Rapina in gioielleria. Preso un ‘volto noto’

Guagnano. I malviventi si sono introdotti praticando un buco nel muro di una casa disabitata. Sul posto guardie giurate e carabinieri. In manette un 28enne

GUAGNANO – È stata decisamente animata la mattinata di ieri a Guagnano, teatro di una rapina con tanto di sequestro di persona in pieno centro. Erano le 9.15 circa, infatti, quando la commessa della gioielleria “Preziosi d’arte”, in via Vittorio Veneto, si è recata come d’abitudine ad aprire quell’esercizio. Ad attenderla all’interno, però, una brutta sorpresa: due uomini con volto coperto, e con indosso tute bianche di carta, erano nascosti in alcuni locali attigui; erano riusciti ad introdursi in gioielleria praticando un varco nel muro di una casa confinante, disabitata. Dopo aver costretto la donna a cedere loro la chiave delle casseforti, l’hanno immobilizzata ed arraffato preziosi per un valore complessivo di oltre 10mila euro. Quindi hanno tentato la fuga a piedi, dileguandosi tramite un locale che si affacciava su una traversa laterale. Non potevano però immaginare che il titolare della gioielleria avesse intuito che qualcosa di grave stesse accadendo, dopo essere arrivato al negozio e aver più volte suonato il campanello senza che la sua collaboratrice gli aprisse. Aveva così chiesto aiuto a due guardie giurate dell’istituto “Securpol Security” di Racale, che si trovavano nei pressi in servizio di scorta per un trasporto di tabacchi. I due operatori si sono immediatamente attivati, pistola in pugno; uno è rimasto a presidiare l’ingresso principale della gioielleria, mentre il secondo ha accompagnato di corsa il gioielliere lungo via Duca degli Abruzzi, una traversa laterale da cui i rapinatori avrebbero potuto scappare. E proprio lì li hanno bloccati, mentre fuggivano a piedi. Una guardia giurata li ha inseguiti per oltre due chilometri e gli ha intimato più volte l’alt finendo anche per esplodere alcuni colpi in aria a scopo intimidatorio; più indietro, il titolare della gioielleria e la seconda guardia. Uno dei delinquenti ha provato inizialmente a scappare, abbandonando una busta in plastica con parte del bottino; ma poi, si è buttato per terra, restando fermo. Ma solo per qualche istante: mentre gli inseguitori gli erano ormai addosso, si è rialzato e ha ricominciato a fuggire, prima provando a rapinare un furgone in transito (ma l’autista ha reagito e lo ha respinto), poi dileguandosi definitivamente a piedi. Il complice, nel frattempo, era sparito dopo aver abbandonato a sua volta il sacco con la propria parte di gioielli; per far perdere definitivamente le proprie tracce ha anche rubato un’utilitaria. Nel frattempo sul posto sono giunti i carabinieri della Compagnia di Campi Salentina, e le ricerche sono state attivate da pattuglie Radiomobili di Guagnano, Trepuzzi, Campi Salentina e Carmiano che avevano cinturato tutta la località per tagliare ogni via di fuga. Con loro, anche personale dell’istituto di vigilanza “La Velialpol” di Veglie, che si è messo a disposizione per integrare le ricerche. Proprio una unità delle guardie giurate di questo istituto di vigilanza ha riferito ai carabinieri di aver notato un giovane che chiedeva passaggi agli automobilisti porgendo una banconota di 50 euro. Pochi minuti e le manette sono scattate ai polsi di Francesco Pugliese, brindisino, classe 1986, volto già noto alle forze dell’ordine. Su di lui una serie di indizi che alla fine non gli hanno dato scampo.

Francesco Pugliese

Francesco Pugliese Il pm di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, Antonio Negro, ha disposto per lui l’arresto in quasi flagranza per rapina pluriaggravata e la traduzione presso il carcere di Lecce Borgo San Nicola. Il bottino è stato recuperato e restituito ai proprietari; per la commessa, invece, tutto si è concluso solo con un grande spavento. Restano in piedi le indagini per identificare il secondo fuggitivo, nonché un probabile terzo complice che possa aver fatto da “palo”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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