Chiudere Rignano. Minervini da Bubbico

Roma. L’assessore ha illustrato al viceministro il Piano regionale per l’accoglienza diffusa dei lavoratori migranti

ROMA – Dare un segnale forte contro lo sfruttamento in agricoltura e ripristinare la legalità. L’asesssore regionale alle Politiche giovanili, Trasparenza e Legalità, Guglielmo Minervini, ha incontrato nei giorni scorsi al Viminale il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, per illustrare il Piano d’azione della Regione Puglia per un’accoglienza dignitosa e il lavoro regolare dei migranti in agricoltura. Il piano prevede la smobilitazione del “ghetto di Rignano”, un villaggio spontaneo di braccianti immigrati, per la maggior parte africani, situato ai confini tra Foggia, San Severo e Rignano Garganico. Il campo si trova attualmente in condizioni igienico-sanitarie di grave precarietà, assenza di reti idriche, fognarie ed elettriche. Il progetto, denominato “Capo-free – ghetto off”, si articola in tre fasi: smobilitazione del “ghetto di Rignano”, accoglienza diffusa dei lavoratori migranti con una rete di aree attrezzate per l’accoglienza dei lavorati stagionali e la creazione di eco-villaggi, protocolli d’intesa con la grande distribuzione per favorire i prodotti da imprese che garantiscano rapporti di lavoro regolari e accoglienza dei lavoratori immigrati. Come ha sottolineato Minervini, “il progetto vuole rappresentare un segnale chiaro nella direzione verso la quale si devono muovere le politiche di accoglienza. Promuovere condizioni di vita dignitose è il primo passo per far uscire gli immigrati dalla marginalità e dall’insicurezza, ma soprattutto, è uno degli elementi fondamentali per promuovere integrazione e sbarrare il passo allo sfruttamento e all’esclusione sociale”. Bubbico ha fatto sapere che “il ministero condivide e sostiene lo sforzo fatto per realizzare il Piano d’azione per l’accoglienza dei migranti. L’approccio proposto – ha detto – è quello giusto perché l’integrazione degli immigrati è non solo una risposta di civiltà verso queste persone, ma è anche un efficace intervento su situazioni di degrado, sfruttamento e illegalità su cui prosperano le organizzazioni criminali. La promozione umana e sociale di queste persone, garantisce un percorso umano dignitoso ai migranti e anche maggiori condizioni di sicurezza nei luoghi in cui vivono”. 8 aprile 2014 Sfruttamento in agricoltura. Un obiettivo: chiudere il ghetto RIGNANO GARGANICO – L’obiettivo è chiudere Rignano entro il 1° luglio. Cinque assessorati regionali stanno lavorando per raggiungerlo. Rignano Garganico, in provincia di Foggia, è un ghetto dove lo sfruttamento di uomini in agricoltura è la legge. Un luogo che “accoglie” stabilmente 2-300 persone e che d'estate supera le 1.500 presenze. L’assessore alla Cittadinanza sociale, Guglielmo Minervini, l’ha definito “un pezzo di Stato fuori dallo Stato, con negozi, servizi e problemi di una città, senza esistere neppure sulle mappe”. Eppure, secondo Minervini, “i tempi sono maturi per lanciare una sfida complessa”. Il piano “Capo Free – Ghetto Out” presentato nei giorni scorsi da Minervini e dal presidente della Regione Nichi Vendola mira proprio alla chiusura del ghetto, che oggi è in vita perché continuamente alimentato dai flussi migratori. “Il tema dello sfruttamento del lavoro nero in agricoltura attraversa tutto il nostro Paese – ha detto Minervini -. L'economia agricola spesso si regge sullo sfruttamento degli uomini e i flussi migratori che attraversano la nostra Regione sono molto consistenti e rendono conveniente lo sfruttamento. E’ inaccettabile che luoghi del genere possano esistere ed essere chiamati così come se a fosse”. Lo scarso valore del pomodoro si scarica sul mercato e quindi sulle paghe dei braccianti. Una situazione del genere diventa conveniente solo per i caporali e per un’economica criminale che si organizza e la sfrutta a proprio comodo. Il programma è firmato da cinque assessori (Elena Gentile, Loredana Capone, Leo Caroli, Fabrizio Nardoni e Guglielmo Minervini) e concordato con numerosi uffici della struttura regionale: l’intento è chiudere il campo e sostituirlo con cinque strutture più piccole e diffuse sul territorio, impermeabili alla criminalità. Campi da 250 posti, con standard di accoglienza dignitosi e protetti dalle infiltrazioni del caporalato tramite un accordo con la Prefettura. “Sperimenteremo – ha aggiunto Minervini – anche l'accoglienza diretta presso le imprese agricole e per gli ‘stanziali’, quelli che restano anche d'inverno, percorsi di sperimentazione di autocostruzione e autorecupero sul territorio”. Previste anche azioni sulle imprese per l'emersione del lavoro irregolare, con agevolazioni alle aziende che assumano regolarmente, l'istituzione di un “bollino etico” per le produzioni libere dal lavoro nero e l'inasprimento dei controlli. Fondamentale l'accordo con la distribuzione commerciale: la GDO (Grande distribuzione organizzata) s'è impegnata ad assorbire prodotti regolari. L'assessora al commercio, Loredana Capone ha illustrato le novità previste dal piano per il commercio: “Collaboreremo con la GDO che è una piccola parte del commercio, ma soprattutto con la piccola e media distribuzione e anche con gli ambulanti: gli snodi saranno i mercati generali e all'ingrosso, dove in collaborazione con le associazioni di categoria, saranno fatti i controlli. E dove potrà essere concesso il bollino etico”. L'assessora al Welfare, Elena Gentile, ha ringraziato la prefetta di Foggia Luisa Latella “donna del sud che con un lavoro appassionato e silenzioso sta aiutandoci nei nostri intenti. A pieno regime ci saranno 21 ambulatori mobili, ma è dal 2006 che lottiamo contro questi fenomeni con innovazioni di legge e azioni concrete. Continueremo ad aiutare con acqua, cure, servizi l'integrazione di queste persone e chiuderemo il campo-vergogna di Rignano ospitandoli in centri più piccoli e umani”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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