Da Lecce al mondo: ‘Sos, la Terra ha la febbre’

Lecce. Sergio Castellari: dal 5 Rapporto IPCC, ecco una finestra sui possibili futuri scenari del pianeta Terra

Di Angelo Fanelli Lecce. Esperto del Centro Euro-Mediterraneo sul Cambiamento Climatico (CMCC), con sede a Lecce, il professor Sergio Castellari ha presentato il Rapporto dell’IPCC e offerto le sue considerazioni. Anche il Tacco ha partecipato alla conferenza stampa, commentando i principali risultati scaturiti dal Rapporto di Sintesi rivolto ai decisori politici. E’ interessante dare un’occhiata a come vengono interpretati questi dati dal prof. Castellari. Il rapporto IPCC, le principali novità CASTELLARI: Le informazioni dell’IPCC sono state approvate dai governi, e sono fondamentali per la negoziazioni sul clima, quindi hanno solidità scientifica ma anche solidità politica… Tra le novità principali c’è intanto la maggiore solidità scientifica nelle evidenze osservative. In particolare quelli degli oceani sono più completi. L’IPCC basa tutti i propri risultati sulla letteratura scientifica. Abbiamo nuove evidenze osservative, una nuova stima delle incertezze (un gruppo di lavoro dell’IPCC ha analizzato il modo di comunicare ai decisori politici le incertezze nelle affermazioni dei rapporti). Abbiamo un’analisi più completa sull’effetto di nuvole, degli aerosol, e delle radiazioni cosmiche. Abbiamo un numero molto più grande di simulazioni numeriche, la maggior parte costruite sulla base di nuovi modelli del pianeta terra basati su un modello del ciclo del carbonio dinamico, attivo. Abbiamo un set di proiezioni climatiche sia per i prossimi decenni, a dieci-vent’anni, sia più a lungo termine”. I risultati scientifici: concentrazioni di CO2 più elevate da 800mila anni, mari acidificati Castellari: Se andiamo a vedere il livello globale medio del mare (e le serie di dati sono state analizzate in modo più approfondito), negli ultimi 110 anni è cresciuto di 19 centimetri, e il passo di questo aumento globale si è accelerato negli ultimi secoli. Se andiamo a vedere i trend, si vede che il trend dal 1901 al 2010 è di 1,7 mm all’anno e negli ultimi 20 anni è di 3,2 mm all’anno…L’estensione della banchisa artica è diminuita in tutte le stagioni. ..le attuali concentrazioni di CO2 metano e protossido di azoto sono maggiori di quelle registrate negli ultimi 800mila anni. La cosa importante è che questo rapporto parla anche della acidificazione oceanica, quindi dell’altra parte dell’effetto della CO2. La CO2 provoca anche la diminuzione della salinità e l’aumento della acidità degli oceani. Negli ultimi 200-250 anni il Ph degli oceani è diminuito di 0,1. La tendenza è verso l’acidificazione e questo può creare degli impatti molto forti nei carbonati di calcio, nei molluschi, nelle barriere coralline, e in tutta la catena della biodiversità marina. Gli oceani hanno sempre assorbito la CO2, il problema è che questo maggior assorbimento porta alla diminuzione del Ph. Il global warming e l’acidificazione oceanica interagiscono tra di loro, gli oceani riscaldandosi arriveranno ad un punto in cui assorbiranno sempre meno CO2. Già adesso l’acidificazione oceanica è aumentata del 28%. L’effetto dell’uomo e i futuri possibili del pianeta Castellari: In questo rapporto è stata effettuata una più solida valutazione degli effetti antropogenici. E’ una misura dell’influenza delle varie componenti umane sul bilancio energetico del pianeta. Per la prima volta si è cercato di stimare l’importanza di altre componenti, come l’ozono, che possono avere effetti sul riscaldamento globale. Quello che si mostra è il Forzante Radiativo, calcolato dall’inizio dell’era industriale fino al 2011: il Forzante Radiativo dell’attività solare è di circa 0,05 w/mq. Mentre invece il forzante radiativo di tutte le attività antropogeniche è di circa 2,3w/mq, circa il 40% più alto della precedente stima. Negli ultimi decenni il contributo dei gas serra ha fatto aumentare il forzante radiativo, mentre il Forzante Radiativo del sole è basso perché’ negli ultimi 50/60 anni stiamo passando attraverso dei minimi di radianza solare. I modelli climatici sono migliorati negli ultimi 35 anni: sono più realistici, ci sono molti più modelli globali (quasi un raddoppio dei modelli usati per le proiezioni climatiche future, e tra questi uno dei modelli è italiano, del CMCC) con risoluzioni orizzontale maggiore. La cosa importante è che sono cambiati gli scenari climatici. Tra i ‘possibili futuri’ impiegati per ipotizzare il clima futuro adesso si è incluso anche uno scenario che prevede un accordo globale per la mitigazione dei gas a effetto serra. In questo caso, i risultati vedono un aumento delle emissioni fino a metà del secolo e poi un calo dovuto a forte azione di mitigazione. E’ stato rifatto l’esperimento fondamentale con più modelli e migliori modelli, quello che si vede è che la temperatura media globale superficiale nel periodo dagli inizi del secolo scorso fino al 2010, le proiezioni che non includono un forzante radiativo causato da attività umana non riescono a riprodurre il segnale termometrico. Se includiamo i fattori antropogenici si vede una buona riproduzione dell’aumento del a temperatura media globale superficiale. Questo è stato anche isolato per soltanto le terre emerse, dove il riscaldamento è più forte. Per la prima volta lo stesso esperimento è stato fatto anche con la quantità di calore e anche in questo caso è solo con le emissioni di gas serra che si riproducono i dati osservati. Temperature globali: “Probabili aumenti superiori ai 2 gradi” Castellari: Una delle figure fondamentali fa vedere la crescita della temperatura media globale superficiale rispetto al periodo attuale. Stiamo parlando dell’aumento futuro della temperatura media globale superficiale. Quello che si vede sono i due scenari principali. Lo scenario di fortificazione … e lo scenario più emissivo. La temperatura rispetto al periodo attuale probabilmente sarà almeno 1.5 gradi celsius oltre il livello preindustriale. E’ molto probabile che si supereranno i 1.5 e che si superi il famoso obiettivo di +2 gradi. Senza significative misure di mitigazione, la temperatura potrebbe crescere molto. La cosa fondamentale è che anche un solo grado di aumento in 100 anni è molto preoccupante. Se è aumentata di 0.78 gradi negli ultimi 100 anni e abbiamo già impatti molto forti nell’atmosfera e nelle terre emerse, un ulteriore aumento di un grado centigrado può portare effetti ancora più devastanti. Il Mediterraneo, area di crisi climatica Castellari: Le proiezioni riconfermano la validità delle proiezioni precedenti. Zoomando sull’Europa, nell’Area mediterraneo con una forte mitigazione potremmo prevedere un aumento tra 1 e 1.5 gradi. Con lo scenario più emissivo, le proiezioni mostrano un aumento tra i 4 e i 7 gradi. Precipitazioni, altro dato fondamentale, prevedono per l’area mediterranea una riduzione del 10% delle precipitazioni nello scenario di forte mitigazione, mentre con lo scenario più emissivo, abbiamo tra il 10 e il 20% di riduzione delle precipitazioni. Il mediterraneo subirà un calo della precipitazione media abbastanza consistente. Sparizione della banchisa artica in estate? Castellari: Il livello medio marino: i quattro scenari mostrano un aumento tra i 40 e i 60 centimetri nei livelli marini. Quel che si mostra in modo dettagliato è anche la proiezione della diminuzione della banchisa artica in estate. Con i vari scenari si potrebbe arrivare ad una possibile sparizione della banchisa artica nel periodo estivo.

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