Olio contraffatto? Arriva il marchio di qualità

L’iniziativa dell’Unasco contro le sofisticazioni alimentari

Il New York Times ironizza sull’olio italiano? L’Italia rilancia. L’Unasco, l’associazione delle Organizzazioni di Produttori Olivicoli che raggruppa 30 associazioni presenti su tutto il territorio nazionale in rappresentanza di circa 200mila olivicoltori, ha predisposto una vera e propria carta d'identità degli oli extra vergine di oliva. L'idea si inserisce nell’ambito di un progetto che vede partner istituzionali l'Unione Europea e il MIPAAF e viene presentata oggi presso Eataly Roma. “Si tratta di uno strumento innovativo e fondamentale per assicurare tracciabilità e genuinità al nostro olio e metterlo al riparo da aggressioni o contaminazioni di dubbia provenienza – commenta Fabio Ingrosso – componente di Eataly – Unasco. Con questo sistema è possibile controllare l’intero processo produttivo evitando al consumatore di essere tratto in inganno sulla qualità e sulle caratteristiche del prodotto che va ad acquistare. Attraverso un codice applicato sull’etichetta e digitato sul computer – spiega Ingrosso – è possibile scoprire tutti i dati e le informazioni relative alla ‘vita’ del prodotto che risulta in questo modo sicuro e amico”. Un passo in avanti per rafforzare le produzioni locali e difendere i nostri imprenditori spesso mortificati da logiche di mercato confuse e irriconoscenti di tutto un lavoro difficile ed onesto. Articolo correlato: Nardoni, a New York, paladino dell'olio pugliese

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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