Pendinelli, su Tap la provincia poteva fare di più

Lecce. Dura presa di posizione del consigliere Pendinelli sulla vicenda Tap, ‘Gabellone non vuole dare un dispiacere a Tap’

Lecce. Dura la critica del consigliere provinciale Mario Pendinelli, sulla vicenda Tap fa sapere che: “Il Consiglio Provinciale convocato il 18 novembre scorso aveva all’ordine del giorno due punti riguardanti il gasdotto TAP. Uno era la mozione presentata dal sottoscritto e dal Consigliere Gianni Marra, l’altro un documento predisposto dall’ufficio ambiente della Provincia con la collaborazione del prof. Alberto Basset. Il documento conteneva una serie di osservazioni, scaturite dall’esame del progetto presentato dalla società Trans Adriatic Pipeline, che una volta approvato sarebbe dovuto essere trasmesso al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Puglia. Inutile sottolineare ancora come si sia voluto allungare il tempo per prendere posizione. Basta aprire la scheda del procedimento amministrativo sul sito del Ministero per verificare che riporta la data del 10.11.2013 quale termine per presentare osservazioni. Ora, il Consiglio Provinciale del 18 non discute l’argomento gasdotto perché l’aula era quasi rimasta deserta, ma viene data assicurazione su una immediata convocazione dell’assise consiliare. Ebbene il Consiglio è stato convocato per venerdì 29 novembre, probabilmente in tempo utile per non far valutare le osservazioni neanche dalla regione. In fatti al momento non sia hanno notizie certe ed ufficiali su eventuali proroghe di termini ed è quindi molto probabile che la Regione Puglia si affretti ad esprimere una sua valutazione. Con rammarico deve constatare che i temi sollevati, tutti inseriti nell’ambito dei percorsi previsti dal Regolamento della Provincia sulla possibilità di iniziativa del Consigliere, sin dal mese di giugno hanno trovato un generale coinvolgimento anche negli ultimi giorni, ma al tempo stesso hanno determinato la fuga dalle responsabilità di molti. Il Salento con due autorizzazioni, in caso di positivo esito di TAP, entrambe efficaci. Una serie di aspetti negativi del progetto evidenziati da associazioni e comuni e trascurate dalla Provincia, che pure in parte le ha rilevate come dimostra lo studio effettuato. Il territorio assolutamente non difeso da Palazzo dei Celestini. Se la Regione dovesse, proprio per l’incertezza sui tempi, fare la sua valutazione, Gabellone sarà riuscito a nel suo intento, che i fatti dimostrano, di non dare un dispiacere al progetto TAP”. “Mentre invece la Provincia avrebbe dovuto coordinare – conclude – supportare tecnicamente ed affiancare i Comuni. Altro aspetto che avremmo voluto porre in Consiglio, ovviamente per tempo, è quello di un confronto interlocutorio con il Prof. Basset per verificare che tutte le preoccupazioni, in tutta la loro complessità, entrassero con la giusta rilevanza nelle osservazioni. Così come avremmo voluto per tempo vedere se le perplessità evidenziate non avessero dovuto determinare anche un esplicito giudizio negativo sul progetto.Già abbiamo perso una occasione per essere protagonisti in una vicenda che interessa pesantemente il territorio. Ora rischiamo anche di essere inutili. Ma a qualcuno va bene così”. Intanto arriva anche l’apprezzamento da parte dei no Tap in merito al percorso partecipativo che la regione avvierà questa settimana a Borgagne. Scrive il comitato in una nota “Il comitato NO TAP apprezza l'istituzione di un processo partecipato(OST) sebbene sostiene che l'ascolto delle popolazioni interessate al gasdotto TAP sarebbe dovuta essere più tempestiva. Si ritiene doveroso palesare alcune perplessità in merito alle modalità con cui il suddetto processo dovrebbe svilupparsi; trattandosi di un momento d'ascolto, tra il decisore pubblico e la popolazione, per coerenza con le premesse e per simmetria d'opportunità si ritiene che la società TAP AG, già proponente, non debba prendere parte al dibattito”. Le delibere dei consigli comunali, le manifestazioni e le petizioni popolari inerenti il progetto di gasdotto TAP hanno rappresentato e rappresentano un momento di convinta, genuina e democratica partecipazione. Il processo avviato dalla regione non può non tenere conto di queste evidenze e della netta posizione di contrarietà emersa. Il comitato No TAP richiede – concludono – quindi che i prodotti della partecipazione spontanea siano annessi al report finale e che tra le conclusioni possibili dell'OST sia preventivamente dichiarata quella di non realizzare l'opera”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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