Integra onlus, agire per l’integrazione tra i popoli

 

Lecce. L’associazione chiarisce in una lettera che corretta integrazione non è solo garantire vitto e alloggio

Lecce. L’Associazione Integra Onlus opera da oltre dieci anni nel settore delle politiche migratorie e svolge attività di sportello in diversi Ambiti di Zona della Provincia di Lecce, contribuendo con la propria esperienza, e usufruendo dell’alta professionalità delle risorse operanti nell’Associazione, al miglioramento della vita dei migranti presenti prevalentemente sul territorio salentino al fine di realizzare una concreta integrazione tra i popoli. E’ stata riconosciuta come Ente di Tutela nel corso dell’Emergenza Nord Africa, iniziata nel 2010, fornendo presso le strutture di accoglienza della Provincia di Lecce e di Taranto servizi ed attività di counseling interculturale, corsi di apprendimento della lingua italiana, mediazione linguistica interculturale, assistenza psicologica e legale. Gli sbarchi continui sulle coste italiane e, in particolare, su quelle siciliane e salentine devono rendere più consapevoli e responsabili gli operatori del settore immigrazione, capaci di attivarsi per accogliere quanti arrivano nella speranza di una vita migliore e sicura, lontana dalle guerre che infiammano i territori natii, ma, devono, soprattutto, rendere più sensibili le istituzioni. Urge infatti cambiare sistema di accoglienza perchè garantire vitto e alloggio non vuol dire rispettare i diritti umani! E’ fondamentale, pertanto, gestire al meglio l’emergenza rifugiati e richiedenti asilo, offrendo loro non solo un primo intervento di accoglienza, mirato al vitto e all’alloggio temporaneo, ma una degna ospitalità integrata, fatta di interventi mirati a evitare situazioni di emarginazione sociale. Alle migliaia di disperati che approdano sulle nostre coste deve essere assicurata un’accoglienza dignitosa, tale da rendere il rifugiato solo inizialmente un migrante “d’eccezione”, senza permesso di soggiorno, ma a cui garantire poi gli strumenti utili a inserirsi e integrarsi nel nuovo ambiente ospitante senza sentirsi ospite ‘non gradito’. E’ importante rammentare le parole di Papa Francesco che chiede un «cambio di comportamento» verso i migranti e rifugiati da parte di tutti, passando «da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione ad un atteggiamento che abbia alla base la ‘cultura dell’incontro’, l’unica capace di costruire un mondo più giusto e fraterno, un mondo migliore». In questi giorni nel Salento leccese (nei Comuni di Andrano e Salve) sono stati accolti alcuni migranti presso le strutture di accoglienza alberghiera, divenute strutture temporanee in attesa che nel C.A.R.A. di Bari si liberino dei posti. Assistiamo ancora una volta ad un sistema di accoglienza presso strutture private, che, se in Sicilia, secondo la stampa, prevede solo 30 € al giorno per la prima accoglienza, nel Salento va al ribasso e garantisce solo vitto ed alloggio senza alcun altro servizio essenziale (mediazione interculturale, supporto legale, ecc.). E’ inaccettabile il diffuso luogo comune secondo cui “almeno hanno un tetto sulla testa ed un pasto caldo, prima del loro trasferimento al C.A.R.A.”. Le Associazioni come Integra per mission sono sempre pronte ad intervenire in soccorso dei migranti appena sbarcati; ma non sarebbe giusto, che, oltre ai volontari, intervenissero le istituzioni preposte a questa azione in modo adeguato e il sistema non continuasse a beneficiare e far arricchire gli albergatori privati? Si può speculare andando al ribasso sui servizi essenziali? Fino a quando i C.A.R.A. continueranno ad esistere come luoghi di parcheggio, veri depositi di esseri umani? L’Associazione Integra, facendosi portavoce delle tante Associazioni di Volontariato che operano nel settore dell’immigrazione, chiede alle Istituzioni, che le SS.LL. autorevolmente rappresentano, di rispondere in modo concreto alle istanze di tanti migranti, che, nella speranza di una vita più dignitosa, bussano alle porte dell’Europa attraverso l’Italia.

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