Multe per grattino scaduto. Il Codacons diffida il Comune

Lecce. Sono state dichiarate illegittime dal ministero dei Trasporti, ma il Comune continua ad elevarle. Il Codacons diffida e chiede un incontro alla prefetta

LECCE – A a sono valsi gli interventi dei ministeri delle Infrastrutture e trasporti e dell’Interno: il Comune di Lecce continua ad elevare sanzioni amministrative in caso di “grattino” scaduto, attendendo il parere della Corte dei Conti. A fare le spese di questo atteggiamento attendista sono, come sempre, i cittadini che dunque si ritrovano a dover pagare una multa che secondo gli stessi ministeri è illegittima, dal momento che non è prevista dal Codice della Strada che invece dispone semplicemente la nascita di un diritto di credito per la società che gestisce i parcheggi. Il Codacons di Lecce, con l’avvocato Piero Mongelli, ha dunque inviato al Comune una formale diffida chiedendo l’immediata cessazione dei comportamenti che lo stesso ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha ritenuto illegittimi e contrari alla legge. Il Codacons ha chiesto inoltre un formale incontro alla prefetta di Lecce ed ha segnalato il caso alla Procura della Repubblica. L’ufficio Legale del Codacons sta inoltre verificando la possibilità per i cittadini che hanno pagato le multe nella convinzione della loro legittimità, di chiedere indietro quanto pagato. “Abbiamo sempre sperato nel buon senso da parte dell’Amministrazione comunale di Lecce – ha commentato Mongelli -, abbiamo atteso prima di agire nonostante fossimo convinti della correttezza giuridica della nostra posizione, abbiamo sollecitato in tutte le sedi possibili affinché si cessasse un comportamento illegittimo da parte dell’Amministrazione comunale che per di più danneggia palesemente i cittadini di Lecce, oggi non possiamo più attendere, il Comune deve prendere una posizione chiara e definitiva che risponda in primo luogo alla tutela per i cittadini ed alla legalità del proprio agire. Per questo motivo abbiamo chiesto alla Procura di accendere un faro sulla questione per verificare se vi siano comportamenti penalmente rilevanti in tutta la questione.” Di seguito il testo della diffida: ATTO DI DIFFIDA E MESSA IN MORA EX ART.140, D.LGS.206/05 Il CODACONS – Coordinamento delle Associazioni per la tutela dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – ONLUS, sede di Lecce, in persona del Responsabile della sede locale, Avv. Piero Mongelli, con sede in Lecce alla Via Braccio Martello n.2, PREMESSO 1. he il Codacons sede territoriale di Lecce, in quanto derivazione del Codacons nazionale, è associazione inserita nell’elenco di cui all’art.137, D.Lgs.206/05 quale componente del Consiglio Nazionale Consumatori ed utenti istituito presso il Ministero delle Attività produttive; 2. Che il Codacons sede territoriale di Lecce è altresì derivazione locale del Codacons Puglia, Associazione riconosciuta ai sensi della L.R. 12/2006, ed in quanto tale componente (Det. 01.02.2009 n. 69) del Consiglio Regionale Consumatori ed Utenti istituito, presso l’Assessorato alle Attività produttive della Regione Puglia, con Regolamento Regionale 20.11.2006 n. 19 3. Che con innumerevoli pareri espressi nel corso del tempo dal Ministero delle infrastrutture si è più volte ribadito che l’attuale Codice della Strada non prevede alcuna sanzione nel caso in cui il cittadino automobilista, esposto ed attivato il tagliando per il pagamento della sosta, resti parcheggiato nelle aree di sosta a pagamento oltre la scadenza del pagamento effettuato. 4. Che tali precedenti pareri sono stati solennemente confermati innanzi alla Camera dei Deputati, IX Commissione, nel corso di una interrogazione a risposta orale avvenuta in data 20.03.2014. Nel corso della suddetta Commissione espressamente il Ministero delle Infrastrutture, precisando la conformità del parere a quelli recentemente espressi dal Ministero dell’Interno e dal Dipartimento di Polizia Stradale, ha avuto modo di precisare che: “Dunque, nell'ipotesi di aree di parcheggio dove la sosta è tariffata e consentita per un tempo indeterminato, il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento non sì sostanzia in alcuna violazione di obblighi previsti dal Codice.” 5. Che tale posizione è stata riproposta dal Medesimo Ministero con comunicato stampa del 28.03.2014 dopo l’incontro avuto al Viminale tra i componenti del Ministero dell’Interno, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ed il rappresentante dei Comuni Italiani (ANCI). In detto comunicato espressamente si evidenzia come “nel corso dell’incontro sono stati confermati il parere dei ministeri: per chi sosta nelle strisce blu oltre il termine per cui ha pagato non viene elevata contravvenzione per divieto di sosta perché ciò non è previsto dal Codice della Strada” 6. Che stante l’interpretazione operata dai competenti Ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture e Trasporti e stante l’oggettivo dato di fatto che il Codice della Strada attualmente in vigore no prevede espressamente alcuna sanzione amministrativa nel caso di protrarsi della sosta oltre il periodo per cui si è provveduto al pagamento. 7. Che l’Art. 1 della L. 689/1981 e s.m.i. espressamente prevede una riserva di legalità per la previsione ed applicazione di sanzioni amministrative in virtù del principio generale del Diritto vigente e del Nostro Ordinamento Giuridico “Nulla poena sine Lege”. 8. Che per espressa previsione legislativa “i gestori possono comunque esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compreso il rimborso delle spese e le penali” da cui deriva la possibilità per i Comuni di regolamentare l’integrazione del pagamento della sosta e le modalità di recupero del credito. Tale previsione normativa configura e qualifica sul piano prettamente civilistico il rapporto esistente tra il Gestore della sosta regolamentata e il cittadino automobilista, impedendo di configurare e/o prevedere una Sanzione Amministrativa nel caso in cui la sosta si sia protratta oltre il termine dell’avvenuto pagamento. 9. Che, nonostante i su indicati elementi, il Comune di Lecce ha ritenuto di perpetuare l’illegittima pratica di elevare multe nel caso in cui il cittadino automobilista protragga la propria sosta oltre il periodo per cui ha corrisposto il pagamento. Tutto quanto sopra premesso, il CODACONS – Coordinamento delle Associazioni per la tutela dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – ONLUS, sede di Lecce, in persona del Responsabile della sede locale, Avv. Piero Mongelli, INVITA E DIFFIDA L’Amministrazione Comunale di Lecce, in persona del Sindaco p.t., con sede in Lecce alla Via Rubichi n.1, e per essa, ove occorra, il Dirigente del Settore Mobilità e Trasporti, nonché la SGM S.p.A., in persona del Legale Rappresentate p.t., a voler cessare immediatamente la contestazione di violazione al codice della strada per prolungamento della sosta regolamentata oltre l’orario di avvenuto pagamento. Contestualmente CHIEDE Alla Prefettura di Lecce, in persona del Prefetto p.t., un incontro al fine di verificare la legittimità del comportamento assunto dalla Polizia Locale e dagli Ausiliari del Traffico in merito all’elevazione di Sanzioni Amministrative nel caso del protrarsi della sosta oltre l’orario di avvenuto pagamento. Contestualmente CHIEDE Alla Procura della Repubblica di Lecce di verificare l’eventuale sussistenza di condotte penalmente perseguibili poste in essere dai predetti soggetti nel caso di elevazione di Sanzione Amministrativa per il protrarsi della sosta oltre l’orario di avvenuto pagamento. Si chiede, altresì, di essere informati nel caso di richiesta di archiviazione della presente ovvero in caso di richiesta di proroga del termine per la conclusione delle indagini preliminari. CODACONS Lecce Il Responsabile della sede Avv. Piero Mongelli

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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