Criminalità. Maurelli: ‘Tutti siamo Stato’

Bari. Il presidente della Claai Puglia commenta le recenti operazioni antimafia delle forze dell’ordine e invita tutta la società a combattere la criminalità

BARI – “Le retate effettuate dalla magistratura e dalle forze dell’ordine salentine contro i presunti appartenenti alla criminalità organizzata, sono la più ampia dimostrazione che lo Stato non solo è presente, ma riesce a colpire duramente”. Il presidente emerito della Claai Puglia (Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane) Rocco Maurelli si inserisce nel dibattito che si è sviluppato nelle ultime settimane sulla riorganizzazione e sul progressivo radicamento della mafia nel tessuto sociale salentino e pugliese. Con riferimento alle dichiarazioni rese dopo le operazioni antimafia dal procuratore antimafia, Cataldo Motta, secondo il quale “il Salento è diventato terra di mafia”, Maurelli afferma che “la vile quanto grave ritorsione contro l’abitazione del maresciallo dei carabinieri Carmine Schirinzi” sarebbe una plateale dimostrazione dell’efficacia dell’azione dello Stato”. “E il tutto avviene – dice Maurelli – dopo anni di intenso lavoro di investigazione e nella completa solitudine degli investigatori, visto che la società salentina, dopo l’impegno straordinario nella lotta alla mafia dei primi anni Novanta del secolo scorso, è ripiombata nel sonno”. Secondo il presidente4 Claai la lotta di contrasto alle mafie sarebbe stata delegata esclusivamente alla magistratura e alle forze di polizia, come se si trattasse solo di una guerra “militare”e non invece di un fenomeno economico, sociale e culturale in primo luogo che richiede un’azione tesa a infondere e diffondere la cultura della legalità e della sicurezza. “Si può dire – aggiunge Maurelli – che se gli imprenditori non denunciano il racket è perché non si sentono protetti dallo Stato? Qui occorre essere chiari, senza ombra di equivoci: o si sta dalla parte dello Stato oppure si diventa lassivi se non addirittura conniventi. Si spiega, forse, anche così lo scarso successo che hanno avuto la costituzione delle ‘liste pulite’ della Prefettura di Lecce? Come si fa a non capire che quelle dichiarazioni oltre che ad essere inappropriate, sono anche pericolose? Ricordo, prima di tutto a me stesso e poi agli altri, che, nella metà degli anni Ottanta, la gravissima sottovalutazione di tanta parte della società e delle stesse istituzioni salentine, permise alla SCU di crescere e di organizzarsi come un vero e proprio esercito criminale”. “Se vogliamo davvero che le forze dell’ordine e della magistratura svolgano bene il ‘ruolo di Stato’ – conclude – dobbiamo essere anche tutti un pezzo attivo di ‘quello Stato’ e costituire un muro solido, compatto, senza crepe, di fronte a questa criminalità insidiosa e rinnovata. Articoli correlati: La Scu nel turismo: 43 arresti Motta: ‘Un salto di qualità. Ora la mafia è radicata' Droga ed estorsioni. Blitz all'alba: 15 arresti

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