Una porta di servizio per Tap

Bari. Il country manager di Tap Giampaolo Russo pizzicato dal comitato No Tap mentre rientrava in Regione da una porta di servizio

Bari. “Trasparenza, lealtà, tutto d'avanti alle telecamere e ai giornalisti…ma poi perché il country manager TAP Giampaolo Russo a fine lavori è entrato da una porta di servizio? “Con chi è andato a parlare e di cosa….lontano dalle telecamere?” A chiederselo è il comitato no Tap a margine del consiglio regionale di ieri, una foto, pubblicata poi su facebook, lo ha pizzicato proprio mentre entrava negli uffici da una porta di servizio. “Siamo felici – continua la nota – che finalmente la questione TAP sia”approdata” in consiglio regionale,siamo felici che finalmente sia palesata pubblicamente la posizione della regione e chi si parli di trasparenza e partecipazione. È per questo principio di trasparenza e partecipazione che chiediamo perché il Country Manager TAP,come attestato da alcune foto,è entrato subito dopo il consiglio regionale da un entrata di sevizio. È per lo stesso principio di trasparenza che chiediamo di sapere con chi si è incontrato e il contenuto delle conversazioni,ci farebbe piacere leggere i resoconti di quest'incontri di cui nessuno era a conoscenza che si sono tenuti lontani dalla pubblica opinione. Questi quesiti sono chiesti nel principio della massima trasparenza e partecipazione sbandierata in questi giorni dalla regione Puglia”. Nei giorni scorsi il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna aveva dichiarato a Brindisi che Tap può essere vista come un’opportunità per il territorio. Nel consiglio regionale di ieri si è discusso a lungo di Tap, era tra gli ordini del giorno, Antonio Galati di Sel ha ribadito che: “I progetti che si sono susseguiti da parte di TAP riguardo a questo argomento non brillano per sforzo partecipativo nei confronti delle comunità, nei confronti delle Istituzioni che poi sono chiamate a prendere delle decisioni così importanti, in particolare sul tema delle localizzazioni. Con questo non voglio assolutamente porre la questione del tipo “non fatelo a San Foca ma in quella zona del nord-brindisino”, ma pongo un problema di metodo. Mi auguro che la sorveglianza dell’assessore Minervini in particolare e del Governo regionale in generale valga a evitare che le possibili omissioni si trasformino in assoluta slealtà nel confronto e che non traspaia, da una parte, un popolo di scatenati contrari al progresso e dediti alle caverne e, dall’altra, un’iniziativa gloriosa per lo sviluppo dell’umanità”. Erio Congedo del Pdl è di opinione diversa, dichiarando che: “Quest’opera viene indicata come strategica per quanto riguarda la riduzione dei costi dell’approvvigionamento, per quanto riguarda la differenziazione dell’approvvigionamento anche in termini di indipendenza del nostro Paese da altri e che quindi abbia inevitabilmente riflessi positivi sulla nostra politica energetica e anche sulla politica energetica della UE. Il percorso che l’Amministrazione regionale ha avviato mi trova un po’ scettico sui tempi. Comunque è un percorso sicuramente positivo perché darà la possibilità alle comunità di avere il giusto coinvolgimento, di comprendere gli scetticismi di chi quelle comunità le rappresenta a cominciare dai sindaci e avrà ancora più efficacia se i risultati, gli esiti del percorso saranno realmente funzionali al percorso decisionale. Personalmente la mia posizione è quella di ritenere comunque l’opera strategicamente importante per il nostro territorio, ma si deve contemperare non solamente le esigenze di carattere tecnico ma anche quelle di carattere ambientale, e paesaggistiche oltre che tenere conto delle vocazioni territoriali. Una vocazione come quella di un territorio che investe sul turismo ha una sua strategicità non solamente locale e provinciale, ma anche di carattere regionale e nazionale”. Per Sergio Blasi del Pd invece “Questo tema, di questa importante infrastruttura, penso che possa riabilitare la classe politica nel senso che finalmente agli occhi dei cittadini si può dimostrare che la politica ha il primato di definire indirizzi, le regole, e non di subirle dal mercato, dalla finanza, dagli interessi, per quanto legittimi privati, ma che sono subalterni all’interesse generale. Altrimenti, avviene esattamente il contrario, vincono le lobby, i cinici, gli scaltri. Io rivendico questo ruolo alla politica, e spero che alla fine di questo percorso potremo anche entrare nel merito della discussione per quanto riguarda il progetto TAP e non, invece, evaderlo”.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati