Giovani senza lavoro: un miliardo e mezzo per aiutarli

Bruxelles. La sottosegretaria Bellanova, da Bruxelles, ha illustrato le linee di attuazione in Italia del programma europeo “Garanzia per i giovani”

BRUXELLES – Oltre un miliardo e mezzo per i giovani disoccupati. A partire dal primo maggio. La sottosegretaria al Lavoro e alle Politiche Teresa Bellanova dai microfoni di Bruxelles, dove ha preso parte a un convegno della Commissione Europea sulla “Garanzia per i giovani”, ha illustrati i termini dell’attuazione del programma in Italia. Nel nostro Paese il piano “Garanzia per i giovani” partirà infatti il primo maggio ed aiuterà i giovani senza occupazione fino ai 25 anni a trovare entro quattro mesi un lavoro, un apprendistato o un'attività di formazione. “Con il 23,9% dei giovani che in Italia nel 2012 non hanno un lavoro e non studiano l'obiettivo è – ha spiegato Bellanova – di ridurre la disoccupazione il massimo possibile”. “Speriamo – ha aggiunto – di annunciare i primi risultati dopo quattro mesi. Il nostro scopo è offrire ai giovani un'offerta qualitativa valida sul lavoro e la formazione entro quattro mesi dall'uscita formale dal lavoro o dagli studi”. Le risorse stanziate sono di 1,513 miliardi di euro in due anni, di cui 567 milioni verranno rispettivamente dalla Yei, la Youth Employment Initiative, e dal Fondo sociale europeo e altri 379 milioni dal cofinanziamento nazionale. Il piano sarà attuato mediante un programma operativo nazionale, di cui le Regioni gestiranno le politiche attive. E alle Regioni saranno attribuite le risorse in base al numero di disoccupati. I giovani potranno registrarsi via internet sul sito del programma e verranno poi singolarmente contattati dalle strutture regionali che, dopo un colloquio diretto, prepareranno un progetto personalizzato. Ai giovani verranno proposti contratti di apprendistato o tirocinio, percorsi di formazione o attività imprenditoriali. Una struttura congiunta del Ministero del Lavoro e dell'Istruzione monitorerà il lavoro delle Regioni. Presieduta da Michel Servoz, direttore generale Commissione europea per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, la sessione conclusa da Teresa Bellanova in rappresentanza del Governo italiano ha registrato la partecipazione di Laslo Andor, commissario europeo all’occupazione, affari sociali e inclusione e Pervenche Berès, parlamentare europea, presidente della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali. 8 aprile 2014 Garanzia Giovani, Bellanova a Bruxelles per fare il punto BRUXELLES – Garanzia Giovani ad un anno dall’accordo. Sarà Teresa Bellanova, sottosegretaria al Lavoro e alle Politiche Sociali, a rappresentare oggi l’Italia a Bruxelles, nel corso dei lavori della Giornata organizzata dalla Commissione Europea e dedicata a una disamina sullo stato dell’arte nell’attuazione del Piano occupabilità. Intensissimo il programma di lavori, strutturati per sessioni tematizzate, fino al dibattito conclusivo sul tema: “Cosa resta da fare per rendere la Garanzia giovani una realtà”, presieduto da Michel Servoz, direttore generale Commissione europea per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione; al dibattito parteciperanno Laslo Andor, commissario europeo all’occupazione, affari sociali e inclusione; Pervenche Berès, parlamentare europea, presidente della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali; Teresa Bellanova, sottosegretaria di Stato al Lavoro e alle Politiche Sociali, in rappresentanza del Governo Italiano. Nel corso del suo intervento, a chiusura dei lavori, Bellanova tratteggerà le azioni intraprese dal Governo italiano a sostegno dell’occupazione giovanile e di quella particolare fascia considerata bersaglio dal Programma europeo, i cosiddetti Neet (ovvero quel segmento di popolazione giovanile, particolarmente consistente nel nostro Paese, non impegnato né nella formazione, né nel lavoro, né in tirocini), illustrando come alcune misure varate dal Governo abbiano in qualche caso anticipato l’attuazione della Youth Garantee a livello nazionale, anche attraverso l’adozione di un Programma operativo nazionale, che vede le Regioni nel ruolo di Organismi intermedi, ossia amministrazioni delegate.

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