Castello di Carlo V, la fortezza nel cuore della città

Lecce. Un percorso di un’ora e mezza porterà alla riscoperta del castello medievale. Poi base militare ed oggi contenitore culturale

di Valentina Isernia Nel cuore della città, sul tracciato orientale della cinta muraria, circondato dalle meraviglie del Barocco, sorge il Castello Medievale di Lecce, uno dei beni che apre le sue porte per la “XXII Giornata FAI di Primavera”. Per l'occasione, verrà proposto un particolare percorso di poco più di un'ora e mezza che partirà dalla Porta Reale d'ingresso al Castello; si passerà poi nell’atrio e si proseguirà verso santa Barbara, visitandone l'interno e la sagrestia; quindi verso piazza d'armi-scavi e la Torre Maestra-esterno. In fine, la visita alla Sala del trono e alla Sala Medievale e al fossato, verso le gallerie. //La storia La fortezza è meglio conosciuta come Castello Carlo V; all'imperatore che, nel 1539, emanò l'ordine di costruire un nuovo edificio demolendo quello pre-esistente, si deve l'attuale volto della struttura. L'edificio fu progettato seguendo un piano di protezione e difesa della città da possibili attacchi: originariamente, dal castello partivano le mura di cinta che abbracciavano l'intera città. Il fossato che circondava la fortezza invece, aveva il duplice compito di difendere ulteriormente i cittadini in caso di capitolazione dell'intera città e rimarcare il potere di chi la governava: non sono state rare, nella storia, le sommosse popolari che costrinsero il castellano ad arroccarsi durante le lotte di potere. Assieme al vecchio castello furono rasi al suolo anche il Monastero Celestino di Santa Croce e la cappella della Santa Trinità. A memoria di questi due edifici, due dei quattro bastioni che ne costituiscono le fondamenta ne portano il nome. I lavori per la nuova fortezza furono affidati all'architetto salentino Gian Giacomo dell'Acaya, che dopo dieci anni, nel 1549, portò a termine la costruzione dei quattro bastioni e della cinta muraria, dando il via alla costituzione degli ambienti interni. Dal 1870 al 1979 il Castello fu adibito a base militare, fino al 30 aprile 1983 quando l'Amministrazione Militare lo cedette al Comune di Lecce, che lo rese sede dell'Assessorato alla Cultura e centro per le attività culturali come mostre ed eventi. //La struttura La pianta del castello è quadrangolare, più precisamente trapezoidale. Ai quattro angoli sorgono i quattro bastioni, ognuno con un nome simbolico: di S. Croce, quello di S. Martino, S. Giacomo e S. Trinità. Non c'è più traccia del fossato (colmato nel 1872) e dei relativi ponti levatoi necessari per attraversarlo, ma, intatte, si possono ammirare le porte di accesso: la “Porta Reale”, sormontata dallo stemma in pietra di Carlo V e la “Porta Falsa”, che guarda invece alla campagna. La parte interna dell'edificio è raggiungibile da un portale di grande rilievo artistico risalente al '500. Ad accogliere i visitatori, la grande sala del corpo centrale, con i suoi capitelli scolpiti e la cornice pregiatamene decorata, che funge da collegamento con il cortile. Salendo verso il piano superiore, le enormi vetrate colorate accolgono i visitatori con una luce avvolgente, per ammirare al meglio il grande salone decorato, di recente restaurazione. //La leggenda Si racconta che la famiglia che possedeva il castello nel XIV secolo, la famiglia Orsini del Balzo tenesse un orso bianco nel fosso del castello per difenderlo da vagabondi e nemici. //Info Indirizzo: Via XXV Luglio (ingresso principale accanto Teatro Politeama), Lecce Bene fruibile a persone con disabilità fisica: sì Orario di apertura: sabato, ore 10.00 – 13.00; domenica: ore 10.00 – 13.00 / 16.30 – 19.00

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