Minervini: presto una legge regionale antimafia

Bari. L’assessore ha annunciato l’imminente varo di una legge regionale su promozione della cultura e contrasto alle mafie

BARI – Una legge regionale di contrasto alla mafia. Lo ha annunciato nelle scorse ore Guglielmo Minervini, assessore regionale alla Trasparenza e alla cittadinanza sociale. Minervini ha colto l’occasione di una lettera inviata agli organizzatori dell’iniziativa di “Libera” prevista per ieri a Taranto “Nomi, volti, storie: incontro con i familiari vittime di mafia pugliesi” per anticipare l’imminente varo di una legge regionale antimafia su “promozione della cultura della legalità e sul contrasto alle mafie”. Nella lettera l’assessore riflette sulla recente operazione della Dda di Lecce denominata “Tam tam” e sull’allarme lanciato dal procuratore Cataldo Motta di un crescente radicamento della mafia nella cultura pugliese. Ecco il testo della missiva: Carissimi, grazie anzitutto dell’invito. Avrei voluto essere con voi, ma non mi è stato possibile. Mi spiace. Per questo vi scrivo. Per raccontarvi quel che la Regione Puglia intende fare per promuovere la cultura della legalità, per difendere le vittime della criminalità organizzata e i loro familiari, per valorizzare il loro contributo come agenti di cambiamento. Prendo spunto da un evento di cronaca. Uno tra tanti. Pochi giorni fa, i giornali riportavano le risultanze di un’inchiesta della DDA di Lecce su un giro di estorsioni ai danni degli operatori balneari del Salento. Come tutte le storie di mafia, è una storia di fallimento dello Stato. Con un dato inedito: il ruolo attivo di alcuni imprenditori, che contattavano i clan per richiedere protezione. “E' la cultura dell'omertà” ha dichiarato il procuratore capo della Dda di Lecce. Ha ragione. La mafia è, anzitutto, una questione culturale. Partiamo da qui. E dall’urgenza di reagire. Subito. La Regione Puglia vuole promulgare una legge regionale sulla promozione della cultura della legalità e sul contrasto alle mafie. Vogliamo dare ordine ad una materia complessa e ad una regolamentazione frammentata. Come si dice in gergo, è una tema di “legislazione concorrente” tra Stato centrale e regioni. In concreto, le regole talvolta ci sono, ma restano inefficaci. Vogliamo dotare la nostra regione di strumenti concreti di solidarietà in favore delle vittime della mafia, della criminalità organizzata, del terrorismo, del dovere. E vogliamo farlo partendo dalla proposta di lavoro realizzata da Libera. Vogliamo dare supporto alle iniziative dell’associazionismo per la promozione della cultura della pace e della legalità. Vogliamo ampliare e potenziare, anche con il supporto della nuove Programazione Operativa, le iniziative pilota realizzate in questi anni sul riuso sociale dei beni confiscati alle mafie. E, nello stesso tempo, sostenere le straordinarie avventure di chi riesce a creare valore e a fare impresa legale nei luoghi sottratti al crimine organizzato. Dove le pratiche hanno dato risultati, è tempo di andare oltre la sperimentazione. Pensiamo ad una norma quadro, ambiziosa ma concreta, che sul tema agisca “in attacco” e non solo in difesa. E vogliamo farla seguendo un metodo partecipato, coinvolgente e aperto. Che, nei fatti, sia il contrario della cultura della chiusura e del silenzio di cui si alimentano le mafie. Articoli correlati: Droga ed estorsioni. Blitz all'alba: 15 arresti Motta: ‘Un salto di qualità. Ora la mafia è radicata'

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