Discarica di Corigliano. Fiore a Perrone: 'Non conosce gli atti'

Corigliano d’Otranto. Nuova puntata dello scontro verbale Fiore-Perrone. La sindaca puntualizza sulle ricostruzioni del presidente Oga e declina le responsabilità

CORIGLIANO D’OTRANTO – “Non è il momento di attribuire responsabilità, ma di agire”. La sindaca di Corigliano d’Otranto Ada Fiore risponde agli attacchi di Paolo Perrone, presidente dell’Oga, secondo il quale le responsabilità dell’attuale situazione che riguarda la discarica di Corigliano sarebbero tutte del centrosinistra. La prima cittadina puntualizza alcuni passaggi della cronistoria tracciata da Perrone nella sua ricostruzione dell’iter autorizzativo dell’impianto, rimanda al mittente alcune sue affermazioni, e chiede di andare oltre, guardando agli interessi dell’ambiente e dei cittadini salentini. “Mi sarei aspettata che il presidente dell’Oga fosse intervenuto sulla questione dell’apertura della discarica di Corigliano, sottolineando e apprezzando i notevoli risultati che la raccolta differenziata sta producendo in alcune zone del Salento e che, partendo proprio da questi, avviasse poi una riflessione su come estendere questo modello virtuoso all’intera provincia, assolvendo fin in fondo al ruolo guida che la legge regionale ha affidato proprio a lui – dice Fiore -. Ho sperato troppo, sopravvalutando una sensibilità in tema ambientale che tarda a venire fuori. Il presidente ha invece scelto la via della bassa contrapposizione politica, forse in vista delle prossime campagne elettorali, e ha ridotto la sua riflessione all’individuazione di presunti colpevoli e ai possibili aumenti dei costi che graverebbero sui cittadini”. La sindaca considera “grave” che Perrone “scriva senza avere nemmeno a disposizione gli atti”, dal momento che, come lui stesso ha affermato, ha intenzione di richiedere tutta la documentazione relativa all’impianto. “Se avesse usato questo metodo – continua Fiore – non avrebbe addebitato a me la mancanza di presenza attiva nell’intero iter procedurale. Sin dal 2002, data dell’individuazione del sito ad opera del piano Fitto, ho sempre espresso la mia contrarietà a tale scelta e, dal 2006, cioè quando sono stata eletta sindaco, non c’è stata sede istituzionale, giuridico-amministrativa in cui non abbia fatto valere le preoccupazioni per una discarica posizionata sulla falda, anche contrapponendomi ad un governo regionale da me votato , più volte sordo alle nostre istanze”. Secondo la sindaca, “la discarica è oggi anacronistica per comunità che raccolgono tutte le frazioni separate del rifiuto e si sforzano di smaltirle nel modo adeguato” e il presidente dell’Oga avrebbe dovuto cogliere al volo l’occasione di crescita ed estenderla con l’autorevolezza della carica istituzionale che ricopre all’intero Salento. “Se altri hanno sbagliato – conclude -, non è detto che si debba ricadere nell’errore. Se altri hanno agito male, noi abbiamo il dovere di migliorare e non fermarci a criticare”. Articoli correlati: Discarica di Corigliano. Perrone: ‘Colpa della sinistra' Discarica di Corigliano. Fiore diffida gli organi autorizzativi Piscitelli: ‘Corigliano, una follia a cielo aperto' La discarica sulla fonte Corigliano, la discarica della discordia Discarica di Corigliano, al via entro il 12 ottobre Percolato nel terreno. Stop alla nuova discarica

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