Tap, il Governo risponde al Pd: 'Necessaria'

Roma. Il sottosegretario Vincenti ribadisce la necessità dell’opera; Capone, Bellanova e Mariano si dicono soddisfatti della risposta

ROMA – E’ un’opera strategica per il territorio e va realizzata. Se ci sono rilievi o dubbi, basterà attendere il momento giusto per manifestarli: la pubblicazione dello studio di impatto ambientale, prevista a settembre. E’ in sintesi, il senso della risposta fornita dal Governo alla interrogazione presentata dai parlamentari Pd per la Puglia Salvatore Capone, Teresa Bellanova, Elisa Mariano sul gasdotto Tap. Una risposta che i tre interroganti commentano come esaustiva e completa. Capone e Bellanova, nel dirsi soddisfatti della risposta, sottolineano con soddisfazione il ruolo di costante controllo assunto dal Ministero. Nessun dubbio sull’opera, dunque? Mentre si conferma il gasdotto come “infrastruttura strategica”, parte di quel Corridoio Sud considerato nel suo insieme dall’Unione Europea una priorità, si sottolinea che “lo studio di impatto ambientale è in fase di revisione, anche per rendere ancora meno rilevanti le incidenze sul territorio, in particolare per l’ubicazione e le dimensioni del terminale di ricezione”. Il ministero aggiunge che “entro settembre il documento verrà presentato al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e pubblicato sui quotidiani locali e nazionali per la fase di consultazione”. Capone, Bellanova e Mariano avevano presentato l’interrogazione al Governo il 30 giugno scorso, chiedendo notizie certe “sullo stato dell’arte del progetto della Tap”, sui tempi di realizzazione, sull’impatto ambientale previsto, sulla presenza di eventuali rischi per i territori e le popolazioni coinvolte. La risposta non si è fatta attendere, comprensiva delle notizie sulla infrastruttura, sul percorso, sull’ultimo tratto di pertinenza italiana nel territorio salentino. “Una risposta completa”, secondo i firmatari dell’interrogazione, “puntuale nella descrizione del processo, comprensiva anche della parte relativa ad eventuali compensazioni”. Si legge nella risposta: “La soc. Tap ha già dato la propria disponibilità a investire in progetti locali a beneficio dei Comuni, dei residenti e della comunità locale, tra cui sostenere, mediante una convenzione, lo studio e la realizzazione di un intervento di tutela della costa dall’erosione costiera stanziando 5 milioni di euro. Infine, secondo uno studio effettuato da Nomisma, l’impatto complessivo sul Pil pugliese sarebbe di € 290 milioni e di circa 2000 posti di lavoro durante la fase di costruzione”. “La celerità con cui il Governo, e in particolare il sottosegretario De Vincenti, ha risposto all’interrogazione – commentano Capone e Bellanova – è un segnale importante di attenzione e considerazione che va colto pienamente. Nessuno vuole che si debba ripetere un’altra Tav. Consideriamo questa puntualità e questa correttezza nell’informazione un ottimo viatico per il futuro, e soprattutto l’apertura di un canale di dialogo costante con i Ministeri di riferimento, anche a tutela delle popolazioni coinvolte. Confermiamo quanto già affermato in fase di interrogazione: è necessario che sul progetto Tap ci sia una informazione costante, che i vertici del Consorzio aprano un dialogo vero con le Amministrazioni territoriali, le associazioni ambientaliste, i cittadini per garantire contemporaneamente la realizzazione del progetto e la tutela delle popolazioni. Siamo sicuri che il ruolo attivo del Governo si confermerà costantemente, soprattutto nelle fasi procedurali previste, e considerando che la consultazione sarà decisiva per l’attuazione del progetto. Naturalmente siamo ancora in una fase iniziale, aspettiamo la Via per avere a disposizione tutti gli elementi necessari ad una piena ed esaustiva valutazione”. Ecco la risposta integrale del Ministero: INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE N. 5- 00485 On. li Bellanova, Capone e Mariano ELEMENTI DI RISPOSTA In base agli elementi acquisiti dalla società Trans Adriatic Pipeline (TAP) si comunica quanto segue: La società Trans Adriatic Pipeline AG – TAP, i cui soci sono la società svizzera Axpo (42.5%), la società norvegese Statoil (42.5%) e la società tedesca E.ON Ruhrgas (15%), ha presentato al MiSE il 30 agosto 2011 un progetto di gasdotto transfrontaliero il cui punto di partenza è previsto al confine Greco – Turco ed il cui percorso dovrebbe svilupparsi lungo la Grecia e l’Albania per approdare in Italia. Il gasdotto sarà lungo 800 km circa, di cui 105 km sottomarini nel mar Adriatico e trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi/anno; in futuro la Società prevede la possibilità di un incremento ulteriore di 10 miliardi di metri cubi/anno; tale incremento sarebbe possibile senza ulteriori interventi nella parte italiana del gasdotto. Il progetto, per la parte di competenza italiana, è costituito da una condotta sottomarina lunga 45 km, che corre dalla linea mediana del Mare Adriatico fino al punto di approdo, un microtunnel per l’attraversamento della linea di costa lungo circa 1.5 km; una condotta interrata in terraferma lunga circa 10 km, e un Terminale di Ricezione del Gasdotto, dove sono ubicate la stazione di misura e controllo, anche fiscale, del gas importato. Da tale punto partirà un gasdotto di collegamento alla Rete nazionale di trasporto del gas, gestita da SnamReteGas. L’operatività è prevista entro il 2019. Il progetto TAP costituisce una infrastruttura strategica per trasportare gas naturale dai giacimenti dell’area del Caspio, in particolare dalla seconda fase di sviluppo del giacimento azero di Shah Deniz II, nel Mar Caspio, verso l’Europa. Esso è stato selezionato nell’ambito di un gruppo di vari progetti, facenti parte del cosiddetto “Corridoio Sud” che alternativamente prevedevano di far giungere il gas in Europa attraverso l’area balcanica o, come poi è avvenuto, attraverso la Grecia e l’Italia. L’apertura del Corridoio Sud è considerata nel suo insieme una priorità dell’Unione europea e la Commissione europea ha fortemente promosso il suo sviluppo, proprio per aprire una nuova via di approvvigionamento di gas per l’Europa, che potrà svilupparsi in futuro con portate maggiori e rotte complementari, in modo da accrescere la sicurezza degli approvvigionamenti e soprattutto la diversificazione delle forniture, ancora fortemente legate ai partner tradizionali, quali Russia e Algeria. Questo è tanto più importante in quanto, anche considerata la roadmap europea per il 2050, il gas continuerà a rivestire ancora nel medio termine una fonte energetica imprescindibile per i Paesi UE, anche in considerazione del previsto calo della produzione di gas europea, e in previsione della ripresa dell’economia e quindi dei consumi. Al fine di promuovere la realizzazione del gasdotto TAP il 13 febbraio 2013 i Ministri dell’Energia dei Governi della Repubblica d’Italia, d’Albania e della Grecia, hanno firmato ad Atene un Accordo sul Gasdotto TAP, che è stato già ratificato dai parlamenti greci e albanese. Il 24 maggio 2013, il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato il disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione di tale Accordo,che è stato alle Camere per la ratifica. Attualmente è in discussione al Senato come A.S.n.884. Il 28 giugno 2013, il consorzio Shah Deniz II ha, quindi, ufficializzato la scelta del gasdotto TAP come rotta preferenziale per il trasporto del gas azero in Europa, rispetto al progetto rimasto Nabucco West, finalizzato a trasportare invece il gas azero fino in Austria attraverso i Balcani, progetto che potrà essere realizzato in una seconda fase più avanti nel tempo, quando saranno disponibili volumi di gas aggiuntivi. La scelta di Tap per l'apertura del Corridoio Sud delle infrastrutture gas strategiche europee accrescerà la sicurezza degli approvvigionamenti, la diversificazione delle fonti e delle rotte di provenienza del gas e l'aumento dell'offerta e del numero di fornitori in concorrenza sul mercato italiano ed europeo. La sua realizzazione consentirà di andare verso un mercato sempre più concorrenziale e più integrato con quello europeo, consentendo all’Italia di diventare un hub europeo del gas proveniente dalla regione del Caspio. L’approdo del metanodotto a nord di San Foca secondo quanto dichiarato dalla Società nello studio di impatto ambientale, procurerebbe ridotti impatti ambientali in quanto il gasdotto attraverserebbe la linea di costa secondo la tecnica della trivellazione orizzontale, e quindi senza lavori di superficie, approdando in terraferma oltre alla stessa linea, senza quindi intaccare minimamente la costa salentina. Riguardo il tracciato in terraferma il gasdotto interesserà il Comune di Melendugno, evitando tutte le zone protette da vincoli di carattere ambientale e paesaggistico previsti dal piano urbanistico territoriale. Anche nella scelta della cabina terminale di approdo la società TAP ha studiato insieme alle Autorità locali il miglior tracciato al fine di preservare il territorio nella sua integrità paesaggistica. È prevalsa la scelta di collocare la cabina nell’area del Comune di Meledugno, su terreno agricolo, al di fuori dell’area vincolate. saranno adottate tutti i requisiti di progettazione e realizzazione previsti dalle norme di sicurezza. In ogni caso si fa presente che lo studio di impatto ambientale è in fase di revisione, anche per rendere ancora meno rilevanti le incidenze sul territorio, in particolare per l’ubicazione e le dimensioni del terminale di ricezione, ed entro settembre verrà presentato al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e pubblicato sui quotidiani locali e nazionali per la fase di consultazione. Pertanto, durante tale fase tutte le incidenze sul territorio potranno essere valutate, acquisendo il parere definitivo degli enti locali interessati e della popolazione interessata dall’infrastruttura. In tale occasione sarà possibile una corretta informazione sugli effettivi impatti di carattere territoriale e ambientale e dei vantaggi di carattere nazionale e locale derivanti dalla realizzazione dell’opera, indirizzata a tutti i soggetti interessati, che consentirà di avere una valutazione compiuta degli stessi su basi tecniche e dati concreti. In tale sede potranno essere anche stabilite le misure di compensazione ambientale e territoriale per i territori interessati dall’opera, in base alle norme vigenti. La soc. TAP ha già dato la propria disponibilità a investire in progetti locali a beneficio dei Comuni, dei residenti e della comunità locale, tra cui sostenere, mediante una convenzione, lo studio e la realizzazione di un intervento di tutela della costa dall’erosione costiera stanziando 5 milioni di euro. Infine, secondo uno studio effettuato da Nomisma, l’impatto complessivo sul PIL pugliese sarebbe di € 290 milioni e di circa 2000 posti di lavoro durante la fase di costruzione. Per quanto riguarda infine gli aspetti autorizzativi, solo una volta emanato il decreto di pronuncia di compatibilità ambientale a valle del parere della Commissione VIA del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dello sviluppo economico convocherà le riunioni della Conferenza dei servizi decisoria alla quale saranno invitati a partecipare tutti gli enti locali interessati. Si precisa infine che le norme prevedono che le autorizzazioni alla costruzione dei gasdotti siano emanate dal Ministero dello sviluppo economico di intesa con la Regione interessata. Qui la ricostruzione della vicenda Tap Qui l'inchiesta di Marilù Mastrogiovanni su “Tutti gli uomini di TapTutti gli articoli dell'inchiesta sulla guerra del gas: La guerra del gas I 47 ‘ma’ del Ministero su Igi Poseidon Zamparutti vuole Tap Comitato No Tap: ‘La partita a scacchi sulla testa dei salentini’ Zamparutti: 'La mia condotta su Tap è chiara'

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