Tarantini: ‘Abbattere gli ecomostri, è la sola strada’

// L’INTERVISTA// Bari. Ostuni dà esempio di politiche di tutela ambientale, mentre Porto Cesareo ha ancora il record di abusivismo edilizio. Il presidente di Legambiente Puglia “fotografa lo scempio”

BARI – Non un grande ecomostro, sull’esempio di Punta Perotti, abbattuto a Bari nel 2006. Ma tanti piccoli ecomostri, ville realizzate senza permesso, ampliamenti non previsti dai progetti e simili. E’ l’abusivismo edilizio in terra salentina: case vacanza realizzate per trarre vantaggio dai turisti, senza mettersi in regola con le autorizzazioni. E la criminalità ci mette lo zampino, come in qualsiasi altro business in crescita. Ieri Legambiente ha presentato il rapporto “L’abusivismo edilizio in Puglia: fotografia di uno scempio” ed oggi prenderà parte alla demolizione di un ecomostro vecchio di 30 anni, lo “scheletro” di Ostuni. Perché, ci ha detto Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, non si può far finta di non vedere. E forze dell’ordine, Procure, Amministrazioni sono chiamati, tutti, a svolgere il proprio dovere: imporre la legalità sul malaffare. Che significa anche, se è il caso, prendere decisioni impopolari. Dottor Tarantini, la Puglia è la seconda regione in Italia per numero di abusi edilizi accertati. Perché? “L’abusivismo è una piaga nazionale e non conosce crisi. Solo nel 2013 sono stati censiti quasi 16mila nuovi immobili abusivi. Questo ci fa capire come l’abusivismo non sia solo una pratica antica, tutt’altro: è anche un trend moderno, che si alimenta anche grazie ai tanti tentativi di approvare condoni attraverso emendamenti e disegni di legge. In Puglia, la maggior parte delle infrazioni si concentra ella zona del Gargano e nella zona del Salento. Per fortuna, c’è un buon lavoro da parte della Procura di Lecce sul fronte degli abbattimenti, però le operazioni delle forze dell’ordine confermano come queste due aree della Puglia siano costantemente terra di conquista da parte del cemento illegale. Diverse le iniziative in provincia di Lecce per contrastare l’abusivismo, come la campagna ‘Coast to coast’ del Noe, ed anche sul Gargano dove sono stati realizzati diversi sequestri di villaggi, resort a cinque stelle, immobili costruiti in pieno parco nazionale del Gargano”. Qual è l’arma più efficace contro l’abusivismo edilizio? “La risposta al vecchio e al nuovo abusivismo è una sola: il ripristino della legalità. Che si persegue unicamente con l’abbattimento degli immobili illegali. Ed è proprio per questo che noi chiudiamo la Settimana della Bellezza con l’abbattimento dell’ecomostro di Ostuni. E’ un abbattimento simbolico, perché l’ecomostro in questione è uno degli ‘storici’ presenti in Puglia: da oltre 30 anni sorge sulla scogliera in località Villanova e, finalmente, dopo oltre 15 anni di contenzioso e grazie alla forza di volontà dell’Amministrazione comunale, si potrà abbattere. Noi speriamo che poi la stagione degli abbattimenti riprenda”. Purtroppo non sempre i Comuni sono così volenterosi nel perseguire la strada dell’abbattimento… “L’abbattimento di un immobile abusivo non è una facoltà ma un obbligo previsto dal Testo Unico sull’edilizia. Molto spesso i sindaci si trincerano dietro l’alibi economico ma non ci sono alibi che tengano. Il Comune di Ostuni in questi anni ha portato avanti delle ottime politiche di tutela e valorizzazione del territorio e infatti è un Comune pluripremiato da Legambiente non solo con le ‘Cinque vele’ ma anche con il titolo di ‘Comune riciclone’; inoltre è stato premiato per la mobilità sostenibile nel parco delle dune costiere con la menzione speciale di ‘Comune biciclone’. E’ un esempio da seguire. Quanto agli abbattimenti, in Puglia il più eclatante è stato quello di Punta Perotti nel 2006, la cosiddetta ‘Saracinesca’: quell’episodio ha avuto molto clamore mediatico ed ha fatto molto parlare per via delle dimensioni stesse dell’ecomostro. Lo scorso anno ci sono stati degli abbattimenti soprattutto nel Salento, a Torre Suda, a Racale e alcuni abbattimenti a Porto Cesareo e a Maruggio. Altri ne sono previsti a Porto Cesareo. Noi chiediamo che si estendano a tutti gli edifici che lo meritano”. Perché il maggior numero di infrazioni edilizie si concentra nel Gargano e nel Salento? Sono territori dove è più facile l’infiltrazione mafiosa? “La costa è in generale più colpita dal fenomeno perché il business riguarda principalmente la costruzione di immobili vacanza. Il Salento ha una sua particolarità: non è colpito da grandi ecomostri ma da piccoli ecomostri e infatti la maggior parte dei sequestri riguarda ville, ville con piscine, manufatti irregolari o senza permessi, insomma immobili destinati alle vacanze. Tuttavia non si può escludere la presenza della criminalità organizzata, come sottolinea la Direzione nazionale antimafia, ma parliamo anche in questo caso non di grandi ecomostri come Punta Perotti ma di tanti piccoli abusivismi. Nel Salento, l’abusivismo edilizio si riscontra soprattutto nel Comune di Porto Cesareo, che detiene un record ormai storico. A questo trend dobbiamo dare un freno e l’unica risposta possibile è il ripristino della legalità”. Qual è il suo giudizio sulle azioni di contrasto all’abusivismo messe in atto dalle forze dell’ordine e dai Comuni? “Ritengo buona l’azione di contrasto all’abusivismo sia da parte delle forze dell’ordine e della Capitaneria di porto, sia da parte delle Procure. Ed anche la Regione dimostra interesse verso la lotta all’illegalità: nel 2002 ha approvato la legge 15 ‘Norme in materia di funzioni regionali di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio’, con la quale ha stanziato 150mila euro da destinare al Fondo regionale di rotazione per la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi. Hanno finora avuto accesso ai finanziamenti, il Comune di Ostuni e la Procura di Lecce per demolire quattro immobili a Porto Cesareo. I soldi probabilmente sono pochi ma sono un buon punto di partenza. Inoltre Via Capruzzi sta stilando dei protocolli d’intesa con la Procura di Lecce, di Brindisi e Taranto e con quella di Foggia per condurre una battaglia congiunta all’abusivismo. Ma è ovvio che l’abusivismo si nutre anche di alibi e di giustificazioni ed i sindaci in questa battaglia devono rimanere in prima linea. Molto spesso abbattere significa diventare impopolari, ma è un rischio da correre. Non si può infilare la testa sotto la sabbia e far finta di non vedere ciò che accade ad un palmo di naso”. Articoli correlati: Arrivano gli ecomostri Punta Perotti a Gallipoli Abusivismo, le ruspe della Procura Abusivismo, 220 gli immobili da abbattere

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