Controlli caldaie, il Codacons diffida Regione, Provincia e Comune

Lecce. Nonostante le nuove normative in materia, in vigore da più di otto mesi, la Regione cotinua ad applicare il vecchio regolamento ai danni dei cittadini

LECCE – Sono passati più di otto mesi dall’entrata in vigore della nuova normativa in tema di controlli delle caldaie, ma la Regione Puglia continua ad applicare il vecchio regolamento, a danno dei cittadini. Il Codacons ha così deciso di diffidare la Regione Puglia all’immediata applicazione del decreto del presidente della Repubblica 74/2013; assieme alla Regione, vengono diffidati anche la Provincia e il Comune di Lecce quali Enti su cui grava, materialmente, l’onere delle ispezioni e dei controlli. La nuova normativa ha modificato le regole per i controlli delle caldaie in senso più favorevole per i cittadini: diversi sono i tempi previsti per le autodichiarazioni, i rapporti dei manutentori sostituiscono le ispezioni, i requisiti dei verificatori sono più stringenti e qualificanti (laurea o diploma specifico) perché i controlli riguardano in generale la sicurezza degli impianti e la conformità alle normative antinquinamento. Eppure, sottolinea il Codacons, ancora oggi imperversano richieste di autodichiarazione, controlli a campione, verificatori privi dei requisiti previsti dalla nuova normativa etc. etc. “Anche se bisogna dare atto al Comune di Lecce ed all’assessore Guido di aver posto il problema dell’applicazione della nuova normativa a livello regionale – precisa l’avvocato Piero Mongelli, responsabile del Codacons Lecce, si pongono numerosi dubbi sulla legittimità delle nuove autodichiarazioni che in questi giorni si stanno richiedendo ai cittadini leccesi”. Di seguito il testo della diffida: Spett.le REGIONE PUGLIA In persona del Presidente p.t. Palazzo della Giunta Regionale Lungomare N. Sauro, 33 70121 – BARI Spett.le PROVINCIA DI LECCE In persona del Presidente p.t. Viale Umberto I 73100 LECCE Spett.le COMUNE DI LECCE In persona del Sindaco p.t. Via Rubichi n. 01 73100 LECCE Raccomandate A.R. ATTO DI DIFFIDA E MESSA IN MORA Il CODACONS, in persona del Coordinatore Provinciale di Lecce, Antonio Carpentieri e del Responsabile della sede di Lecce e dell’Ufficio Legale Provinciale, Avv. Piero Mongelli, entrambi per la carica elettivamente domiciliati in Lecce presso la sede del CODACONS, PREMESSO – che il D.P.R. 16.04.2013 n. 74 “Regolamento recante definizione dei criteri generali in materi di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell’articolo 4, comma1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19.08.2005, n. 192”, pubblicato in G.U. n.149 del 27.06.2013, ha modificato la disciplina prevista per la verifica degli impianti termici così come precedentemente prevista dalla L.10/91 e dalle varie direttive europee in materia; – che l’indicato regolamento ha inciso sensibilmente sulle modalità di controllo degli impianti termici nelle civili abitazioni da parte della Pubblica Amministrazione e sui requisiti minimi che gli ispettori devono possedere. – Che, in particolare, per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile compresa tra 10 Kw e 100 Kw, e per gli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale compresa tra 12 e 100 Kw l’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica inviato dal manutentore o dal terzo responsabile ai sensi dell’Art. 8 del medesimo decreto è ritenuto sostitutivo dell’ispezione. – Che in caso di affidamento delle ispezioni ad organismi esterni questi devono comunque possedere e soddisfare i requisiti minimi previsti dall’Allegato C del predetto regolamento, ovvero una formazione tecnica e professionale di base equivalente a quella prevista dell’Art. 4 comma 1 del DM 37/2008. – Che, in particolare il personale ispettivo deve possedere alternativamente almeno uno dei seguenti requisiti: a) diploma di laurea in materia tecnica specifica conseguito presso una università statale o legalmente riconosciuta; b) diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore di attività di installazione e manutenzione, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. c) titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. d) prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell'operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell'apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all'articolo 1. – Che ad oggi il personale ispettivo operante sia nella città capoluogo sia in Provincia non pare sia in possesso dei requisiti minimi previsti dalla legge. – Che nel Regolamento viene altresì ridefinita la periodicità dei controlli per gli impianti di riscaldamento invernale e climatizzazione estiva. – Che alla luce del menzionato DPR i controlli attualmente in corso nella Provincia di Lecce e nel comune capoluogo non paiono conformi al nuovo dettato normativo e che, parimenti, paiono illegittime le richieste di autocertificazione inviate ai cittadini salentini poiché riferenti ad una normativa tecnica non più in vigore ed ad un periodo di certificazione di fatto diverso da quello previsto dal nuovo Regolamento Statale. – Che, alla luce dell’indicato DPR, il Regolamento Regionale previsto per i controlli sugli impianti termici non è conforme alla normativa nazionale ed alla normativa comunitaria attualmente vigente, con la conseguenza che lo stesso non può più trovare concreta attuazione dovendo la Regione Puglia uniformarlo alla normativa di cui al più volte citato DPR 74/2013. – Che il menzionato DPR si pone in linea con la Direttiva Europea 2010/31/UE entrata in vigore il 09 luglio 2010, sostituente integralmente la direttiva 2002/91/CE, abrogata dal 01.02.2012. – Che l’indicata direttiva Europea 2010/31/UE è stata recepita dalla Repubblica Italiana con D.L. 04.06.2013 n. 63 convertito con modificazioni dall’Art. 1 comma 1 della L. 03.08.2013 n. 90. – Che il menzionato DPR è entrato in vigore dal Giugno 2013 e che, mancando un diretto adeguamento da parte della Regione Puglia, lo stesso è immediatamente precettivo a livello nazionale ivi compreso nella Regione Puglia Tutto ciò premesso, il CODACONS, in persona del Coordinatore Provinciale di Lecce, Antonio Carpentieri e del Responsabile della sede di Lecce e Responsabile dell’Ufficio Legale Provinciale , Avv. Piero Mongelli, INVITA E DIFFIDA In applicazione dell’Art. 140 del D.Lgs 205/2006 e nell’esercizio di tutela dei diritti dei cittadini consumatori per come sanciti dall’Art. 2 del D.Lgs 206/2005 La Regione Puglia, in persona del Presidente Regionale p.t., la Provincia di Lecce, in persona del Presidente p.t., il Comune di Lecce, in persona del Sindaco p.t., a voler dare concreta e diretta nonché immediata attuazione al DPR 74/2003, ed al tal fine considerare il rapporto di controllo effettuato dagli installatori e/o manutentori come sostitutivo dell’ispezione, verificare che lo società che stanno svolgendo i controlli ed i relativi ispettori siano in possesso degli stringenti requisiti richiesti dalla nuova normativa europea eventualmente procedendo ad un nuovo bando per l’affidamento dell’incarico ed allargando la partecipazione ad altri organismi in possesso dei requisiti di legge, sospendere le procedure di autocertificazione che stanno determinando un raddoppio della spesa a carico dei cittadini anche in considerazione del fatto che le procedure di autocertificazione, ove ancora valide e sussistenti, devono adeguarsi alla nuova normativa; CHIEDE Altresì, ai sensi e per gli effetti della L.241/90 come integrata e modificata dalla L.15/05, di essere informato circa l’avvio dei procedimenti scaturenti dalla presente diffida, con riserva di presentare ulteriori memorie scritte e documenti; CHIEDE Altresì di essere informato circa la conclusione del procedimento nei termini di legge. INFORMA che l’infruttuoso trascorrere del perentorio termine di giorni 15 dal ricevimento della presente costringerà la scrivente associazione alla tutela dei diritti degli utenti e consumatori nei modi di legge in ogni opportuna sede giudiziaria. Salvis iuribus. Antonio Carpentieri Coordinatore Provinciale Avv. Piero Mongelli Responsabile sede locale

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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