No allo spreco di cibo. A Lecce è un manifesto

Lecce. Lo slogan ed il poster degli studenti della Dieta Med-Italiana per sensibilizzare contro lo spreco alimentare

LECCE – La terra ci impone un divieto: quello di sprecare cibo. In quest’ottica si celebra oggi la prima “Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare”, istituita dal ministero dell’Ambiente per recuperare lo spreco alimentare ma soprattutto per prevenirlo. Si tratta di un obiettivo che secondo il Piano Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare dovrà essere raggiunto entro il 2025 attraverso il dimezzamento di uno sperpero che ogni anno arriva a toccare un importo di quasi 9 miliardi di euro, equivalente di due etti di cibo nella spazzatura a famiglia. E, quando c’è una tematica ambientale, i giovani promotori del progetto “Dieta Med-Italiana” e “Cultura del Buon Cibo”, non possono restare a guardare. Devono dare il proprio contributo che, in questo caso, assume la forma di un vero e proprio manifesto pubblicitario. Lo slogan è “Uno spreco al giorno leva il pianeta di torno”, il sottotitolo recita “… perché spreco non fa rima con eco”, mentre l’immagina raffigura il pianeta Terra morso a metà come una mela. L’auspicio dei giovani salentini è di aggiungere una voce dal basso e contribuire alla sensibilizzazione della cittadinanza al delicato tema dello spreco alimentare. Dello spreco alimentare oggigiorno si parla molto ma le azioni concrete restano ancora troppo poche. Secondo il rapporto della FAO ogni anno nel mondo si buttano via 1,3 miliardi di tonnellate di avanzi, pari a un terzo di tutto il cibo prodotto: quattro volte quanto servirebbe a nutrire quasi un miliardo di persone che soffrono la fame. Tradotte in denaro le perdite ammontano a quasi 680 miliardi di dollari nei paesi industrializzati e a circa 310 miliardi di dollari per quelli in via di sviluppo. “Di fronte a questi dati – commentano i ragazzi -, viene a tutti da pensare: ‘Peccato’, non sapendo quanto sia azzeccata l’espressione in quanto è davvero un peccato, un peccato mortale per il pianeta. Il peso ambientale di quello che sprechiamo – continuano – dipende sia da quanto sprechiamo, sia da cosa sprechiamo perché ogni alimento ha una propria impronta ambientale che dipende dalla sua filiera di produzione: lo spreco di 1 kg di carne ‘costa’ all’ambiente 10 volte la quantità di gas serra e di azoto reattivo richiesti da 1 kg di pasta. Lo spreco di 1 kg di manzo utilizza invano 594 litri di acqua blu a fronte dei 15 litri per lo stesso quantitativo di pasta. Pertanto, anche se i cereali rappresentano il 35% della massa di cibo tipicamente sprecato, mentre la carne, alimento più caro e pregiato, ne rappresenta il 12%, i loro impatti ambientali sono comunque elevati”. Anche questa campagna dei giovani pugliesi è a sostegno della candidatura di Lecce a Capitale Europea della Cultura 2019.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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