Senso Plurimo, omaggio a Sambati

Lecce. Il primo dei tre appuntamenti ai Cantieri Teatrali Koreja, è stato un tributo al pittore scultore di Lequile

di Antonio Lupo LECCE – Con un omaggio al pittore scultore Romano Sambati (Lequile, 1938) sono stati inaugurati, il 26 febbraio, presso i Cantieri Teatrali Koreja, gli appuntamenti, tre in tutto, della quinta edizione di “Senso Plurimo” . Con lui hanno dialogato Marinilde Giannandrea, curatrice dell’evento e Carlo Michele Schirinzi che gli ha dedicato “Eclisse senza cielo”, audiovideoperformance tratta da uno stralcio di un film di Bergman del 1959 (La Fontana della vergine) con sperimentazione musicale di Stefano Urkuma De Santis. Nel tracciare il percorso artistico di Sambati, già maestro di Schirinzi negli anni del Liceo artistico a Lecce, ci si è soffermati sui diversi momenti della sua originale espressività. La formazione napoletana, l’influenza di artisti come Perez o Rauschenberger, la rivisitazione e le suggestioni concettuali del “De rerum natura” di Lucrezio, la ricerca di un linguaggio al di là della materia pittorica fino alle recenti sculture in terracotta. Sono così emerse le peculiari caratteristiche della “non pittura” dell’artista e la forte dimensione poetica della sua opera: “il poeta vede più a fondo, oltre la pelle…”, nel costante riferimento alla letteratura e alla filosofia, ragione del suo operare oltre il velo superficiale dell’apparente e dell’episodico. Anche il mito -afferma l’autore – mi ha sempre interessato per la sua profonda universalità intrinseca all’essere umano. La sequenza delle immagini delle opere proposte, realizzazioni poetiche di paesaggi e di figure, ha evidenziato la mancanza di stereotipi comuni. Occorre fare tabula rasa, sia che si tratti di una sorprendente ricontestualizzazione del tuffatore disegnato da un bambino della scuola dell’infanzia, sia che al centro dei suoi interessi siano la notte, il buio e le cupe trasparenze dell’oscurità, le malelune, le eclissi e gli angeli senza cielo. Proprio i silenzi delle nere profondità hanno portato il videoperformer Carlo Michele Schirinzi ad accostare la poesia del dolore degli “Angeli” di Sambati alla tragica sequenza dell’uccisione di Karin in “Eclisse senza cielo”, in un comune procedere per sottrazioni, “vietato agli occhi opacizzati dalla cataratta della mediocrità”. I prossimi appuntamenti nel foyer dei Cantieri Teatrali prevedono incontri con Giulio De Mitri e Fernando De Filippi.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!