserimento nel mondo del lavoro in 24 mesi”. Un Patto di servizio, ha continuato Bellanova, che consentirà agli utenti, dopo essersi registrati attraverso una delle piattaforme, un colloquio dedicato nei centri per l’impiego finalizzato a definire un percorso di orientamento individuale mirato alla implementazione della formazione, alla partecipazione a tirocini o a saggiare possibilità professionali e occupazionali. La sottosegretaria si è detta fiduciosa che il Programma possa rappresentare un punto di svolta, facendo incontrare in modo innovativo e virtuoso domanda e offerta, e consentendo ai giovani di individuare un progetto di formazione o di lavoro rispondente compiutamente a bisogni e competenze, magari acquisite disordinatamente, ma reali. “L’enorme responsabilità che abbiamo – ha aggiunto Bellanova – è di permettere a questo paese di ritornare ad essere normale. In questo caso sconfiggendo tassi di disoccupazione giovanile esorbitanti, oscillanti tra il 41 e il 50 per cento, e recuperando l’abbandono scolastico che evidentemente rappresenta ancora una piaga non risolta”. Articoli correlati: Giovani senza lavoro: un miliardo e mezzo per aiutarli ‘Garanzia Giovani', versione Puglia

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