Ospedale di Taranto. Pelillo: ‘Mai più ritardi’

Taranto. 150 milioni di euro di fondi Cipe più 60 milioni di cofinanziamento regionale. Nelle scorse ore la firma dell’accordo: ora i soldi sono spendibili

TARANTO – “Non tollereremo più ritardi. Questo territorio non può più aspettare”. Michele Pelillo, deputato tarantino del Pd, interviene all'indomani della firma sull'accordo di programma che rende spendibili i fondi per la costruzione del nuovo ospedale di Taranto “San Cataldo”. Si tratta di 150 milioni di euro (fondi CIPE della delibera del 3 agosto 2012, registrata alla Corte dei conti il 26 ottobre 2012) ai quali si aggiungono 60 milioni in cofinanziamento della Regione Puglia. “Il mio pensiero è stato quello di dare a questo territorio una struttura grande e moderna, che sarà il più grande investimento che la Regione Puglia ha fatto su questo territorio. Lo sforzo che abbiamo messo in campo per difendere questi finanziamenti è stato straordinario”, commenta Pelillo, che rammenta le tappe principali del progetto. Fu suo, infatti, l'impegno per individuare e reperire le risorse, quando, nel 2008, divenuto assessore al bilancio della Regione Puglia, verificò che – nonostante dell'ipotesi di un nuovo ospedale a Taranto si discutesse dal 2005 – nemmeno un euro era stato stanziato a livello regionale. In una conferenza stampa, alla presenza del segretario provinciale Walter Musillo, dei consiglieri regionali Donato Pentassuglia e Michele Mazzarano, della responsabile sanità del Pd di Taranto Gloria Saracino, il deputato ha ricordato gli altri passaggi più significativi: il lavoro con l'assessorato regionale per rintracciare e blindare i fondi, statali e regionali; il momento, non facile, del passaggio tra progetto “San Raffaele del Mediterraneo” all'ipotesi del nuovo ospedale pubblico “San Cataldo”, fino al parere favorevole della Corte dei Conti sulla delibera CIPE dell'agosto 2012. Ha spiegato Pelillo: “Mentre si perseguiva l'obiettivo di mettere in sicurezza i fondi dello Stato, qualsiasi altra esigenza si manifestasse in Consiglio regionale, poteva rappresentare un'occasione per sfilare al territorio tarantino parte o l'intera cifra dei 60 milioni del cofinanziamento, necessari al progetto. E' stata una battaglia col coltello fra i denti. Per cui rivendico il merito, quasi esclusivo, del Partito democratico di Taranto, per questo obiettivo che finalmente è a portata di mano”. Il deputato rivolge infine un appello affinché siano rispettati i tempi del progetto. “Diciamo, insieme ai consiglieri regionali, insieme al PD provinciale, che non tolleriamo più ritardi. Dal visto della Corte dei conti alla firma sull'accordo di programma sono passati 16 mesi. E' inaudito che, soltanto per una firma, sia passato un tempo così lungo. I soldi sono stati messi in sicurezza nel 2012, con la delibera CIPE vistata dalla Corte dei Conti. Che non ci sia altro ritardo. Le procedure devono essere le più semplici e le più snelle, perché il territorio tarantino non può più attendere”.

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