Cannabis terapeutica. Capone: ‘Subito una legge quadro’

Roma. Il deputato del Pd è il primo firmatario di una interrogazione alla ministra della Salute Lorenzin

ROMA – “E’ importante giungere ad una Legge Quadro nazionale che accolga la valenza terapeutica della cannabis, ne regolamenti l’uso, e possa prevederne anche la produzione per sconfiggere i fenomeni di mercato nero che i pazienti denunciano o l’impossibilità ad usufruire dei farmaci, considerato il loro costo altissimo e la difficoltà enorme nel reperirli sul mercato italiano. Ci sono le disposizioni ministeriali del 2007 firmate dall’allora ministro Livia Turco, ci sono le leggi regionali, ci sono le pubblicazioni scientifiche, e decine e decine di associazioni che si battono in questa direzione”. Così Salvatore Capone, parlamentare Pd del Salento, componente la Commissione Salute e Affari sociali della Camera, primo firmatario (e con lui i parlamentari Beni, Grassi, D’Incecco) dell’interrogazione alla ministra Beatrice Lorenzin pubblicata ieri. Tre i quesiti alla ministra: “quali iniziative il Ministro voglia intraprendere dinanzi a un quadro complessivo così articolato, per permettere la piena attuazione di quanto già indicato nelle Disposizioni Ministeriali del 2007; se non ritenga ormai maturi i tempi per una Legge Quadro nazionale che, normando erga omnes la materia, riduca e risolva anche le difformità legislative da Regione a Regione, consentendo ai pazienti affetti da gravi e gravissime patologie di poter ricorrere in piena tranquillità e in piena sicurezza ai farmaci cannabinodi, secondo le corretta prescrizione medica e, in via transeunte e nelle more, non ritenga utile e necessaria l’adozione di regolamenti attuativi allo scopo; se anche relativamente ai temi della coltivazione e produzione nel nostro Paese non ritenga utile accogliere le proposte avanzate in via transitoria, tali da favorire la produzione e la preparazione di farmaci nel nostro Paese, e di conseguenza permetterne l’utilizzo sotto il controllo medico sconfiggendo in al modo la necessità di ricorrere al mercato nero”. Capone ha riferito di aver seguito con molta attenzione il dibattito nazionale sviluppatosi in seguito alla decisione del Governo di non impugnare la legge regionale abruzzese, così come il clamore intorno alla nascita, a Racale, del primo Cannabis Social Club d’Italia, sostenuto anche dal sindaco Donato Metallo. Non sfugge, ha detto, l’allarme recente, a proposito del decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21 marzo scorso, che significherebbe, secondo le associazioni, un passo indietro per la cannabis terapeutica, rischiando di vanificare l’azione di quelle Regioni che hanno legiferato in questi anni in attuazione delle Disposizioni del 2007. “Ecco perché abbiamo ritenuto, con i colleghi della Commissione Salute, urgente e necessario riavviare il confronto e la discussione al nostro interno e con la ministra Lorenzin – ha spiegato il parlamentare -, mentre ulteriori proposte di legge si aggiungono a quelle già presentate alla Camera e al Senato”. Favorire l’uso della cannabis terapeutica, dimostratasi in numerose patologie fortemente invalidanti un rimedio eccezionale, ha continuato l’esponente del Pd, significa accogliere la domanda di salute e di qualità della vita che giunge dai pazienti. “Una domanda a cui non possiamo rimanere sordi, e che dobbiamo essere capaci di accogliere compiutamente, permettendo ai malati un uso sicuro della cannabis terapeutico, e impedendo fenomeni di mercato nero e speculazione sul dolore di queste persone”. Articoli correlati: Cannabis social club. E' il giorno della disobbedienza Nasce a Racale il primo Cannabis social club d'Italia Cannabis terapeutica. Il ‘Ferrari' è il primo ospedale in Puglia

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