Ambiente e lavoro: quale equilibrio?

Bari. Un nuovo domani a partire da oggi. Nello stand del Consiglio Regionale della Puglia si discute di risorse tutt'altro che illimitate, presenti sul pianeta

di Marina Dimattina Puglia e paesaggio agricolo: due mondi distinti. Da quando la ruralità e' stata fortemente minacciata dalla crisi dell'agricoltura pugliese. Nel padiglione del Consiglio Regionale della Puglia presso la fiera del Levante, si accendono i riflettori su quella giostra che si chiama “ambiente”, e che converge a se' croci e delizie. “Eppure solo riconnettendo lo spazio urbano al territorio rurale si può affrontare strategicamente la chiusura dei cicli dei rifiuti, del acqua, dell'alimentazione”. I toni sono netti da parte della fondazione “Karol Wojtyla” nelle persone del fondatore Giuseppe Tulipani e del presidente Angelo Forte. “L'ambiente urbano esprime oggi più che mai una nuova ruralità dei suoi abitanti. A sua volta l'ambiente rurale in forte conversione, ha cominciato a rivestire una vocazione multifunzionale. La transizione ad economie verdi sarebbe da considerare come apertura efficiente a diverse prospettive in vista di auspicabili finalità sociali. È ormai improrogabile riprogettare il territorio urbano ed extraurbano sulla base della ecosostenibilità”, hanno continuato i relatori dell'incontro. A fare il paio con le considerazioni tutte “green”, anche il segretario provinciale della CISL, Vincenzo Di Pace. “La questione dell'ambiente e' talmente fondamentale che non può essere trattata ne' con 'catastrofismi' ne' con ideologie. Le compatibilità industriali del lavoro con l'ambiente vanno affrontate con delicatezza e risolutezza. Rifiuto l'idea, per esempio, che la risposta a Taranto sia la chiusura dell'Ilva. Si può produrre lo stesso prodotto con tecnologie che salvaguardino quanto più possibile l'ambiente”, ha chiosato Di Pace.

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