No Tap, ‘non siamo ecoterroristi’

Melendugno. Non ci stanno a farsi etichettare come ‘ecoterroristi’, il comitato No Tap risponde a confindustria Puglia

Melendugno. Non si fa attendere la reazione dei No Tap sulle dichiarazioni di un rappresentate di confindustria Puglia, esponente che ha definito gl attivisti come degli “ecoterroristi”. “Rimaniamo sgomenti leggendo le parole del rappresentante pugliese di confindustria. In una breve sintesi a opporsi al progetto sono stati 4 squinternati “ecoterronisti”mentre solo il TAP può risollevare le sorti della Puglia. È il deserto, il deserto imprenditoriale con la memoria corta. Permetteteci di ricordare che TAP non è stata in grado di presentare un progetto degno di questo nome e per ben due volte una commissione di tecnici lo ha bocciato. Questa commissione è composta da tecnici non da No Tap. Il fatto che Confindustria leghi le sue sorti a chi non riesce tecnicamente a soddisfare delle richieste ben precise più volte ribadite in dalla commissione VIA regionale, nazionale e in fase di scoping è grave. Ma è ancora più grave che in mezzo a quelli che vengono additati come paladini del ‘no a prescindere’ ci sono inscritti a confindustria della zona di Melendugno. Il 27 dicembre anche queste persone hanno esposto i loro dubbi,la presidenza pugliese dell'associazione perché non era al fianco dei suoi inscritti? invitiamo confindustria a fare incontri con TAP ma anche con i suoi inscritti che producono reddito nelle zone interessate dal progetto. È chiaro che fare incontri a 200 km da San Foca è facile e sicuramente si ha una percezione della realtà diversa. Questo comitato – concludono – ha più volte denunciato l'inadeguatezza tecnica del progetto TAP che è stata ribadita più volte nelle sedi opportune da competenze di indubbio valore,non è il caso di cominciare a leggere questi giudizi per capire perché si è voluto perseguire un progetto insensato? In attesa che qualcuno in confindustria dia risposte ai dubbi strategici dell'opera rimaniamo a disposizione per incontri e spiegazioni tra l'altro ampiamente divulgate”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!