ExFadda, qualcosa di diverso

// LA STORIA DELLA DOMENICA// Fiducia e responsabilità condivisa. Tante vite, tanti saperi, una rivoluzione. Non più 'ex' ma qui ed ora

di Simona Palese ph: XFOTO SAN VITO DEI NORMANNI (BR) – Roberto ha 33 anni. È di Terlizzi e per anni ha lavorato nel programma delle Politiche Giovanili della Regione Puglia. Da due anni si è trasferito a San Vito dei Normanni ed è project manager (ma soprattutto anima) di ExFadda. Vito è direttore di Sandei, la società di comunicazione e media screening che si è candidata al bando di Bollenti Spiriti per la gestione dell’immobile. Vincendolo e dando vita a questa storia. Gionata è di San Vito, è laureato in Arti Figurative, è attore, giocoliere, rapper. Grazie al cantiere di autocostruzione dell’ExFadda ha scoperto la sua passione per l’artigianato e ha fondato Amarezza, un progetto che ha sede nell’ExFadda, grazie al quale le tipiche rezze delle case sanvitesi prendono nuova vita e diventano moderni elementi di design. Martina ha 27 anni ed è di Carovigno. A Roma studiava Scienze della Comunicazione, era iscritta alla Scuola romana di Fotografia e collaborava come fotografa con diverse riviste. Aveva all’attivo una mostra personale e un bel bagaglio di impegno politico dal basso. Poco più di un anno fa ha lasciato la capitale e ha deciso di scommettere sul proprio territorio, tornando qui e fondando XFoto. Giuseppe quest’anno compirà 30 anni, è di San Vito dei Normanni e stava per aprire un “negozio di fotografia”, di quelli classici con le vetrine su strada. Il giorno prima di firmare il contratto di affitto ha incontrato Roberto, e ha deciso di provare a percorrere una strada diversa. Dino è di Pulsano, in provincia di Taranto. Fino a due anni fa lavorava con un contratto a tempo indeterminato in un centro commerciale, a Roma. La fotografia era un hobby, un talento relegato alle “ore libere” che devi inventarti ogni giorno rubandole al sonno o alla vita privata. Poi si è licenziato e si è chiesto “perché non raggiungere gli altri a San Vito e provare a realizzarlo davvero il sogno di migliorare le cose con il racconto fotografico?”. Marenza ha cinquant’anni, fa parte di IngegnosaMente che è un’associazione di donne sanvitesi che riusano materiali come la plastica e il cartone per produrre piccoli accessori. ExFadda offre loro gratuitamente lo spazio in cui lavorare e svolgere il loro mercatino aperto al pubblico, loro in cambio garantiscono i servizi di pulizia dell’immobile. Marenza dice che da quando c’è ExFadda le è passata la voglia di stare in casa a fare i servizi.

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L'esterno della ExFadda Queste sono solo alcune delle storie che negli ultimi anni si sono incrociate in un ex stabilimento enologico alla periferia di San Vito dei Normanni, un paese della provincia di Brindisi. Ma dire “ExFadda – L’Officina del Sapere” significa dire molto di più. Significa di certo due cose: Fiducia e Responsabilità condivisa. Questo posto è diventato un modello, tra i più significativi nel Sud, di come si possa rigenerare un immobile, riqualificarlo, e dargli un’utilità che è sociale ma anche professionale, economica. Partendo da un luogo pubblico, trasformandolo in bene comune. Quando Sandei e le altre aziende e organizzazioni coinvolte presentarono il loro progetto di riqualificazione, non immaginavano di certo tutto quello che poi sarebbe successo. C’era il bando per i Laboratori Urbani della Regione Puglia, era il 2010, e a Vito e soci venne naturale partecipare alla gara di assegnazione dello stabilimento, che fino a quel momento era stato gestito dall’Amministrazione comunale sostanzialmente come deposito dei mezzi della nettezza urbana, in realtà come una vera e propria discarica, il classico posto dal quale le mamme cercano di tenere lontani i figli perché “là ci stanno pure le siringhe”. Tanto per dare qualche numero: parliamo di uno spazio totale di 18mila metriquadri, 15mila di spazio esterno, 1500 per ognuno dei due corpi fabbrica. Quello formalmente assegnato al progetto è interamente in muratura, ha diciotto volte a spigolo e un sistema di illuminazione interamente naturale attraverso la presenza di grandi lucernari.

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Il cantiere di autocostruzione della ExFadda Il progetto prevedeva la creazione di un centro culturale basato sull’economia collaborativa, e il finanziamento preso era di circa 60mila euro. Ma a dire il vero il processo stentava a partire. C’era bisogno di progettare reali meccanismi di partecipazione sociale, per fare in modo che questo spazio potesse diventare davvero di tutti i sanvitesi. È in una cosiddetta fase due dell’ExFadda che arriva Roberto Covolo, detto Rombi. Gli altri sottolineano che il processo può dividersi in un “pre e post Rombi”. È lui infatti, inserito da Riccardo Luna tra i cento innovatori d’Italia, che da vita al Cantiere di autocostruzione. L’idea è: “perché, visto che le risorse sono poche e le cose da fare tante, non lanciamo una chiamata a tutti i cittadini, alle imprese, alle associazioni, per fare in modo che vengano qui a immaginare e realizzare questo spazio e renderlo davvero un bene collettivo?”. Si è partiti dal parco giochi, si è passati per la palestra, per gli spazi interni e per il bar. Recuperando materiale di scarto dalle imprese, imparando a lavorare il legno e il ferro, realizzando una vera opera di architettura industriale collettiva. Negli spazi oggi ci sono un asilo, una scuola di musica, un collettivo fotografico, una palestra di parkour e una di scherma, una piccola falegnameria, uno spazio per la danza e per lo Yoga, uno per la formazione. Chiunque può chiedere uno spazio, in cambio potrà corrispondere un affitto o ricambiare in cooperazione e servizi. Poi c’è il bar che genera una sua economia visto che è un luogo di aggregazione per tutti e non solo per i frequentatori dell’ExFadda. C’è XLive, l’area concerti da cui sono passati Niccolò Fabi, Piero Pelù, Manuel Agnelli.

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XFood L’ultimo dei progetti, forse il più ambizioso, è XFood, il ristorante a km 0 in cui lavorano anche dei ragazzi diversamente abili. Da qualche mese stanno facendo formazione: c’è chi starà in cucina con la signora Matilde, chi in sala, chi si occuperà dell’orto sinergico, come Oronzo. Si è messa a disposizione anche Unicredit, attraverso il finanziamento dell’80% dei costi di realizzazione della cucina. E ha aperto un crowdfunding su questo progetto all’interno della piattaforma “Il mio dono” (per sostenere XFood, questo il link https://www.ilmiodono.it/it/iniziative/?id_iniziativa=2592). Seguendo lo slogan “qualcosa di diverso”, anche l’allestimento sarà originale e unico: ogni sedia, ogni tavolo, ogni piatto o bicchiere sarà diverso dall’altro. Ancora una volta un limite (scarse risorse per acquistare dei beni) viene superato dalla creatività e dalla partecipazione collettiva. E il risultato è che tutti si sentono protagonisti di un cambiamento, di un miglioramento per il territorio. In questi giorni è una corsa a chi vuole offrire qualcosa per arredare questo ristorante speciale. Che nasce nel cuore di un posto speciale. Grazie alla forza dei sogni, e forse dell’incoscienza. Ma di cosa è fatta, se non di questo, l’innovazione che ci porterà un futuro migliore?

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