Nel cimitero monumentale, un intreccio di stili artistici

Lecce. Apertura straordinaria per la chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo e il Monastero degli Olivetani

di Valentina Isernia All'interno del Cimitero Monumentale, si nasconde un altro scrigno di tesori della capitale del barocco: è la chiesa dei santi Niccolò e Cataldo di particolare bellezza artistica poiché mostra l'influenza di stili che vanno dall'arte normanna e araba al barocco. //La storia Di epoca medievale, fu fondata nel 1180, insieme all'adiacente monastero, da Tancredi d'Altavilla, Conte di Lecce, per sciogliere un voto fatto in seguito a un naufragio nei pressi di Otranto. Il nobile donò l'edificio ai monaci benedettini, che nel 1494 lasciarono il posto ai padri olivetani fino al 1807.

chiostro Olivetani

Il chiostro degli Olivetani //La struttura La facciata esterna fu completamente rivisitata nel 1700 da Giuseppe Cino: ad eccezione del portale e del rosone, di età romanica, a lui si deve il puro stile barocco che caratterizza la gran parte degli elementi esterni. Ad arricchire e movimentare ulteriormente l'architettura, dieci statue inserite tra le paraste. Sul fianco destro della chiesa il chiostro edificato nel '500 da Gabriele Riccardi accoglie il bellissimo baldacchino che sovrasta il pozzo mentre, sulla sinistra, il campanile a vela, la meridiana e la cupola. Le varie influenze artistiche possono essere rilevate in diversi elementi: dalle finestre “all'araba” ai fregi vegetali sul portale, di probabile origine musulmana. L'interno dell'edificio, austero, conserva quasi del tutto lo stile romanico pugliese. La chiesa si divide in tre navate, e la centrale è sovrastata da una volte a botte, mentre le due laterali da una a crociera ogivale. La navata centrale è inoltre intersecata da un transetto; da qui si può ammirare la cupola, dove sono raffigurati l'Incoronazione ed il Transito della Vergine. Originariamente gli affreschi, in gran parte raffiguranti la vita di san Nicola, coprivano ogni elemento decorativo ma, le colonne e parte dei decori della volta, furono imbiancati o sostituiti nel XVII secolo. Le navate laterali accolgono ancora oggi gli altari dedicati ai santi Benedetto, Bernardo Tolomei, Francesca Romana e Niccolò e Cataldo attribuiti a Mauro Manieri, uno dei massimi esponenti del barocco leccese. Sul tracciato dell'antica via Appia-Traiana, adiacente alla Chiesa dei santi Niccolò e Cataldo, sorge il bellissimo Monastero degli Olivetani, eretto anch'esso per volontà di Tancredi, Conte di Lecce e futuro Re di Sicilia. //La storia Costruito con molta probabilità tra il 1171 e il 1174, il complesso fu donato dapprima ai Benedettini “neri”, nel corso XV secolo, poi ai Benedettini di Monte Oliveto (Olivetani) responsabili della maggior parte delle trasformazioni architettoniche che ne hanno conferito l'aspetto attuale. Nell'800 i Padri dovettero abbandonare il monastero a seguito dei provvedimenti soppressivi delle congregazioni religiose; la struttura venne allora acquisito dal Comune di Lecce che costituì al suo interno degli uffici pubblici. Tornato nel 1845 ad un uso religioso, affidato ai Padri Cappuccini che detenevano la custodia del vicino cimitero, nel 1985 il Consiglio Comunale concede l'uso della struttura all'Università di Lecce, che si occupa del suo restauro. Oggi ospita i Dipartimenti di Studi Storici dal Medioevo all'Età Contemporanea e dei Beni delle Arti e della Storia. //La struttura Nel 1559, i padri Olivetani incaricarono Gabriele Riccardi della costruzione del primo chiostro, a cui seguì, 1634 il secondo. Lo stile ricalca il modello medievale in stile cinquecentesco e alcune tracce di archi suggeriscono la volumetria del primo chiostro; lungo le pareti, la presenza di frammenti di affreschi fanno supporre che vi fosse un ciclo di raffigurazioni riguardanti la vita monastica, usuali in strutture dello stesso tipo e periodo. Di grande pregio, il pozzo e l'edicola che lo protegge sono di probabile fattura cinquecentesca. Quattro a colonne tortili su base quadrangolare a gradinata, sui piedistalli delle quali si trovano degli altorilievi con divinità classiche legate alle acque: Nettuno, Galatea e Anfitrite. //Info Indirizzo: Via Cimitero – Ingresso Monumentale Cimitero, Lecce. Orario di apertura: domenica, ore 10.00 – 13.00 / 15.30 – 18.00 (ultimo ingresso)

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment